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17 agosto 2013

Regole per diventare insegnanti: come si diventa professore o maestro

Regole per diventare insegnanti
Regole per diventare insegnanti

Regole per diventare insegnanti

Ecco le regole per diventare insegnanti secondo la legge e il Miur. Intervista al Dott. Galletti, Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione che ci spiega come diventare professore. 

Educare e formare le giovani leve, insegnare la letteratura e la matematica, è una missione sociale tutt’altro che banale.

L’insegnamento, infatti, è il mezzo, lo strumento attraverso il quale i giovani vengono educati alla società. Il ragionamento, la capacità di riflettere e di arguire la realtà, invece, simboleggia il fine.

Insegnare, dunque secondo le regole per diventare insegnanti, è senza ombra di dubbio un’attività dotata di un’importanza sociale del tutto sintomatica.

Le regole per diventare insegnanti prevedono un percorso intricato e ricoperto da molteplici cavilli burocratici. Si tratta di un percorso tanto “diabolico” quanto agognato: un travaglio, un tragitto ad ostacoli, in grado di annichilire brama e passione degli aspiranti educatori. Al di là del bene e del male, dei cavilli burocratici e della selezione naturale, negli ultimi tempi sembra che la strada sia divenuta meno tortuosa. Tant’è che dalle procedure rigorose e selettive della Riforma Gelmini (240 del 2010) si è passati alla circolare del Ministro Profumo ed alle sue soffici regole per diventare insegnanti.

Dal 2008 al 2012, con l’elisione delle ormai logore Ssis e con la creazione di norme profondamente severe, l’insegnamento italiano ha vissuto il suo periodo peggiore. In questi quattro anni, infatti, non vi è stata la benché minima ombra di un corso abilitativo per diventare insegnanti. La strada per diventare insegnanti era in pratica del tutto bloccata. Gli aspiranti docenti, esausti e desiderosi di lavoro, non avevano idea di quale fosse il proprio destino.  Poi la situazione è cambiata. Il Governo dei “tecnici” ha mutato l’assetto normativo, garantendo la reintroduzione degli agognati corsi formativi, passaggio cruciale per diventare insegnanti. Così, grazie all’introduzione del Tirocinio Formativo Attivo (Tfa), anticipata dalla soppressione delle Ssis, gli aspiranti educatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.

Le regole per diventare insegnanti oggi: requisiti fondamentali da seguire secondo il Miur

  • conseguimento titolo accesso all’insegnamento,
  • conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento
  • superamento delle prove concorsuali.

Il Titolo di studio per diventare insegnanti oggi varia a seconda del tipo di scuola. Per la scuola dell’infanzia e primaria, i titoli di accesso all’insegnamento sono:

  • Laurea in Scienze della Formazione
  • Diploma Magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, è necessaria una Laurea con specifico piano di studi.

Il Tfa o Tirocinio Formativo Attivo una delle regole per diventare insegnanti, previsto dal Decreto Ministeriale 249 del 2010, simboleggia il nuovo percorso finalizzato alla formazione del personale docente ed all’accesso all’insegnamento nelle scuole di primo e secondo ciclo. Dal 2 agosto 2013 è possibile iscriversi online ai Percorsi Abilitanti Speciali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento presso scuole secondarie, primarie e dell’infanzia. Gli interessati (docenti non di ruolo che abbiano maturato almeno tre anni di servizio) possono inoltrare le proprie domande di iscrizione ai Pas (o Tfa speciali, secondo la precedente denominazione) collegandosi al sito del Miur. Le domande di partecipazione devono essere presentate online entro il 29 agosto (salvo eventuali proroghe). Il Percorso Speciale Abilitante ha quale obiettivo nevralgico la preparazione dei docenti non abilitati e l’accesso alla seconda fascia delle graduatorie.

Il concorso è un altra delle regole per diventare insegnanti e rappresenta l’ultima tappa. Una tappa dedicata a coloro i quali abbiano conseguito il  titolo e l’abilitazione all’insegnamento.

L’iscrizione in graduatorie per diventare insegnanti di seconda e terza fascia, invece, concede agli aspiranti educatori in possesso di titoli di accesso e di abilitazione all’insegnamento, la possibilità di essere chiamati per incarichi di supplenza.

L’immissione in ruolo, infine, è la conseguenza logicamente prevedibile della vittoria del concorso pubblico bandito dal Miur per determinate classi.

Le regole per diventare insegnanti secondo Gianluca Galletti del Miur

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi sulle tematiche relative all’Istruzione, all’insegnamento, al come diventare insegnanti ed all’edilizia scolastica, abbiamo deciso d’intervistare il Dott. Gianluca Galletti, Sottosegretario Miur.

Galletti ha ricoperto per circa venti anni il ruolo di Consigliere Comunale al Comune di Bologna, E’ stato Deputato alla Camera.

Dal 2 maggio scorso ricopre l’incarico di Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Sottosegretario Galletti, potrebbe parlarci delle Sue principali attività?

“Ho ricevuto dal Ministro Carrozza deleghe importanti: dall’edilizia scolastica agli indirizzi per lo sviluppo e il supporto delle azioni di innovazione digitale, alle strategie nazionali in materia di rapporti delle scuole e delle università con lo sport, alla contabilità economico-patrimoniale delle università, alla ricerca industriale. Senza dimenticare l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e la promozione della cultura scientifica. E’ su questi temi che si è concentrata l’attività dei miei primi mesi da Sottosegretario. Provenendo dall’Emilia Romagna, una regione messa a dura a prova dal terremoto del maggio 2012, ho inoltre particolarmente a cuore la questione della messa in sicurezza degli edifici scolastici sul territorio nazionale: un tema che rientra sicuramente tra le priorità del Miur”.

Di recente, ha dichiarato che Bologna potrà assurgere al rango di modello per il sistema scolastico nazionale. A breve, infatti, il Comune di Bologna aprirà ben sette nuove sezioni di scuola materna, consolidando il suo sistema della scuola dell’infanzia. Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito alla priorità riservata dal Ministero dell’Istruzione all’edilizia scolastica nel Decreto del Fare?

Basta scorrere i dati relativi agli anni di costruzione degli edifici scolastici sul territorio nazionale per capire che in cima alla classifica delle priorità c’è la messa in sicurezza. Dalla lettura dei dati statistici raccolti dal Miur nella primavera del 2012 (36.220 edifici scolastici censiti) risulta infatti che ben il 44% degli edifici è stato costruito nel ventennio 1961-1980, e solo il 25% dopo il 1980. Le richieste d’intervento effettuate dalle scuole agli enti competenti hanno riguardato per la gran parte coperture e intonaci, strutture portanti (oltre il 48,7%). Messa in sicurezza, quindi, ma anche costruzione di nuovi edifici. Sono questi gli obiettivi ai quali il Miur ha assegnato massima priorità all’interno del Decreto del Fare, che prevede un Piano per l’edilizia scolastica di 450 milioni, di cui 300 milioni con fondi Inail. Un atto concreto che testimonia l’attenzione del Ministero e comunica che esiste un modo per fronteggiare l’emergenza ed è quello di puntare, anzitutto, su una strategia di prevenzione di lungo periodo. Prevenzione e messa in sicurezza che devono riguardare anche e soprattutto le regioni ad alto rischio sismico, come l’Emilia Romagna. Un territorio che ha già dimostrato di saper rispondere all’emergenza: basti pensare da giugno a settembre dello scorso anno, nei mesi immediatamente successivi al terremoto, sono state costruite in Emilia Romagna 58 nuove scuole”. – dice Gianluca Galletti –

– continua Gianluca Galletti – “Per quanto riguarda Bologna, posso solo confermare che la città sarà al centro di un progetto pilota per la costruzione di nuove scuole, attraverso la costituzione di un fondo immobiliare al quale conferire una parte di risorse del Miur e un’altra di investitori privati. Anche nel settore della scuola d’infanzia, Bologna può diventare un modello a livello nazionale attraverso il consolidamento dell’asse tra Comune, Stato e scuole paritarie.”

Secondo i dati della VQR 2004-2010 relativi al Rapporto dell’Anvur, l’Università di Bologna si colloca ai vertici della classifica concernente i grandi atenei. Qual è la Sua opinione in merito all’Università felsinea ed al Sistema Universitario italiano? 

“Secondo i dati Anvur l’università di Bologna si colloca ai vertici della classifica dei grandi atenei. Bologna primeggia in diverse aree: Scienze Chimiche, Scienze Economiche e Statistiche, Architettura, Fisica e Astronomia, Ingegneria. Credo che l’Ateneo sia inoltre un punto di riferimento importante per lo sviluppo del territorio, nell’ottica di una sempre più stretta collaborazione dell’attività di formazione e ricerca con il mondo delle imprese. Per quanto concerne, in generale, il sistema universitario, credo che la Valutazione della qualità della Ricerca rivesta un ruolo fondamentale nell’ottica di una maggiore trasparenza e del merito come parametro di distribuzione delle risorse pubbliche. La valutazione consente infatti alle Università italiane di entrare appieno nel sistema europeo, all’interno del quale il nostro Paese già riveste un ruolo fondamentale nel processo di crescita dell’istruzione superiore.”

Sottosegretario Galletti, qual è la Sua opinione in merito al Sistema Scolastico italiano? Quali sono, secondo Lei, i principali pregi e difetti associabili all’istruzione ed alla ricerca del Bel Paese?

“I Sistemi dell’istruzione, dell’università e della ricerca non possono vivere nell’incertezza dei tagli: quel che occorre è un orizzonte di lungo periodo per riuscire a sviluppare un sistema in linea con le strategie che il Paese intende proseguire. Ed è proprio verso questo obiettivo che si è mosso in questi mesi di governo il Miur. La strada giusta, come sottolineato più volte dal Ministro Carrozza, è quella di una maggiore trasparenza delle regole e dei criteri di valutazione, del merito come principio di distribuzione delle risorse, di una maggiore chiarezza nella gestione.

Di fronte alla gravissima emergenza dell’occupazione dei giovani, è inoltre indispensabile riuscire a garantire una formazione di qualità: per farlo, dobbiamo anzitutto valorizzare il prezioso lavoro svolto dai docenti. Credo poi che sia necessario dare prestigio ad alcune eccellenze nazionali, come quelle che vantiamo nel settore dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Infine, penso che sia importante dare nuova spinta alla Ricerca. Ricerca e innovazione sono elementi che agiscono per la crescita economica: ma affinché possano diventare vero traino dello sviluppo, esse devono essere legate con il mondo delle imprese. E’ quindi nostro compito fornire una sponda di ascolto e un indirizzo costruttivo”.

Il nuovo Sistema normativo per diventare insegnanti è caratterizzato da alcune emblematiche novità: il tirocinio obbligatorio da affiancare allo studio teorico, abilitazione immediata dei laureati, lauree specifiche relative alle singole classi di abilitazione ed abolizione delle Ssis.

  • Come diventare insegnanti ovvero maestro d’asilo e di scuola primaria. Per diventare educatori nella scuola dell’infanzia e maestri di scuola elementare è necessaria una laurea quinquennale a numero programmato.
  • Come diventare insegnanti ovvero professore di scuola media e di scuola superiore. Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado è necessaria la laurea magistrale ad hoc più un anno di tirocinio formativo attivo, caratterizzato da ben 475 ore, 75 delle quali dedicate alla disabilità.
  • Come diventare insegnanti ovvero professore di università. Per insegnare all’Università sono necessari due requisiti essenziali: diploma di laurea e dottorato di ricerca.
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