TFA sostegno 2020: novità bando, come partecipare e cosa studiare

Daniela Saraco 6 Marzo 2020

News TFA sostegno 2020: ecco quali sono le ultime novità sul bando, come partecipare e cosa studiare.

Il Miur ha emanato il decreto n.95 del 12 febbraio 2020. Prove preselettive del tirocinio formativo attivo il 2 e 3 aprile. Ecco i requisiti necessari, la durata e le modalità delle prove, cosa studiare e come prepararsi per il TFA sostegno.

Il TFA è un periodo di formazione teorico-pratico che viene attivato presso le principali Università italiane. Gli studenti che completano il tirocinio formativo hanno l’abilitazione necessaria per partecipare ai nuovi concorsi scuola 2020 sul sostegno.

Pertanto, il bando TFA  sostegno 2020 spiega come puoi diventare un insegnante. Inoltre il tirocinio permette di fare supplenze nelle scuole vista la forte carenza di cattedre di sostegno. Quanti sono i posti disponibili per il tirocinio formativo attivo 2020?  E come sono divisi?

I posti totali sono 19.585, suddivisi tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado. Per svolgere il TFA sostegno 2020 V ciclo bisogna superare una  prova di accesso. Inoltre gli studenti devono conseguire 60 CFU, in non meno di 8 mesi. I corsi si concludono, solitamente, entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.
Le assenze sono accettate nella percentuale del 20% di ciascun insegnamento e l’eventuale recupero può essere effettuato con modalità definite dai titolari degli insegnamenti.
Le prove di accesso al tirocinio formativo  sostegno prevedono un test preliminare di 60 quesiti con 5 opzioni di risposta.

Le domande vertono alla verifica delle competenze linguistiche e alla comprensione di testi. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale zero punti. Il test dura due ore. I candidati devono pagare una tassa di partecipazione per ogni ordine di scuola richiesto.

I candidati con disabilità uguale o superiore all’80% sono ammessi alla prova scritta. Ma quali sono i requisiti TFA sostegno V ciclo 2020? E soprattutto cosa bisogna studiare per superare le prove del tirocinio formativo attivo? Vediamolo nel dettaglio.

Requisiti di accesso TFA sostegno 2020: quali sono per la scuola d’infanzia e primaria > DM 95

Tutti i candidati che vogliono partecipare alle selezioni del TFA sostegno 5 ciclo 2020 devono possedere i requisiti richiesti. Nello specifico, per la scuola di infanzia e primaria i candidati devono avere l’abilitazione, ovvero:

  • laurea in Scienze della formazione primaria;
  • diploma magistrale, diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali;
  •  titolo analogo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, dal 2019 l’abilitazione non è più un requisito indispensabile. Possono infatti partecipare i candidati in possesso di:

  • abilitazione specifica sulla classe di concorso;
  •  titolo di laurea e 24 CFU in discipline antropologiche, psicologiche, pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

La laurea deve avere tutti gli esami o CFU  richiesti dal Miur per accedere ad una delle classi di concorso dell’ordine di scuola richiesto. Inoltre, la laurea permette l’accesso ai percorsi di scuola secondaria di I e II grado.

Prove: quando si svolgono e cosa studiare al tirocinio formativo attivo

Le prove si svolgono in due giorni. Pertanto le attività si svolgono di mattina e di pomeriggio, a seconda della classe di concorso. Il calendario è il seguente:

  • 2 aprile: di mattina per la scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la primaria;
  • 3 aprile: di mattina per la Scuola Secondaria di I grado e di pomeriggio per la Secondaria di II grado.

I soggetti che vogliono prepararsi al superamento delle prove devono, inoltre, approfondire le materie specifiche sul sostegno, come :

  • scuola inclusiva;
  • Inserimento, integrazione, inclusione;
  • Insegnante di sostegno e funzione sostegno;
  •  Definizione di disabilità e come è cambiata nel corso degli anni;
  •  La diagnosi funzionale e la certificazione;
  • Profilo dinamico funzionale
  • Bisogni Educativi Speciali
  • piano educativo individualizzato PEI

In cosa consistono le prove TFA sostegno 2020

Ricordiamo che per accedere al corso, i candidati  devono superare tre prove:

  • test preselettivo
  • prova scritta
  • prova orale

Il test Preselettivo è composto da 60 domande a risposta multipla, per il superamento è necessario un punteggio minimo di 21/30. La prova mira a verificare oltre al corretto uso della lingua italiana. La seconda prova è scritta e prevede lo svolgimento di brevi elaborati sui temi indicati dal bando oppure la stesura di una unità di apprendimento. E’ importante, dunque, leggere bene il bando.

La prova orale è basata, invece, sul racconto di esperienze formative e lavorative. Altri commisari, inoltre, chiedono anche nozioni teoriche. Di conseguenza, è opportuno rivedere il programma di studio per superare le prove.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto