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9 luglio 2013

Rapporto Almalaurea Unimore. Occupazione Laureati: Unimore tra i primi Atenei in Classifica

Laureati

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Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – Nonostante la crisi anche nel 2012 le prospettive di lavoro e di guadagno per i laureati dell’Università degli Studi Modena e Reggio Emilia sono state buone e nel caso dei laureati magistrali sono addirittura migliorate.

Dopo un anno dalla laurea è ancora alla ricerca di un lavoro il 13,3% e chi lavora percepisce in media 1.066,00 euro/mese.

Pochi Atenei in Italia riescono ad avere performance più brillanti e in Emilia Romagna UNIMORE vanta risultati – secondo quanto riporta il XV Rapporto AlmaLaurea – migliori di qualsiasi altro Ateneo. Buone le prospettive per ingegneri e medici sia nel breve che nel medio periodo.

L’Università Unimore resta uno degli Atenei italiani in grado di offrire migliori prospettive occupazionali e maggiori guadagni ai propri laureati.

Lo attesta il XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, una indagine molto estesa che ha coinvolto a livello nazionale oltre 214mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio interuniversitario, intervistati a 1 anno dal conseguimento del titolo, e a quasi altrettanti intervistati a 3 anni e 5 anni.

Sul piano nazionale, escludendo le piccole università con meno di mille laureati/anno, UNIMORE relativamente alla condizione lavorativa (nella accezione che di forza lavoro dà l’Istat) dei suoi laureati a un anno dal titolo si posiziona al quinto posto assoluto per minor numero di disoccupati (13,3%). Fanno meglio solamente Insubria (11,3%), Verona (11,4%), Trento (11,8%), Torino Politecnico (12,1%). Mentre, con 1.066,00 euro/mese di reddito di ingresso, i laureati UNIMORE si guadagnano il sesto posto assoluto (sempre a un anno dal conseguimento della laurea) tra quelli meglio retribuiti preceduti nella graduatoria dai colleghi di Teramo (1.286 euro), Torino Politecnico (1.137 euro), Piemonte Orientale (1.113 euro), Insubria (1.100 euro) e Sassari (1.097 euro).

Tutti conosciamo il contesto nel quale devono essere letti questi dati. Il 2012 è stato – afferma il Rettore prof. Aldo Tomasiun anno difficile dal punto di vista economico, funestato sul piano locale del terribile terremoto di maggio, che ha ancor più allontanato e condizionato le prospettive di ripresa economica soprattutto per Modena, ma anche per Reggio Emilia. In una situazione così pesante e dura, anche dal punto di vista sociale, potere constatare che i nostri laureati hanno ancora buone prospettive di occupazione è un elemento di speranza ed anche una rassicurazione che le scelte adottate in questi anni dai vertici dell’Ateneo riguardo alla offerta formativa sono state appropriate e lungimiranti, perché abbiamo saputo costruire percorsi formativi ritagliati su esigenze di professionalità di cui aveva realmente bisogno il territorio”.

Rispetto al contesto italiano, i laureati UNIMORE vantano livelli di disoccupazione inferiori del 10,1% rispetto alla media nazionale (23,4%) e guadagnano 123,00 euro in più al mese: 943,00 euro la media percepita da un giovane laureato italiano nel primo anno di lavoro.

Nel confronto con i dati AlmaLaurea, contenuti nel XIV Rapporto dell’anno scorso condotto sui laureati del 2010 sempre a distanza di un anno dalla fine degli studi, per i laureati UNIMORE c’è stato sicuramente un peggioramento degli sbocchi lavorativi, che ha portato ad un aumento (+ 2,6%) del tasso di disoccupazione dal 10,7% (anno 2011) al 13,3%, ma un miglioramento della prima busta paga di + 25,00 euro mensili, passata come peso da 1.041 euro a 1.066. Identica evoluzione sul piano nazionale sia riguardo alla disoccupazione dal 21,4% (anno 2011) al 23,4% che al guadagno: da 904 euro/mese (anno 2011) a 943 euro/mese.

1.2 L’INDAGINE: l’elevato il numero di risposte 88,2% esalta l’attendibilità dei dati

L’indagine ha riguardato complessivamente 3.548 giovani, ovvero tutti i laureati del 2011 Unimore intervistati dopo un anno dal conseguimento del titolo. Più nello specifico 2.091 laureati triennali, 256 laureati magistrali di corsi a ciclo unico, 1.071 laureati magistrali biennali e 130 laureati di Scienze della Formazione Primaria.

Il tasso di risposta è stato in generale dell’88,2% con punte dell’89,1% tra i laureati magistrali delle biennali.

E’ stata presa in considerazione nell’indagine l’intera popolazione dei laureati 2011, non semplicemente un campione. “L’elevato numero di risposte – afferma il prof. Tommaso Minerva, Delegato del Rettore per la Didattica Unimore – rende oltremodo attendibili i risultati”.

1.3 LAUREATI PRIMO LIVELLO (triennali): peggiorano le loro prospettive occupazionali e in generale la loro condizione lavorativa segnata da maggiore precarietà e minori guadagni

Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali di Modena e Reggio Emilia  – sempre in base alla definizione Istat di forza lavoro – è pari al 57,0%, un valore significativamente superiore alla media nazionale (46,7%) e anche a quello degli altri Atenei dell’Emilia Romagna (Bologna 49,2%, Ferrara 56,5% e Parma 48,2%). Molti di questi laureati, quasi la metà (46,1%), proseguono gli studi iscrivendosi alla laurea magistrale, in numerosi casi sforzandosi di conciliare studio e lavoro (14,4%). I disoccupati (def. Istat) sono il 15,4%, un dato decisamente più performante sia rispetto alla situazione nazionale (25,5%) che regionale (Bologna 19,7%, Ferrara 17,1% e Parma 18,3%). L’attesa per il primo lavoro dal momento in cui per il neolaureato UNIMORE si avvia la ricerca è di 2,8 mesi.

Il lavoro stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo (lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.) – coinvolge, a un anno dalla laurea, il 30,9% dei laureati occupati (la media nazionale è il 33,0%). Gli occupati che non hanno un lavoro stabile rappresentano il 69,1% e hanno prevalentemente contratti a tempo determinato. Ma c’è anche una quota non irrilevante di laureati senza contratto (7,1%), che rivela come la crisi abbia concorso a destrutturare il mercato del lavoro. Basti pensare che l’anno prima questa soglia di guardia si arrestava in ambito UNIMORE al 5,9% e che nazionalmente la quota di occupati senza contratto è oggi del 13,5% e l’anno prima (2011) dell’11,9%.

Il guadagno è in media di 973,00 euro mensili netti, un valore che si colloca al di sopra della media nazionale ferma a 871,00 euro/mese, ma evidenzia un peggioramento rispetto ai 1.040 euro del 2011.

Accentuata la differenza di retribuzione per genere: se per gli uomini il salario medio mensile è di 1.050 euro per una donna è di 923 euro.

1.4 LAUREATI MAGISTRALI CICLO UNICO (medici, odontoiatri, farmacisti e CTF): ancora buoni guadagni e rapido inserimento nel mondo del lavoro ma il blocco delle assunzioni offre meno prospettive occupazionali

Il tasso di occupazione per questi laureati è decisamente elevato e arriva al 74,0% (59,3% a livello nazionale), anche se pure queste lauree, soprattutto quelle nel campo farmaceutico, cominciano a scontare la durata della crisi ed il blocco delle assunzioni: rispetto alla rilevazione del 2011 si nota una contrazione del – 14% nell’indice di occupazione Istat. Per chi lavora, comunque, il tempo trascorso dall’avvio della ricerca al reperimento del primo impiego è appena 1,7 mesi.

Il mercato del lavoro per questo tipo di laureati si prospetta ancora allettante tanto che ben il 46,1% gode di una occupazione stabile e coloro che lavorano senza contratto sono il 2,2% contro una diffusione nazionale del fenomeno che arriva al 12,6%.

Soddisfacente il livello retributivo pari a 1.243 euro/mese, con differenze minime tra uomini e donne e più favorevoli alle seconde: 1.212 di media per i maschi e 1.268 per le femmine. Anche in questo caso vi è stato un regresso retributivo di quasi 59,00 euro.

1.5 LAUREATI MAGISTRALI (biennali): per questo tipo di laureati i più apprezzati dal mercato del lavoro i dati UNIMORE sono in assoluta controtendenza rispetto a quelli nazionale e dell’Emilia Romagna ed evidenziano progressi sia sul piano occupazionale che per il guadagno

Restano ancora elevate le possibilità di assorbimento nel mercato del lavoro per i laureati UNIMORE di secondo livello, che hanno completato dunque il ciclo formativo del 3+2. I laureati magistrali (biennali) del 2011 che, nell’anno successivo, erano occupati corrispondono all’82% (70,2% la media nazionale). E per loro l’indagine AlmaLaurea ci dice che, anzi, le prospettive sono lievemente migliorate: nel 2011 gli occupati stabili di queste lauree erano l’81,7%. Conferma delle buone opportunità riservate a questi giovani, che hanno maturato una solida preparazione professionale, viene anche dal raffronto dell’indice di disoccupazione (def. Istat) che è rimasto stabile all’11,9%, ma più ancora dal tempo di attesa per il primo lavoro. Dal momento di inizio della ricerca trascorrono poco più di 3,5 mesi, che significa quasi uno di meno rispetto a quanto accaduto per i colleghi laureatisi nel 2010.

I dati sono assolutamente in controtendenza sia rispetto all’andamento nazionale che regionale. Nazionalmente per questo tipo di laureati il tasso di occupazione si è contratto dal 71,2% (2011) al 70,2% e l’indice di disoccupazione dal 20,4% (2011) al 21,9%. In Emilia Romagna i dati relativi agli altri Atenei sono: Bologna occupazione invariata (73,8%) e disoccupazione peggiorata dal 16,7% al 18,7%; Ferrara occupazione peggiorata da 81,3% (anno 2011) al 76,7% e così pure per la disoccupazione da 12,3% (anno 2011) al 16,9%; Parma occupazione scesa dal 78,4% (anno 2011) al 76,0% e disoccupazione passata dal 15,6% (anno 2011) al 16,8%.

L’apprezzamento del mercato del lavoro per questi laureati è altresì attestato dal progresso relativo alla stabilità occupazionale, passata dal 27,9% nel 2011 al 29,2% nel 2012 con una significativa contrazione del numero di quanti lavorano senza contratto: da 5,3% nel 2011 a 2,8% nel 2012.

Anche sul piano delle soddisfazione economica l’impegno dei laureati magistrali è ripagato da una guadagno medio mensile di 1.178,00 euro (1.172 nel 2011), che significa oltre 200 euro in più rispetto a un collega che dispone solo della laurea di primo livello. Questa media, tuttavia, resta iniquamente differenziata tra laureati maschi (1.257 euro) e laureate femmine (1.102 euro).

Molto più basso e in regresso il reddito medio nazionale percepito dai loro colleghi con lo stesso livello formativo (1028,00 euro/mese contro 1.056,00 nell’anno 2011), mentre in ambito regionale per quelli bolognesi è di 995,00 euro/mese (contro 1.053,00 nel 2011), per quelli ferraresi di 1.176,00 euro/mese (contro 1158,00 nel 2011) e per i parmensi di 1.070,00 euro/mese (contro 1.051,00 nel 2011).

L’indagine che ci consegna AlmaLaurea – afferma il prof. Tommaso Minerva, Delegato per Rettore per la Didattica – ci offre uno scenario di tenuta per quanto riguarda le prospettive occupazionali dei nostri laureati. Accanto ad un quadro in qualche modo più compromesso relativamente alla condizione di sempre maggiore precarietà di lavoro offerto ai giovani, segnalato non solo dall’aumento del ricorso a contratti atipici, ma anche dal preoccupante aumento di lavoro non disciplinato contrattualmente, notiamo positivamente che i laureati magistrali di Modena e Reggio Emilia vedono migliorate le loro opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. I dati, da riferire comunque al difficile contesto socio-economico confermano a pieno il valore della laurea conseguita presso UNIMORE. Negli ultimi anni, la programmazione dell’offerta dei corsi di laurea e di laurea magistrale ha tenuto come punto di partenza la capacità occupazionale dei futuri laureati. Questi dati forniti da AlmaLaurea sono pertanto da leggersi come risultati di una programmazione seria e rigorosa che ha messo lo studente, le sue esigenze e le sue prospettive formative ed occupazionali al primo posto. Studiare a laurearsi a UNIMORE vuole dire avere più possibilità occupazionali rispetto alla media nazionale ed anche rispetto agli Atenei della regione. La crisi economica sta drammaticamente sortendo i suoi effetti negativi sulle opportunità occupazionali dei nostri giovani, ma affacciarsi al mercato del lavoro con un titolo ed una professionalità qualificati e, ancora di più, con una qualificazione superiore, ovvero con una laurea magistrale, resta sempre un ottimo biglietto da visita, anche in prospettiva. Purtroppo, in questi anni abbiamo assistito alla demonizzazione dell’Università. Questi dati, però, dimostrano esattamente il contrario e se li incrociamo con quanto hanno fatto Paesi come la Francia o la Germania che, all’inizio della crisi, hanno raddoppiato i propri investimenti in ricerca ed in alta formazione, mentre l’Italia li ha diminuiti, ci fa comprendere come uno degli elementi per poter uscire dalla crisi consista proprio nell’investimento in ricerca, nell’Università e nell’alta formazione”.

1.6 IL CONFRONTO TRA FACOLTA’ UNIMORE (su tutte le lauree): facilitati nell’ingresso nel mondo del lavoro i laureati di Ingegneria, mentre qualche difficoltà compare all’orizzonte per quelli di scienze farmaceutiche. Buoni realizzi già in avvio per i laureati di Medicina e Chirurgia e ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia

  • Tasso di occupazione, è un dato che naturalmente sconta il fatto che un buon numero di laureati, specie quelli che hanno completato la triennale, proseguono gli studi: la migliore performance per quanto riguarda l’avviamento al lavoro è pertanto quella dei laureati di ex-Scienze della Formazione (83,8%) e Medicina e Chirurgia (78,5%), che hanno corsi magistrali a ciclo unico, seguiti da quelli di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia (74,9%) e di ex-Agraria (72,4%). Maglia nera – per così dire – ex-Bioscienze e Biotecnologie (47,3%). Per contro il tasso di disoccupazione (depurato di quanti proseguono gli studi) più elevato affligge i laureati di ex-Lettere e Filosofia e di ex-Agraria, che – rispettivamente – per il 20,7% e per il 19,2% dopo un anno dal conseguimento della laurea sono ancora a spasso. Contenuta, sempre a un anno dal conseguimento del titolo, la disoccupazione tra i laureati di ex-Ingegneria di Modena (4,7%) e di ex-Ingegneria di Reggio Emilia (6,5%). In deciso peggioramento, invece, le prospettive per i laureati ex-Farmacia, che vedono allungarsi i tempi di attesa per un lavoro e conseguentemente aumentare lo spettro della disoccupazione: tra il 2011 ed il 2012 per questi laureati si è passati da un tasso di disoccupazione del 6,5% al 15,6%.
  • Ingresso nel mondo del lavoro: quelli che più rapidamente trovano lavoro sono i laureati di ex-Ingegneria di Modena che devono attendere neanche 2 mesi dall’inizio della ricerca (1,6 mesi) alla sottoscrizione del primo contratto, seguiti dai colleghi di ex-Ingegneria di Reggio Emilia (2,1 mesi), di ex-Farmacia (2,3 mesi) e di ex-Economia (2,6 mesi). L’attesa più lunga per la chiamata al lavoro è per i laureati di Giurisprudenza (3,7 mesi).
  • Stabilità nel lavoro: per quanti sono occupati la maggiore stabilità nel lavoro è raggiunta dai laureati di Scienze della Comunicazione e dell’Economia (49,3%), seguiti dai colleghi di Giurisprudenza (48,2%), di Medicina e Chirurgia (37,2%). Non hanno, invece, motivo di sorridere i laureati di ex-Bioscienze e Biotecnologie che vedono dischiusa la porta di un contratto a tempo indeterminato ad appena l’11,1% di loro e, così pure, i laureati di ex-Bioscienze e Biotecnologie. Sconosciuto il “lavoro nero” per i laureati di ex- Agraria e ex-Farmacia (0,0%) e ridottissimo per i laureati di Scienze della Formazione (1,6%).
  • Guadagno mensile: i meglio retribuiti sono i laureati in Medicina e Chirurgia che percepiscono 1.213,00 euro al mese, seguiti da quelli di ex-Ingegneria di Reggio Emilia con 1.199,00 euro/mese e dai laureati di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia con 1.171,00 euro/mese. Sopra ai 1.100,00 euro/mese anche i laureati di ex-Ingegneria di Modena (1.155) ed ex-Farmacia (1.127). I più insoddisfatti sono certamente – e non senza motivo – i laureati in ex-Bioscienze e Biotecnologie che devono accontentarsi di 756,00 euro mensili e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali che si fermano a 850,00 euro/mese.

Disaggregando ulteriormente i dati tra i generi, le differenze diventano profonde poiché si passa dagli appena 744 euro/mese che arrivano in tasca ad una giovane laureata di ex-Bioscienze e Biotecnologie fino ad arrivare ai 1.328 euro/mese di un laureato maschio di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia o ai 1.251 euro/mese di un laureato uomo in Medicina e Chirurgia.

1.7 PROSPETTIVE A MEDIO-LUNGO TERMINE (i cambiamenti a 3 e a 5 anni): la disoccupazione si contrae fino al 3% nella prospettiva a 5 anni e migliorano i guadagni in maniera significativa già a partire dai 3 anni di lavoro ma la forbice tra indirizzo di laurea si allarga a vantaggio di medici e ingegneri

Relativamente al lavoro il tasso di disoccupazione di un laureato UNIMORE a 3 anni dalla laurea scende al 4,4%. Con  performance che si contraggono al 2,2% per i laureati ex- Ingegneria di Modena e al 3,8% per quelli di ex-Economia. Faticano ancora, invece, a trovare lavoro il 20,6% dei laureati ex-Giurisprudenza ed il 9,5% dei laureati ex- Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali.

Nella prospettiva a 5 anni per i laureati UNIMORE la disoccupazione si contrae fino al 3,0% e per quelli di ex-Ingegneria Modena diventa una piaga quasi sconosciuta (0,8%), mentre è del 2,2% per quelli di Medicina e Chirurgia e del 3,8% per quelli di ex-Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali.

Col passare degli anni il livello retributivo migliora decisamente tanto che a 3 anni dal titolo un laureato UNIMORE arriva a percepire in media 1.305,00 euro/mese. Ma, anche in questo caso le sproporzioni sono notevoli poiché si passa da una media di 1.620 euro/mese di un laureato in Medicina e Chirurgia e dai 1.603 di un laureato ex-Ingegneria di Reggio Emilia agli appena 727 di un laureato ex-Giurisprudenza ed ai 988 euro di un laureato ex-Bioscienze e Biotecnologie. E a 5 anni un laureato UNIMORE guadagna 1.483 euro/mese, con picchi significativi per quanto riguarda i compensi che ricevono i laureati ex- Ingegneria di Reggio Emilia (1.895 euro/mese), in Medicina e Chirurgia (1.787 euro/mese) e quelli di ex- Ingegneria di Modena (1.678). Ristagnano i guadagni dei laureati ex- Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali che anche a 5 anni non vanno oltre i 1.129 euro/mese e quelli di ex-Scienze della Formazione (1.167).

Lo spaccato che ci offre puntualmente ogni anno AlmaLaurea è molto variegato ed anche esauriente – commenta il Rettore prof. Aldo Tomasiin quanto il livello di analisi è spinto in profondità. Questo ci consente di trarre dai risultati importanti riflessioni per migliorare la qualità della nostra didattica e facilitare la occupabilità dei nostri laureati. In questi anni abbiamo compiuto importanti sforzi per caratterizzare sempre meglio l’offerta formativa, diffondendo a livello di tutti i percorsi di laurea la pratica dei tirocini, uno strumento molto efficace per quando questi giovani dovranno affacciarsi sul mercato del lavoro, e le iniziative di orientamento tanto all’ingresso che all’uscita dei nostri iscritti. Pensiamo, osservando questi dati, di essere riusciti nell’intento, soprattutto se consideriamo che siamo stati capaci col sostegno del territorio di invertire tendenze nazionali decisamente sfavorevoli, salvaguardando da un lato l’occupabilità e dall’altro il livello retributivo dei nostri laureati”.

Scarica da qui Rapporti Almalaurea Unimore:

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