Decreto del fare e pacchetto lavoro: tutte le novità delle riforme

Redazione Controcampus 7 Luglio 2013

"C’è voluto un pò prima del via libero definitivo (sollecitazioni europee incluse), ma ce l’abbiamo fatta passa il decreto del fare".

“C’è voluto un pò prima del via libero definitivo (sollecitazioni europee incluse), ma ce l’abbiamo fatta passa il decreto del fare”.

Così dopo un Consiglio dei Ministri “fiume” (durato quasi 5 ore), lo scorso 16 giugno il governo Letta ha finalmente varato il primo, attesissimo pacchetto di riforme a sostegno dell’economia nazionale, il tanto chiacchierato decreto del fare, seguito il 26 giugno dall’altrettanto sospirato pacchetto lavoro, recante interessati (e già criticatissime) novità soprattutto in materia di agevolazione all’assunzione (vedi bonus lavoro ai non diplomati) e all’imprenditoria giovanili.

Via libera agli incentivi ai datori che assumono a tempo indeterminato (con detassazione fino a 650 euro mensili)  giovani under 30, mini assegno agli studenti per il tirocinio ed altre misure a favore dell’alternanza studio lavoro per gli universitari, stage qualificati nella pubblica amministrazione, agevolazioni per i cinquantenni, disoccupati da oltre 12 mesi e disabili. Il tutto per uno stanziamento complessivo di 1,5 miliardi di euro. Questo l’ammontare della cifra che l’UE ha deciso di trasferire all’Italia su un totale di 9 miliardi previsti dal Fondo occupazione. Obiettivo: rilanciare il welfare italiano e creare lavoro per una platea potenziale di 200mila giovani nostrani entro il 2020 attraverso un deciso aumento delle opportunità di formazione e occupazione.

Cos’è il decreto del fare: tutte le norme approvate e le novità in arrivo con le riforme

Le parole d’ordine del decreto del fare sono due: defiscalizzazione e flessibilità. Ottanta gli articoli che compongono il decreto del fare e che toccano le materie più disparate. Dal fisco alle infrastrutture, dall’edilizia all’energia, dalla scuola all’università passando per la semplificazione burocratica. Sul tavolo del decreto del fare anche il cosiddetto pacchetto lavoro, che ha rimesso l’accento sulla delicata questione delle agevolazioni agli under 30 ed sul sostegno all’imprenditoria giovanile.

Chi si aspettava una pioggia di provvedimenti, non sarà rimasto deluso. Tra le principali misure per lo sviluppo nel decreto del fare: bollette meno salate, un fondo da oltre 2 miliardi di euro per la realizzazione di interventi infrastrutturali su tutto il territorio nazionale, credito agevolato per le aziende, diminuzione degli oneri per le imprese, indennizzi per il ritardo nei procedimenti della Pubblica Amministrazione, bonus da 5 miliardi per l’acquisto di nuovi macchinari da parte delle imprese, impignorabilità della prima casa, rilancio dell’agenda digitale e liberalizzazione del wi-fi.

Di seguito vi proponiamo una dettagliata rassegna dei principali interventi studiati per restituire ossigeno a famiglie ed imprese italiane.

Le novità principali del decreto del fare – Ma spostiamo il focus sul versante del decreto del fare senz’altro più atteso e  discusso, quello relativo alle disposizioni in materia di occupazione ed imprenditoria giovanile contenute in questo primo Pacchetto Lavoro da 1,5 miliardi di euro, passando a setaccio tutti i principali interventi e le risorse previste per le imprese che assumono giovani.

Le principali misure approvate nel decreto del fare

  • Decreto del fare: Decontribuzione per stabilizzazione di giovani  e sgravio per l’assunzione di giovani non diplomati. Gli incentivi sono diretti alle imprese che assumono giovani fra 18 e 29 anni, disoccupati da almeno 6 mesi e senza titolo di scuola superiore (non diplomati), che vivono soli con una o più persone a carico. I giovani assunti devono avere almeno uno dei seguenti requisiti. Il decreto del fare prevede inoltre l’azzeramento totale dei contributi, per 18 mesi in casi di assunzione a tempo indeterminato e per 12 mesi se si tratta di trasformazione da tempo determinato, in entrambi i casi con un tetto massimo di 650 euro al mese per ogni assunto.
  • Autoimprenditorialità giovanile: Al fine di promuovere la creazione di nuove società e l’ampliamento di società già esistenti è rivolta alle imprese composte in maggioranza – dei soci e dei capitali – da giovani tra i 18 e i 35 anni. Corsia preferenziale per il Mezzogiorno, principale destinatario dei fondi UE. Sulla scia del prestito d’onore, sono stati previsti 80 milioni per l’autoimpiego e la creazione di imprese giovani ed altri 80 milioni per il Piano di Azione Coesione (enti ed organizzazioni private sociale che inseriscano i giovani in progetti di valorizzazione dei beni pubblici e per l’inclusione sociale). Due gli interventi fondamentali: NEET (Not in employment, education or training) ed Inclusione sociale (social card) – Il primo consiste in una misura tesa ad agevolare l’inserimento professionale di quei giovani (soprattutto al Sud) che non studiano e non lavorano. Previsti per loro tirocini formativi con stage presso le aziende, finanziati attraverso borse di studio. Il secondo vale come sperimentazione. Si tratta di una misura contro la povertà estrema, un programma finanziato con 168 milioni di euro, accompagnato dalla nascita di una nuova carta per l’inclusione sociale che non sostituisce la vecchia social card, che viene prorogata. Dall’Ue arriverà la copertura per le borse di tirocinio in azienda per 60mila giovani (200 milioni), per il rifinanziamento della legge sull’imprenditoria giovanile creando 10mila nuovi posti di lavoro per le cooperative del terzo settore con un beneficio per 4-5mila giovani.
  • Apprendistato e agevolazioni alle assunzioni. La conferenza Stato Regioni sarà chiamata a programmare entro il 30 settembre 2013 le linee guida del cosiddetto contratto di apprendistato professionalizzante, nuova forma contrattuale diretta alle PMI (le piccole e medie imprese sotto i dieci dipendenti sono esentate dal versamento dei contributi per i primi tre anni di contratto agli apprendisti) e alle microimprese, che cominceranno a firmare contratti di questo tipo entro il 31 dicembre 2015.
  • Apprendistato semplificato. In materia di apprendistato si punta a snellire le procedure di certificazione della formazione attraverso una sospensione per 2 anni delle disposizioni sulla formazione trasversale (120 ore di formazione pubblica con nozioni di cultura generale previste in un triennio) per dare tempo alle Regioni di uniformare i criteri su scala nazionale. Attualmente, infatti, ogni regione stabilisce criteri diversi per certificare la formazione degli apprendisti. Fatto che rallenta notevolmente le assunzioni.
  • Flessibilità in ingresso. Sul fronte della flessibilità in entrata, si è deciso nel decreto del fare per l’allargamento dell’acausalità (l’opportunità per le imprese di omettere le cause che giustificano l’instaurazione del rapporto di lavoro) fino a 18 mesi per gli under 29. La legge Fornero, infatti, aveva riconosciuto l’acausalità esclusivamente per il primo contratto di durata di 12 mesi (improrogabile).
  • Contratti di lavoro e licenziamenti in bianco. Gli intervalli tra i contratti a termine ritornano ai livelli anti-Riforma Fornero, cioè 10-20 giorni, in relazione alla durata del contratto (inferiore o superiore a 6 mesi). Ritocco anche ai contratti intermittenti, con durata massima fissata a 400 giorni nell’arco del triennio. Da segnalare, inoltre, l’allargamento anche ai co.co.pro. del divieto di far firmare dimissioni in bianco. Da questo momento perché le dimissioni siano valide, è indispensabile la convalida della Direzione territoriale del lavoro.
  • Sgravi ASPI per i disoccupati. Alle imprese che assumo una dote del 50% – I datori che assumono disoccupati, che percepiscono questo nuovo sussidio di disoccupazione (che prende il posto dell’indennità di disoccupazione introdotta dalla Riforma Fornero), hanno diritto ad uno sgravio pari al 50% dell’ASPI residua. Ad esempio un disoccupato ha ancora 10 mesi di ASPI da percepire, 5 mesi del sussidio spettano all’impresa che assume a tempo indeterminato.
  • Rilancio di Erasmus + – Per gli studenti o i giovani che desiderano viaggiare all’estero per fare un’esperienza formativa professionale, l’Ue tra il 2014 e 2020 ha previsto un fondo 16 miliardi di euro per il nuovo programma Erasmus +. Obiettivo creare un collegamento finalmente efficace tra scuola e impresa, uniformando a livello europeo i titoli di studio per favorire l’imprenditoria giovanile.
  • Istruzione e borse di studio per i più meritevoli – Nel capitolo istruzione del decreto figurano aiuti alle matricole, fondi per ristrutturare le scuole, assunzioni di ricercatori e docenti universitari, e le cosiddette “borse per la mobilità”. Budget complessivo: 19 milioni di euro. Le borse in particolare consentiranno ai giovani diplomati con risultati eccellenti (voto 95 su 100) di scegliere una regione differente da quella di residenza per frequentare corsi di laurea in università statali o non statali (eccetto quelle telematiche) fuori regione. Sbloccato nelle Università il turn over. Sarà così possibile assumere, nel 2014 e 2015, circa 1.500 ricercatori e 1.500 docenti. Gli altri interventi concernono, invece, lo sviluppo di start up innovative e di spin off universitari, la valorizzazione di progetti di social innovation per gli under 30, il potenziamento del collegamento tra ricerca pubblica ed imprese ed il risanamento e potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca.
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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto