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7 giugno 2013

Elezioni Rettore Unisa. I sindacati alle elezioni rettore Unisa: Posizioni e dichiarazioni di CGIL, CISL e UIL

Università degli Studi di SALERNOElezioni rettore Unisa – Si è chiusa la prima fase della procedura che porterà alle elezioni rettore Unisa con la presentazione delle candidature: sette candidati, tutti del nostro Ateneo, concorrono alla più alta carica della Hippocratica Civitas.

Sette personalità di spicco per le elezioni rettore Unisa hanno presentato programmi diversamente  articolati con molti punti in comune e molte differenze,  corredati da curricula estremamente autorevoli.

Al fine di comprendere le posizioni dei sindacati all’interno del campus, è a loro che ci rivolgiamo cercando di capire la loro posizione alle prossime elezioni rettore Unisa del campus di Fisciano.

“Il compito di succedere al rettore Pasquino è impegnativo alle prossime elezioni rettore Unisa perché questi dodici anni hanno visto una guida energica e fattiva, spesso caratterizzata da una proiezione verso l’esterno e non solo dal punto di vista accademico.

Il rettorato Pasquino ha visto completare la difficile opera di insediamento dell’università nella Valle dell’Irno portando il campus al definitivo assetto strutturale-edilizio e puntando molto sulla sua identificazione come comunità.

E, soprattutto sull’idea di comunità, non ha fatto mai mancare l’apporto di tutte le componenti, riconoscendo in particolare il ruolo delle organizzazioni sindacali e praticando quotidianamente il confronto che solo in qualche occasione ha portato allo scontro.

Oggi si può considerare conclusa la fase dell’espansione edilizia del campus, dovendo invece incalzare molto le altre istituzioni per creare una rete di collegamenti, a cominciare dalla bretella ferroviaria, che renda raggiungibile l’Ateneo con un efficiente servizio pubblico.

Invece non bisogna mai distrarsi dall’obiettivo di vedere il nostro campus come comunità.

Per fare questo bisogna renderlo vivibile e appetibile da parte degli studenti, accompagnandoli dalla loro iscrizione ai test di ingresso fino al loro collocamento al lavoro, non dovendo mai pensare che il compito  dell’università possa limitarsi a fornire il titolo accademico.

E allora è importante migliorare sempre di più la qualità della didattica (che non può essere distinta dalla qualità della ricerca) facendo in modo che essa si trasformi in formazione.

Bisogna migliorare i servizi e l’accoglienza nel campus: rigoroso rispetto dei doveri di ciascun membro della comunità in tema di presenza e puntualità ai corsi e agli esami  per quel che riguarda i docenti e, per quel che riguarda il personale tecnico e amministrativo, innovazione amministrativa e semplificazione.

E lo studente deve essere ben accompagnato anche dopo il raggiungimento del titolo di studio con un sistema di orientamento in uscita che lo aiuti nella ricerca di occupazione.

Ma tutto ciò non può essere disgiunto da una grande attenzione per il diritto allo studio: il nostro Ateneo deve continuare a essere quell’ascensore sociale che permette ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Pertanto è necessaria un’attenta analisi nella scelta delle fasce di reddito per le tasse e un’oculata gestione delle borse di studio e del part-time, soprattutto ricercando ulteriori risorse.

Anche a proposito della ricerca è necessario che le risorse reperite  dall’area scientifico-tecnologica presso enti pubblici e privati possano essere reinvestite assieme alle risorse pubbliche, ormai poche, nella ricerca di base.

Così come bisogna pensare all’incremento del sostegno ad attività quali la mobilità internazionale, l’innovazione e le iniziative di spin-off, cercando  anche di avere rappresentanti dell’Ateneo in posti chiave dove si decidono la programmazione e la destinazione delle risorse.

Per tali motivi è importante che l’Università sia e rimanga un soggetto statale e pubblico.

Questo, però, resterebbe un libro dei sogni se non si pensasse al reperimento di maggiori risorse finanziarie e umane per ridurre le sofferenze di bilancio e favorire il miglioramento dei servizi, anche attraverso un programma di assunzioni per un ricambio generazionale che contrasti l’attuale ingessamento del personale.

Ma per il sindacato confederale è necessario che il futuro rettore dia garanzie sul rapporto che vuole avere con i lavoratori e chi li rappresenta.

In questi giorni i candidati alle elezioni rettore Unisa si sono rapportati in modo diverso con le organizzazioni sindacali: chi si è astenuto dal confrontarsi, chi ne ha incontrato solo alcune sigle e altre no, chi le ha incontrate tutte illustrando il proprio programma o chiedendone anche pareri, chi invece ha voluto coinvolgere CGIL, CISL e UIL fin da quando la candidatura per le elezioni rettore Unisa era ancora allo stato embrionale.

È questo il caso del prof. Antonio Piccolo con il quale il confronto è iniziato ancor prima che venisse decretata l’indizione delle elezioni rettore Unisa

Sui temi del diritto allo studio, ai sindacati confederali molto cari, il prof. Piccolo ha offerto la sua esperienza di presidente dell’A.di.s.u. che rappresenta sicuramente, in Campania,  un punto di eccellenza garantendo agli studenti i migliori servizi per qualità e quantità.

Con il prof. Piccolo si è condiviso gran parte del programma delle elezioni rettore Unisa ma soprattutto si è condiviso una visione del dialogo fra amministrazione, forze sindacali e tutte le componenti dell’Ateneo improntata alla continuità con il metodo del rettore Pasquino.

E si è condiviso l’impegno a rispettare tutti gli accordi e le prassi positive instaurate fino ad oggi a cominciare dalle progressioni di carriera e fino al mantenimento del livello retributivo (finché la normativa nazionale non permetterà una contrattazione vera con nuove risorse).

Ma si è anche convenuto che bisogna innovare pensando a modalità di coinvolgimento e incentivazione di tutto il personale verso il reperimento di fondi pubblici e privati, valorizzando sia l’apparato amministrativo, che quello docente e tecnico.

Per questi motivi FLC CGIL, CISL Federazione Università e UIL RUA dell’Ateneo di Salerno sostengono la candidatura alla carica di Rettore dell’Università di Salerno del Prof. Antonio Piccolo alle prossime elezioni rettore Unisa 2013.”

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