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28 agosto 2013

Assistenza sanitaria: il punto del Dr. Palumbo del ministero della salute

Assistenza Sanitaria
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Assistenza Sanitaria e quindi diritto alla salute sono, uno dei cardini fondamentali del nostro Stato sociale e di diritto.

Anche ai nostri atenei, è fatto carico di tutelare e promuovere la salute.

“Nelle nostre università è oggi acquisita la consapevolezza che lo studente è qualcosa di  più che un mero utente. Uno studente universitario è un utilizzatore di vari servizi (formativi, ricreativi, relazionali e logistici dell’università) ed è perciò stesso chiamato ad essere un utilizzatore critico, ancor più se partecipa alla vita dei servizi che lo riguardano. Ciononostante  l’informazione è ancora molto debole. Le università offrono agli iscritti vari servizi a corredo di quelli didattici: supporto amministrativo, informazione e orientamento, servizi sportivi, ricreativi e culturali, mense, alloggi e trasporto necessari per vivere in una città spesso lontana da casa, ma  dispongono altresì numerosi servizi dedicati alla salute e all’integrità dei ragazzi.”

Dichiara il Dr. Filippo Palumbo, Direttore del Dipartimento della Programmazione e dell’ordinamento del Servizio Sanitario Nazionale presso il Ministero della SaluteEcco l’intervista integrale.

Dott. Palumbo, molti studenti  ignorano che l’Università, insieme ai classici servizi “didattici”, eroga agli iscritti anche una serie di servizi quali quelli collegati all’assistenza sanitaria. Ci parli dell’assistenza sanitaria nell’Università italiana.

“Servizi di ascolto, assistenza sociale, tutoraggio, sostegno psicologico e sanitario, impegnandosi a rimuovere ogni ostacolo che possa pregiudicare il pieno godimento del diritto alla salute psico-fisica dello studente. In quanto parte del Sistema Sanitario Nazionale, le ASL di ateneo forniscono agli studenti italiani o stranieri, in e fuori sede, comunitari e non, una serie di prestazioni a titolo gratuito o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket) attraverso strutture pubbliche o private convenzionate. L’assistenza sanitaria nell’ università italiana è disciplinata dalla Legge 390 del ’91, recepita da tutte le leggi regionali di applicazione, che dà facoltà agli Enti del Diritto allo Studio di stipulare convenzioni con le Aziende Sanitarie Locali per garantire agli studenti il diritto alla massima copertura sanitaria possibile. Le Università stabiliscono convenzioni di vario tipo con ASL, ospedali ecc, a carattere sia stabile che sperimentale, al fine di promuovere e sostenere lo sviluppo armonico delle attività socio- assistenziali e sanitarie di ateneo secondo specifici protocolli di intesa, mettendo a disposizione dello studente personale infermieristico, medici di medicina generale e medici specialisti (oculisti, ginecologi, dermatologi , dietologi).”

I servizi di assistenza sanitaria più comunemente erogati dalle strutture di ateneo

“Tra i servizi più comuni ricordo il medico di base per gli studenti fuori sede,che possono così godere di assistenza senza rinunciare al “medico di famiglia” e pagare ogni visita con la stessa tariffa che viene applicata ai turisti ad es., i presidi medici dov’è possibile richiedere visite, medicazioni, prescrizioni di farmaci, rilascio di certificati per attività sportiva non agonistica, ma anche assistenza sanitaria ginecologica (PAP test e test dell’HIV inclusi ) e andrologica più altre visite mediche specialistiche (oculistiche, dermatologiche, diete).”

“Non dimentichiamo neppure i consultori familiari e per la cura/prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, gli sportelli Salute Giovani che monitorano la situazione generale della salute giovanile offrendo agli studenti consulenze utili su problematiche di salute e stili di vita, nonché, importantissimi,  i servizi di counselling psicologico dedicati allo studente che attraversi fasi di difficoltà per le quali necessita di ricevere l’aiuto di psicologi abilitati ed esperti in attività di psicoterapia”.

Quali categorie di studenti sono comprese nell’offerta di assistenza sanitaria dei nostri atenei e come si accede alle prestazioni di assistenza sanitaria?

“L’accesso ai servizi socio-sanitari  è garantito a tutti gli iscritti che hanno residenza nella regione di “studio”, secondo criteri di parità di trattamento, indipendentemente dalle aree geografiche di provenienza e dai corsi di diploma e di laurea frequentati.  Allo studente italiano fuorisede, basterà esibire allo Sportello dell’Anagrafe sanitaria il libretto sanitario cartaceo della ASL di appartenenza e l’attestazione dell’avvenuta cancellazione (o sospensione o non iscrizione) del medico della ASL di provenienza. Essi possono, in questo modo, richiedere l’iscrizione temporanea del domicilio sanitario, consegnando all’Anagrafe sanitaria la tessera sanitaria, una copia del documento d’identità ed un certificato attestante l’iscrizione all’ateneo o una fotocopia del libretto universitario e ricevendo, così, una tessera sanitaria ”provvisoria”. Questa procedura consente la scelta di un “medico di base” alternativo a quello del comune di residenza per un periodo di un anno, eventualmente rinnovabile. I fuorisede possono comunque utilizzare la tessera rilasciata dall’Asl della propria regione di residenza, ma in questo caso le prestazioni ricevute non sono gratuite anche se vengono rimborsate allo studente nella dichiarazione dei redditi dietro presentazione delle ricevute attestanti la spesa sostenuta. Quanto agli studenti stranieri, al loro arrivo in Italia, essi devono dimostrare di possedere una copertura sanitaria, senza cui non è possibile ottenere il permesso di soggiorno. A seconda della nazionalità dello studente valgono procedure diverse.”

“Gli Studenti UE devono munirsi di TEAM, che dà diritto alle prestazione mediche in tutti gli stati appartenenti all’UE o il certificato sostitutivo provvisorio , o i modelli E 106 o E 109 che vanno richiesti al proprio servizio sanitario. La TEAM permette allo studente in temporaneo soggiorno in Italia di riceve le cure “medicalmente necessarie” e non solo quelle “urgenti”. I titolari di modello E106 (che ha scadenza commisurata alla durata del corso di studi) hanno diritto all’iscrizione al SSN italiano e dunque all’assistenza completa. Gli studenti extra-UE , quando non  dispongono di una copertura sanitaria privata valida per tutta la durata del loro soggiorno in Italia, possono iscriversi al SSN per ricevere assistenza sanitaria medica alle stesse condizioni dello studente italiano, dopo aver effettuato un pagamento. Con la ricevuta del versamento, il permesso di soggiorno per motivi di studio, il codice fiscale, il certificato d’iscrizione all’Università e il certificato di residenza o la dichiarazione di ospitalità, lo studente extracomunitario  si reca all’ASL competente, che rilascerà il tesserino sanitario. Gli studenti con doppia nazionalità, di cui una italiana, infine, hanno diritto all’iscrizione gratuita al SSN. Basta presentare all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari il passaporto italiano e la copia della richiesta di residenza inoltrata al Comune.”

I costi delle prestazioni di assistenza sanitaria universitaria

“I nostri atenei erogano una serie di servizi “diretti” allo studente. La fruizione dei servizi comporta per gli studenti una partecipazione al costo del servizio stesso, fatti salvi casi particolari in cui possono essere previste disposizioni straordinarie per l’accesso ai servizi come accade per gli studenti portatori di handicap o specifiche fasce di utenza, in relazione a condizioni di particolare disagio socioeconomico o fisico. Gli enti per il diritto allo studio  possono disporre la gratuità o particolari agevolazioni nell’uso di alcuni servizi. L’accesso ai servizi e alle prestazioni, che non siano fruibili gratuitamente dalla generalità degli studenti, è regolato invece da procedure selettive. Le condizioni economiche vanno individuate sulla base della natura e dell’ammontare del reddito imponibile e dell’ampiezza del nucleo familiare. Alcuni servizi sono erogati gratuitamente, altri, quelli a regime privato, a pagamento, per quanto spessissimo gli atenei offrano ai propri studenti prestazioni a tariffe fortemente scontate e pacchetti di prevenzione assai vantaggiosi. Ad esempio sono spesso erogate gratuitamente agli iscritti le consulenze psicologiche, il pronto soccorso ed alcune analisi cliniche come  emocromo, glicemia, urine, colesterolo, trigliceridi, prelievi per la diagnosi dell’HIV, Pap-Test, ecc, sempre previa prescrizione del medico fiduciario di ateneo. In linea di massima le visite ambulatoriali sono completamente gratuite per tutti gli studenti fuori sede, indipendentemente dal reddito, mentre le visite specialistiche sono soggette al pagamento del ticket sanitario.”

“Quanto agli studenti con invalidità riconosciuta, essi godono di particolari facilitazioni, in considerazione delle conseguenze che questa può avere sul ritmo degli studi e sulle spese connesse alla frequenza dell’università, con possibilità di esonero progressivo per chi dimostra una  percentuale compresa tra il 66 e il 100 %. Ricordo infine che tutti gli studenti iscritti all’Università, quando attendono ad “esperienze tecnico-scientifiche o esercitazioni pratiche”, ad. esempio stage e tirocini, sono coperti da assicurazioni che tutelano dai possibili rischi derivati da queste attività e anche da attività esterne quali visite a laboratori, stabilimenti industriali evvia. Le prestazioni “coperte” in caso di infortunio sono cure mediche e chirurgiche, compresi gli accertamenti clinici, fornitura di apparecchi di protesi, assegno per l’assistenza personale continuativa,  rendita per l’inabilità permanente e rendita e assegno agli eredi in caso di morte. Queste assicurazioni, obbligatorie ed automatiche, sono gestite dall’INAIL.”

L’offerta dell’assistenza sanitaria delle nostre Università

“A livello politico c’è sicuramente bisogno di riprogrammare la spesa sanitaria nazionale. La crisi economica che opprime il comparto salute è sotto gli occhi di tutti. Gli Enti per il diritto allo studio continuano a scontare grosse difficoltà nel reperire le risorse necessarie a garantire la piena fruibilità dei servizi sanitari. Ciononostante l’assistenza sanitaria universitaria rappresenta una risorsa importante per rispondere alla domanda di salute di tutti gli studenti, italiani e non. La Costituzione con gli artt. 2, 3 e 32 tutela l’individuo nel suo bisogno di integrità fisica e psichica come condizione fondamentale all’espressione della personalità e della socialità.”

“Se però da un lato la Cost. trova tutti concordi, dall’altro  occorre dare riscontro effettivo a questo diritto non solo lavorando in senso “economico-politico”, ma anche migliorando l’informazione circa gli strumenti, le reti e i servizi attraverso cui l’assistenza sanitaria si declina nei nostri atenei nell’ottica  di una migliorata reattività dello studente rispetto ai diritti e ai servizi che lo riguardano. Sensibilizzare lo studente  al diritto alla salute permette sia di orientare le politiche rispetto ai bisogni e alle criticità segnalate ma anche di rendere lo studente stesso più partecipe, innescando un senso di responsabilità che incoraggia la piena consapevolezza dei servizi sanitari erogati. Soprattutto, va stimolata la cultura della prevenzione (dipendenze, malattie sessualmente trasmissibili, disagio psicologico ecc). Bisogna coinvolgere lo studente attraverso quelle strategie comunicative e quegli interventi che meglio sanno interpretarne il linguaggio. Quella della prevenzione è senz’altro la sfida più impegnativa. Tanto più nell’università, che è da sempre un osservatorio privilegiato sulla salute dei più giovani”.

In collaborazione con Matteo Napoli

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