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2 giugno 2013

Pillola Anticoncezionale. Cos’è e come usare la pillola del giorno dopo: Patologie e Rischi della pillola

Dal momento che la scelta del momento della gravidanza è una delle grandi conquiste delle donne, per questo vanno  chiariti concetti ma anche leggende metropolitane che ruotano attorno alla pillola.

Si può parlare di un piccolo aumento del rischio di tumori maligni del collo dell’utero, ma solo se l’assunzione dei contraccettivi ormonali si prolunga per più di 10 anni (in ogni caso, il Pap Test regolare riduce moltissimo ogni rischio).

In compenso, è dimostrato che i contraccettivi ormonali riducono quasi della metà il rischio dei tumori dell’ovaio e dell’endometrio.

I contraccettivi ormonali non fanno aumentare di peso, e non sono causa di aumento di rischio d’infarto, ma è presente soltanto per le donne fumatrici.

La pillola contraccettiva agisce grazie alla combinazione di piccole quantità di un estrogeno (generalmente etinilestradiolo) e di un progestinico. L’assunzione quotidiana di questi due ormoni inibisce gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione.

Pillola Anticoncezionale, funzionamento ed efficacia

I complessi meccanismi ormonali responsabili  dell’ovulazione sono, nella donna in età fertile, attivati dalla periodica assenza di ormoni quale si verifica durante il normale ciclo all’inizio del ciclo. La somministrazione per 21, 22, o  24 giorni di un preparato ormonale “fa credere”all’organismo femminile di essere già in attività e quindi inibisce i comandi centrali. Nel corso degli anni la quantità di ormoni presenti nella pillola anticoncezionale è stata costantemente ridotta pur mantenendo un’ elevatissima sicurezza. tanto che il rischio di rimanere incinta assumendo correttamente la pillola è dell’1% circa. Spieghiamo meglio. La pillola è un contraccettivo molto efficace, tuttavia circa l’8% delle donne che la usa regolarmente può restare  incinta nel primo anno di assunzione; la percentuale arriva all’1% quando viene assunta rispettando rigorosamente la prescrizione: per essere efficace, infatti, la pillola deve essere assunta tutti i giorni alla stessa ora. La percentuale inaspettatamente alta di gravidanze nell’uso standard è legata al fatto che a volte ci si dimentica di prenderla, oppure non viene assorbita dall’organismo per esempio perché il soggetto ha vomitato dopo averla ingerita. Per essere assorbita del tutto dallo stomaco la pillola anticoncezionale necessita di 5 ore: se vomitate prima di tale intervallo sarà necessario prendere una nuova pillola entro 12 ore.

Ciò che non va messo in secondo piano è che la pillola non protegge dalle malattie trasmissibili come l’AIDS: per proteggersi da tali rischi legati a queste malattie è opportuno usare contraccettivi di tipo maschile o anche femminile.

Attualmente l’assunzione della pillola anticoncezionale viene iniziata al primo giorno del ciclo femminile mentre un tempo si cominciava dal quinto giorno.

Il cambiamento è legato all’intuizione che cominciando l’assunzione in anticipo si inibisce direttamente la prima ovulazione e in questo modo la sicurezza è garantita da subito.

La pillola anticoncezionale va assunta tutti i giorni alla stessa ora e, anche se vi è una certa tolleranza oraria, quanto meno la fascia deve essere rispettata; esempio: se è l’ora di pranzo, il giorno dopo non può essere all’ora di cena né il terzo giorno all’ora di colazione.

Qualora nel corso di una assunzione regolare ci si accorga di aver dimenticato una pillola, se non sono trascorse più di dodici ore dall’ora della mancata assunzione, è possibile assumere la pillola anticoncezionale dimenticata e l’effetto contraccettivo è garantito.

Se le dodici ore sono trascorse, nei dieci o quindici giorni successivi sarà necessario usare un’altra precauzione; non vale la pena di assumere la pillola dimenticata e inoltre si potranno vedere delle perdite di sangue nei giorni successivi legate alla diminuzione della quantità di ormoni assunti ma prive di qualunque problema.

Tipi di pillole. Le pillole anticoncezionali possono essere:

  • pillole combinate: cioè quelle che contengono due tipi di ormoni (estrogeno e progestinico),
  • mini pillole: hanno come principio attivo solo il progestinico,
  • pillola dei 5 giorni dopo

In base al  tipo di ormone in esse contenuto, si suddividono:

  • pillole di prima generazione,
  • pillole di seconda generazione,
  • pillole di terza generazione,.

Le pillole anticoncezionali di ultima generazione, si differenziano dalle antenate  perché come principio attivo hanno un estrogeno che è strutturalmente identico a quello rilasciato dal corpo femminile e, proprio per questo, sono conosciute anche come ‘pillole naturali’. Le pillole contraccettive di ultima generazione, a base di drospirenone, ormone progestinico, in Italia rappresentano il 35 per cento di tutto il mercato dei contraccettivi orali venduti in farmacia, con un giro d’affari di 80 milioni di euro

Oltre alle pillole anticoncezionali combinate sono disponibili anche le mini pillole che, essendo di recente introduzione, sono meno conosciute come opzione contraccettiva. Le mini pillole sono particolarmente indicate per categorie di donne come quelle con più di 35 anni di età, fumatrici, in sovrappeso, che allattano e per tutte coloro che non possono assumere estrogeno. Il mondo della contraccezione è articolato e rischioso. Prendere una pillola contraccettiva non è un gioco.

Si tratta di farmaci e in quanto tali comportano dei rischi, per questo  bisogna fare accurate riflessioni prima di decidere  di rivolgersi ad un medico per utilizzarne.

Quali e quanti rischi comporta l’uso della pillola? A quali malattie si può andare incontro? Se esistono quali sono le alternative alla pillola? È il Dott. Del Bene Antonio, Primario di Ostetricia e Ginecologia,  a darci le risposte.

Pillola cerotto, pillola piuma, piccola caramella: quali sono i rischi legati al fatto di trattare la pillola anticoncezionale come una “gomma da masticare”?

L’uso di farmaci anticoncezionali non deve essere superficiale, ma consapevole e sempre dietro parere medico. 2 gli effetti invasivi di questa terapia ormonale sono di vario tipo. La pillola è un farmaco a tutti gli effetti che induce una sorta di eterna gravidanza, alterando il metabolismo ormonale del corpo con tutte le conseguenze che questo fatto innaturale può comportare. I rischi o meglio gli effetti collaterali legati alluso di anticoncezionali sono: cefalea, pesantezza delle gambe, ritenzione idrica, “spotting” ovvero perdita di sangue a livello genitale dovuto ad un’alterazione del ciclo che rende le arteriole deboli.”

Quali sono  le patologie che possono derivare da un uso prolungato di questo farmaco e quali le più dannose

“L’uso prolungato di farmaci anticoncezionali o la suscettibilità di un paziente o il suo stile di vita possono favorire l’aggravarsi degli effetti collaterali. Le patologie più frequenti che si verificano sono: trombi dovuti all’aumento della coagulazione del sangue del “piccolo circolo”, infarto,ictus, tumori della mammella o del fegato. Tutti questi sono dovuti all’azione del contenuto progestinico ed estrogenico degli anticoncezionali. Per questo motivo prima di prescrivere un anticoncezionale sarebbe indicato che il medico prescrivente effettui degli appositi test per valutare la suscettibilità del paziente.”

Di tanto in tanto si legge sui giornali o si sente dire dal proprio medico che è stata messa in commercio una nuova pillola più “leggera” dagli effetti collaterali assai contenuti, che però mantiene immutate le caratteristiche di protezione dalle gravidanze indesiderate. É vero?

“La nuova pillola anticoncezionale è il risultato tanto atteso da venti anni di ricerca farmacologica anticoncezionale. Essa permette di avere gli stessi benefici ma effetti collaterali contenuti rispetto alla tradizionale terapia. Questo è dovuto alla sua composizione formata principalmente da estradiolo e con minimo tasso di progestinici. Le varie industrie farmaceutiche che producono anticoncezionali hanno sviluppato diverse pillole con la stessa funzionalità ma adattabili alla specifica per ogni paziente in base alle loro suscettibilità, per esempio se una donna è soggetta a rischio di trombi può scegliere quella più indicata per il suo tipo di problema.”

Esistono delle reali alternative per quanto riguarda i metodi contraccettivi?

“I ginecologi sono soliti dividere la terapia anticoncezionale in: EMPIRICA (ammessa dalla Chiesa) si basa sul calcolo dei quattro giorni dell’ ovulazione che permette di individuare i giorni con maggiore e minore possibilità di fertilità. Questo calcolo è detto di Ogino-knaus ma bisogna tener sempre conto che è un calcolo teorico e quindi vale come indicazione di massima. SCIENTIFICA di divide in: terapia ormonale (cerotto, anelli, pillola); contraccettivi di barriera (condom, diaframma); dispositivi intrauterini (spirale). I primi sono meno accreditati perché offrono meno garanzie, mentre nel secondo caso si tratta di “strumenti” altamente affidabili.

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