Rapporto Almalaurea Unimore. Occupazione Laureati: Unimore tra i primi Atenei in Classifica

Redazione Controcampus 9 Luglio 2013

Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA - Nonostante la crisi anche nel 2012 le prospettive di lavoro e di guadagno per i laureati dell'Università degli Studi Modena e Reggio Emilia sono state buone e nel caso dei laureati magistrali sono addirittura migliorate.

Dopo un anno dalla laurea è ancora alla ricerca di un lavoro il 13,3% e chi lavora percepisce in media 1.066,00 euro/mese.

Pochi Atenei in Italia riescono ad avere performance più brillanti e in Emilia Romagna UNIMORE vanta risultati – secondo quanto riporta il XV Rapporto AlmaLaurea – migliori di qualsiasi altro Ateneo. Buone le prospettive per ingegneri e medici sia nel breve che nel medio periodo.

L’Università Unimore resta uno degli Atenei italiani in grado di offrire migliori prospettive occupazionali e maggiori guadagni ai propri laureati.

Lo attesta il XV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, una indagine molto estesa che ha coinvolto a livello nazionale oltre 214mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al Consorzio interuniversitario, intervistati a 1 anno dal conseguimento del titolo, e a quasi altrettanti intervistati a 3 anni e 5 anni.

Sul piano nazionale, escludendo le piccole università con meno di mille laureati/anno, UNIMORE relativamente alla condizione lavorativa (nella accezione che di forza lavoro dà l’Istat) dei suoi laureati a un anno dal titolo si posiziona al quinto posto assoluto per minor numero di disoccupati (13,3%). Fanno meglio solamente Insubria (11,3%), Verona (11,4%), Trento (11,8%), Torino Politecnico (12,1%). Mentre, con 1.066,00 euro/mese di reddito di ingresso, i laureati UNIMORE si guadagnano il sesto posto assoluto (sempre a un anno dal conseguimento della laurea) tra quelli meglio retribuiti preceduti nella graduatoria dai colleghi di Teramo (1.286 euro), Torino Politecnico (1.137 euro), Piemonte Orientale (1.113 euro), Insubria (1.100 euro) e Sassari (1.097 euro).

Tutti conosciamo il contesto nel quale devono essere letti questi dati. Il 2012 è stato – afferma il Rettore prof. Aldo Tomasiun anno difficile dal punto di vista economico, funestato sul piano locale del terribile terremoto di maggio, che ha ancor più allontanato e condizionato le prospettive di ripresa economica soprattutto per Modena, ma anche per Reggio Emilia. In una situazione così pesante e dura, anche dal punto di vista sociale, potere constatare che i nostri laureati hanno ancora buone prospettive di occupazione è un elemento di speranza ed anche una rassicurazione che le scelte adottate in questi anni dai vertici dell’Ateneo riguardo alla offerta formativa sono state appropriate e lungimiranti, perché abbiamo saputo costruire percorsi formativi ritagliati su esigenze di professionalità di cui aveva realmente bisogno il territorio”.

Rispetto al contesto italiano, i laureati UNIMORE vantano livelli di disoccupazione inferiori del 10,1% rispetto alla media nazionale (23,4%) e guadagnano 123,00 euro in più al mese: 943,00 euro la media percepita da un giovane laureato italiano nel primo anno di lavoro.

Nel confronto con i dati AlmaLaurea, contenuti nel XIV Rapporto dell’anno scorso condotto sui laureati del 2010 sempre a distanza di un anno dalla fine degli studi, per i laureati UNIMORE c’è stato sicuramente un peggioramento degli sbocchi lavorativi, che ha portato ad un aumento (+ 2,6%) del tasso di disoccupazione dal 10,7% (anno 2011) al 13,3%, ma un miglioramento della prima busta paga di + 25,00 euro mensili, passata come peso da 1.041 euro a 1.066. Identica evoluzione sul piano nazionale sia riguardo alla disoccupazione dal 21,4% (anno 2011) al 23,4% che al guadagno: da 904 euro/mese (anno 2011) a 943 euro/mese.

1.2 L’INDAGINE: l’elevato il numero di risposte 88,2% esalta l’attendibilità dei dati

L’indagine ha riguardato complessivamente 3.548 giovani, ovvero tutti i laureati del 2011 Unimore intervistati dopo un anno dal conseguimento del titolo. Più nello specifico 2.091 laureati triennali, 256 laureati magistrali di corsi a ciclo unico, 1.071 laureati magistrali biennali e 130 laureati di Scienze della Formazione Primaria.

Il tasso di risposta è stato in generale dell’88,2% con punte dell’89,1% tra i laureati magistrali delle biennali.

E’ stata presa in considerazione nell’indagine l’intera popolazione dei laureati 2011, non semplicemente un campione. “L’elevato numero di risposte – afferma il prof. Tommaso Minerva, Delegato del Rettore per la Didattica Unimore – rende oltremodo attendibili i risultati”.

1.3 LAUREATI PRIMO LIVELLO (triennali): peggiorano le loro prospettive occupazionali e in generale la loro condizione lavorativa segnata da maggiore precarietà e minori guadagni

Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali di Modena e Reggio Emilia  – sempre in base alla definizione Istat di forza lavoro – è pari al 57,0%, un valore significativamente superiore alla media nazionale (46,7%) e anche a quello degli altri Atenei dell’Emilia Romagna (Bologna 49,2%, Ferrara 56,5% e Parma 48,2%). Molti di questi laureati, quasi la metà (46,1%), proseguono gli studi iscrivendosi alla laurea magistrale, in numerosi casi sforzandosi di conciliare studio e lavoro (14,4%). I disoccupati (def. Istat) sono il 15,4%, un dato decisamente più performante sia rispetto alla situazione nazionale (25,5%) che regionale (Bologna 19,7%, Ferrara 17,1% e Parma 18,3%). L’attesa per il primo lavoro dal momento in cui per il neolaureato UNIMORE si avvia la ricerca è di 2,8 mesi.

Il lavoro stabile – contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo (lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.) – coinvolge, a un anno dalla laurea, il 30,9% dei laureati occupati (la media nazionale è il 33,0%). Gli occupati che non hanno un lavoro stabile rappresentano il 69,1% e hanno prevalentemente contratti a tempo determinato. Ma c’è anche una quota non irrilevante di laureati senza contratto (7,1%), che rivela come la crisi abbia concorso a destrutturare il mercato del lavoro. Basti pensare che l’anno prima questa soglia di guardia si arrestava in ambito UNIMORE al 5,9% e che nazionalmente la quota di occupati senza contratto è oggi del 13,5% e l’anno prima (2011) dell’11,9%.

Il guadagno è in media di 973,00 euro mensili netti, un valore che si colloca al di sopra della media nazionale ferma a 871,00 euro/mese, ma evidenzia un peggioramento rispetto ai 1.040 euro del 2011.

Accentuata la differenza di retribuzione per genere: se per gli uomini il salario medio mensile è di 1.050 euro per una donna è di 923 euro.

1.4 LAUREATI MAGISTRALI CICLO UNICO (medici, odontoiatri, farmacisti e CTF): ancora buoni guadagni e rapido inserimento nel mondo del lavoro ma il blocco delle assunzioni offre meno prospettive occupazionali

Il tasso di occupazione per questi laureati è decisamente elevato e arriva al 74,0% (59,3% a livello nazionale), anche se pure queste lauree, soprattutto quelle nel campo farmaceutico, cominciano a scontare la durata della crisi ed il blocco delle assunzioni: rispetto alla rilevazione del 2011 si nota una contrazione del – 14% nell’indice di occupazione Istat. Per chi lavora, comunque, il tempo trascorso dall’avvio della ricerca al reperimento del primo impiego è appena 1,7 mesi.

Il mercato del lavoro per questo tipo di laureati si prospetta ancora allettante tanto che ben il 46,1% gode di una occupazione stabile e coloro che lavorano senza contratto sono il 2,2% contro una diffusione nazionale del fenomeno che arriva al 12,6%.

Soddisfacente il livello retributivo pari a 1.243 euro/mese, con differenze minime tra uomini e donne e più favorevoli alle seconde: 1.212 di media per i maschi e 1.268 per le femmine. Anche in questo caso vi è stato un regresso retributivo di quasi 59,00 euro.

1.5 LAUREATI MAGISTRALI (biennali): per questo tipo di laureati i più apprezzati dal mercato del lavoro i dati UNIMORE sono in assoluta controtendenza rispetto a quelli nazionale e dell’Emilia Romagna ed evidenziano progressi sia sul piano occupazionale che per il guadagno

Restano ancora elevate le possibilità di assorbimento nel mercato del lavoro per i laureati UNIMORE di secondo livello, che hanno completato dunque il ciclo formativo del 3+2. I laureati magistrali (biennali) del 2011 che, nell’anno successivo, erano occupati corrispondono all’82% (70,2% la media nazionale). E per loro l’indagine AlmaLaurea ci dice che, anzi, le prospettive sono lievemente migliorate: nel 2011 gli occupati stabili di queste lauree erano l’81,7%. Conferma delle buone opportunità riservate a questi giovani, che hanno maturato una solida preparazione professionale, viene anche dal raffronto dell’indice di disoccupazione (def. Istat) che è rimasto stabile all’11,9%, ma più ancora dal tempo di attesa per il primo lavoro. Dal momento di inizio della ricerca trascorrono poco più di 3,5 mesi, che significa quasi uno di meno rispetto a quanto accaduto per i colleghi laureatisi nel 2010.

I dati sono assolutamente in controtendenza sia rispetto all’andamento nazionale che regionale. Nazionalmente per questo tipo di laureati il tasso di occupazione si è contratto dal 71,2% (2011) al 70,2% e l’indice di disoccupazione dal 20,4% (2011) al 21,9%. In Emilia Romagna i dati relativi agli altri Atenei sono: Bologna occupazione invariata (73,8%) e disoccupazione peggiorata dal 16,7% al 18,7%; Ferrara occupazione peggiorata da 81,3% (anno 2011) al 76,7% e così pure per la disoccupazione da 12,3% (anno 2011) al 16,9%; Parma occupazione scesa dal 78,4% (anno 2011) al 76,0% e disoccupazione passata dal 15,6% (anno 2011) al 16,8%.

L’apprezzamento del mercato del lavoro per questi laureati è altresì attestato dal progresso relativo alla stabilità occupazionale, passata dal 27,9% nel 2011 al 29,2% nel 2012 con una significativa contrazione del numero di quanti lavorano senza contratto: da 5,3% nel 2011 a 2,8% nel 2012.

Anche sul piano delle soddisfazione economica l’impegno dei laureati magistrali è ripagato da una guadagno medio mensile di 1.178,00 euro (1.172 nel 2011), che significa oltre 200 euro in più rispetto a un collega che dispone solo della laurea di primo livello. Questa media, tuttavia, resta iniquamente differenziata tra laureati maschi (1.257 euro) e laureate femmine (1.102 euro).

Molto più basso e in regresso il reddito medio nazionale percepito dai loro colleghi con lo stesso livello formativo (1028,00 euro/mese contro 1.056,00 nell’anno 2011), mentre in ambito regionale per quelli bolognesi è di 995,00 euro/mese (contro 1.053,00 nel 2011), per quelli ferraresi di 1.176,00 euro/mese (contro 1158,00 nel 2011) e per i parmensi di 1.070,00 euro/mese (contro 1.051,00 nel 2011).

L’indagine che ci consegna AlmaLaurea – afferma il prof. Tommaso Minerva, Delegato per Rettore per la Didattica – ci offre uno scenario di tenuta per quanto riguarda le prospettive occupazionali dei nostri laureati. Accanto ad un quadro in qualche modo più compromesso relativamente alla condizione di sempre maggiore precarietà di lavoro offerto ai giovani, segnalato non solo dall’aumento del ricorso a contratti atipici, ma anche dal preoccupante aumento di lavoro non disciplinato contrattualmente, notiamo positivamente che i laureati magistrali di Modena e Reggio Emilia vedono migliorate le loro opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. I dati, da riferire comunque al difficile contesto socio-economico confermano a pieno il valore della laurea conseguita presso UNIMORE. Negli ultimi anni, la programmazione dell’offerta dei corsi di laurea e di laurea magistrale ha tenuto come punto di partenza la capacità occupazionale dei futuri laureati. Questi dati forniti da AlmaLaurea sono pertanto da leggersi come risultati di una programmazione seria e rigorosa che ha messo lo studente, le sue esigenze e le sue prospettive formative ed occupazionali al primo posto. Studiare a laurearsi a UNIMORE vuole dire avere più possibilità occupazionali rispetto alla media nazionale ed anche rispetto agli Atenei della regione. La crisi economica sta drammaticamente sortendo i suoi effetti negativi sulle opportunità occupazionali dei nostri giovani, ma affacciarsi al mercato del lavoro con un titolo ed una professionalità qualificati e, ancora di più, con una qualificazione superiore, ovvero con una laurea magistrale, resta sempre un ottimo biglietto da visita, anche in prospettiva. Purtroppo, in questi anni abbiamo assistito alla demonizzazione dell’Università. Questi dati, però, dimostrano esattamente il contrario e se li incrociamo con quanto hanno fatto Paesi come la Francia o la Germania che, all’inizio della crisi, hanno raddoppiato i propri investimenti in ricerca ed in alta formazione, mentre l’Italia li ha diminuiti, ci fa comprendere come uno degli elementi per poter uscire dalla crisi consista proprio nell’investimento in ricerca, nell’Università e nell’alta formazione”.

1.6 IL CONFRONTO TRA FACOLTA’ UNIMORE (su tutte le lauree): facilitati nell’ingresso nel mondo del lavoro i laureati di Ingegneria, mentre qualche difficoltà compare all’orizzonte per quelli di scienze farmaceutiche. Buoni realizzi già in avvio per i laureati di Medicina e Chirurgia e ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia

  • Tasso di occupazione, è un dato che naturalmente sconta il fatto che un buon numero di laureati, specie quelli che hanno completato la triennale, proseguono gli studi: la migliore performance per quanto riguarda l’avviamento al lavoro è pertanto quella dei laureati di ex-Scienze della Formazione (83,8%) e Medicina e Chirurgia (78,5%), che hanno corsi magistrali a ciclo unico, seguiti da quelli di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia (74,9%) e di ex-Agraria (72,4%). Maglia nera – per così dire – ex-Bioscienze e Biotecnologie (47,3%). Per contro il tasso di disoccupazione (depurato di quanti proseguono gli studi) più elevato affligge i laureati di ex-Lettere e Filosofia e di ex-Agraria, che – rispettivamente – per il 20,7% e per il 19,2% dopo un anno dal conseguimento della laurea sono ancora a spasso. Contenuta, sempre a un anno dal conseguimento del titolo, la disoccupazione tra i laureati di ex-Ingegneria di Modena (4,7%) e di ex-Ingegneria di Reggio Emilia (6,5%). In deciso peggioramento, invece, le prospettive per i laureati ex-Farmacia, che vedono allungarsi i tempi di attesa per un lavoro e conseguentemente aumentare lo spettro della disoccupazione: tra il 2011 ed il 2012 per questi laureati si è passati da un tasso di disoccupazione del 6,5% al 15,6%.
  • Ingresso nel mondo del lavoro: quelli che più rapidamente trovano lavoro sono i laureati di ex-Ingegneria di Modena che devono attendere neanche 2 mesi dall’inizio della ricerca (1,6 mesi) alla sottoscrizione del primo contratto, seguiti dai colleghi di ex-Ingegneria di Reggio Emilia (2,1 mesi), di ex-Farmacia (2,3 mesi) e di ex-Economia (2,6 mesi). L’attesa più lunga per la chiamata al lavoro è per i laureati di Giurisprudenza (3,7 mesi).
  • Stabilità nel lavoro: per quanti sono occupati la maggiore stabilità nel lavoro è raggiunta dai laureati di Scienze della Comunicazione e dell’Economia (49,3%), seguiti dai colleghi di Giurisprudenza (48,2%), di Medicina e Chirurgia (37,2%). Non hanno, invece, motivo di sorridere i laureati di ex-Bioscienze e Biotecnologie che vedono dischiusa la porta di un contratto a tempo indeterminato ad appena l’11,1% di loro e, così pure, i laureati di ex-Bioscienze e Biotecnologie. Sconosciuto il “lavoro nero” per i laureati di ex- Agraria e ex-Farmacia (0,0%) e ridottissimo per i laureati di Scienze della Formazione (1,6%).
  • Guadagno mensile: i meglio retribuiti sono i laureati in Medicina e Chirurgia che percepiscono 1.213,00 euro al mese, seguiti da quelli di ex-Ingegneria di Reggio Emilia con 1.199,00 euro/mese e dai laureati di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia con 1.171,00 euro/mese. Sopra ai 1.100,00 euro/mese anche i laureati di ex-Ingegneria di Modena (1.155) ed ex-Farmacia (1.127). I più insoddisfatti sono certamente – e non senza motivo – i laureati in ex-Bioscienze e Biotecnologie che devono accontentarsi di 756,00 euro mensili e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali che si fermano a 850,00 euro/mese.

Disaggregando ulteriormente i dati tra i generi, le differenze diventano profonde poiché si passa dagli appena 744 euro/mese che arrivano in tasca ad una giovane laureata di ex-Bioscienze e Biotecnologie fino ad arrivare ai 1.328 euro/mese di un laureato maschio di ex-Scienze della Comunicazione e dell’Economia o ai 1.251 euro/mese di un laureato uomo in Medicina e Chirurgia.

1.7 PROSPETTIVE A MEDIO-LUNGO TERMINE (i cambiamenti a 3 e a 5 anni): la disoccupazione si contrae fino al 3% nella prospettiva a 5 anni e migliorano i guadagni in maniera significativa già a partire dai 3 anni di lavoro ma la forbice tra indirizzo di laurea si allarga a vantaggio di medici e ingegneri

Relativamente al lavoro il tasso di disoccupazione di un laureato UNIMORE a 3 anni dalla laurea scende al 4,4%. Con  performance che si contraggono al 2,2% per i laureati ex- Ingegneria di Modena e al 3,8% per quelli di ex-Economia. Faticano ancora, invece, a trovare lavoro il 20,6% dei laureati ex-Giurisprudenza ed il 9,5% dei laureati ex- Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali.

Nella prospettiva a 5 anni per i laureati UNIMORE la disoccupazione si contrae fino al 3,0% e per quelli di ex-Ingegneria Modena diventa una piaga quasi sconosciuta (0,8%), mentre è del 2,2% per quelli di Medicina e Chirurgia e del 3,8% per quelli di ex-Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali.

Col passare degli anni il livello retributivo migliora decisamente tanto che a 3 anni dal titolo un laureato UNIMORE arriva a percepire in media 1.305,00 euro/mese. Ma, anche in questo caso le sproporzioni sono notevoli poiché si passa da una media di 1.620 euro/mese di un laureato in Medicina e Chirurgia e dai 1.603 di un laureato ex-Ingegneria di Reggio Emilia agli appena 727 di un laureato ex-Giurisprudenza ed ai 988 euro di un laureato ex-Bioscienze e Biotecnologie. E a 5 anni un laureato UNIMORE guadagna 1.483 euro/mese, con picchi significativi per quanto riguarda i compensi che ricevono i laureati ex- Ingegneria di Reggio Emilia (1.895 euro/mese), in Medicina e Chirurgia (1.787 euro/mese) e quelli di ex- Ingegneria di Modena (1.678). Ristagnano i guadagni dei laureati ex- Scienze Matematiche, Fisiche, Naturali che anche a 5 anni non vanno oltre i 1.129 euro/mese e quelli di ex-Scienze della Formazione (1.167).

Lo spaccato che ci offre puntualmente ogni anno AlmaLaurea è molto variegato ed anche esauriente – commenta il Rettore prof. Aldo Tomasiin quanto il livello di analisi è spinto in profondità. Questo ci consente di trarre dai risultati importanti riflessioni per migliorare la qualità della nostra didattica e facilitare la occupabilità dei nostri laureati. In questi anni abbiamo compiuto importanti sforzi per caratterizzare sempre meglio l’offerta formativa, diffondendo a livello di tutti i percorsi di laurea la pratica dei tirocini, uno strumento molto efficace per quando questi giovani dovranno affacciarsi sul mercato del lavoro, e le iniziative di orientamento tanto all’ingresso che all’uscita dei nostri iscritti. Pensiamo, osservando questi dati, di essere riusciti nell’intento, soprattutto se consideriamo che siamo stati capaci col sostegno del territorio di invertire tendenze nazionali decisamente sfavorevoli, salvaguardando da un lato l’occupabilità e dall’altro il livello retributivo dei nostri laureati”.

Scarica da qui Rapporti Almalaurea Unimore:

© Riproduzione Riservata
avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto