• Google+
  • Commenta
16 settembre 2013

Anvur 2013. Dal rapporto anvur alla proposta Shock di Chiodi: Chiudere le Università Mediocri

Il 16 luglio scorso, com’è noto, ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca) ha presentato alla stampa gli esiti del primo esercizio nazionale di valutazione anvur relativo al periodo 2004-2010 necessari per produrre i cosiddetti “profili di qualità”, quelli in pratica utilizzati dal Governo per ripartire proporzionalmente risorse e finanziamenti tra gli atenei in base al merito.

La cosiddetta “premialità”, la quota di finanziamento statale destinata agli atenei più virtuosi, quelli che hanno conseguito cioè i risultati più ragguardevoli in materia di ricerca, qualità dell’insegnamento e collocamento post laurea.

Un esercizio di portata mai vista. Enorme la mole di dati contenuta nel Rapporto Finale Anvur 2013, che  ancora una volta ha tradotto in classifiche la VQR delle nostre Università.

Classifiche anvur di aree disciplinari, classifiche anvur di settori, classifiche di atenei e di dipartimenti hanno ritoccato le linee di demarcazione tra atenei piccoli, medi e grandi dello Stivale, distribuiti emblematicamente in due tronconi. Da un lato il Paradiso degli Atenei virtuosi, le “eccellenze”, contrassegnati da sospirato bollino verde, dall’altro il girone degli atenei viziosi, colpevoli di trascurare qualità e ricerca e perciò marchiati con un metaforico color rosso fuoco,

Ma come hanno reagito i nostri atenei alle temutissime pagelle ANVUR 2013? Ci si aspettava roventi polemiche e così è stato. Toni trionfalistici da parte dei “buoni”, brontolii e manifestazioni di dissenso dai “cattivi”. È questa la triste faida che si prepara per la spartizione del FFO (Fondo Ordinario di Finanziamento universitario 2013), il magro piatto a disposizione dei nostri atenei più “meritevoli” che aspirano ad accaparrarsi fondi di ricerca che facciano rifiatare i bilanci e soprattutto punti organico.

Finanziamenti, malgrado l’iniezione di liquidità promessa dal Governo  Letta (oltre 455 milioni di euro a decorrere dal 2013) ancora insufficienti ad accontentare tutte le tasche. Morale? Meno fondi alle mediocri per salvare le migliori. 

Precedenza dunque ai primatisti della speciale classifica Anvur, con buona pace di quelle università che, scontando gravi ritardi in fatto di ricerca e qualità della didattica secondo l’agenzia spesso per ragioni “storiche” (si pensi alle università del Sud) più che per effettivi demeriti, finiscono fatalmente per scivolare sul fondo della classifiche di rendimento e gravare sulla spesa pubblica fino a diventare, per qualcuno, una zavorra insopportabile per quelle realtà virtuose che da tempo, invece, forti di una programmazione seria, lavorano proficuamente all’avanzamento qualitativo proprio (e di riflesso dell’Università Italiana nel suo insieme) e all’abbattimento progressivo dei costi burocratici.

La soluzione? Per alcuni la strada da privilegiare rimane quella della razionalizzazione delle risorse e della premialità in base al merito e non alla “tradizione storica” che vuole l’università nostrana divisa in atenei di serie A ed Atenei di serie B, ma che incoraggi gli atenei a far bene con poco. Altri, invece, non ammettono tentennamenti di sorta. Bisogna eliminare i rami secchi. Tradotto: chiudere corsi di laura o, laddove la situazione non evidenzi progressi, interi atenei.

E dopo il rapporto Anvur 2013 arriva la proposta Shock del Governatore dell’Abruzzo Chiodi: “chiudere le Università mediocri fanalino di coda per Anvur, per salvare le eccellenze”. Un’idea che sembra andare molto di moda recentemente. Una presa di posizione che arrivata direttamente dal profilo Facebook del Governatore, che, sulla scia di quanto scritto nei giorni scorsi sul Corriere della Sera dal bocconiano Francesco Giavazzi, rilancia in poche righe la necessità di una crociata “governativa” alla mediocrità dei nostri atenei ponendo al centro la questione di un finanziamento “intelligente” che snellisca drasticamente e rapidamente i costi della macchina universitaria in funzione di uno scatto competitivo reale.“Crederò che il governo sia impegnato a ridurre le spese (per ridurre le tasse) quando Letta e Saccomanni si recheranno a Bari, Messina o Urbino per spiegare che chiudere le Università (in fondo alla classifica dell’Anvur) è nell’interesse dei loro figli.

È così che si lascia andare Chiodi, per il quale “non è frequentando una fabbrica delle illusioni che ci si costruisce un futuro. In un contesto inevitabile di rarefazione delle risorse pubbliche (già saccheggiate per decenni) ridurre i finanziamenti alle università mediocri è il modo per non farlo a quelle che mediocri non sono. Se questa logica diventasse patrimonio comune le Università sarebbero scoraggiate dal perseguire logiche baronali e punterebbero sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca. L’esistenza di qualche eccellenza non può essere la scusa per la proliferazione della mediocrità”

Lo stesso Governatore dell’Abruzzo Chiodi non manca poi di indicare la rotta per uscire dall’impasse qualitativa, ricordando nelle sue dichiarazioni che…

anche un obamiano di ferro qualche tempo fa ha chiuso una cinquantina di scuole pubbliche scadenti. Si deve favorire un percorso di imitazione in senso qualitativo. Altrimenti la scadente qualità degli atenei continuerà ad essere tollerata se non perseguita per altri fini: baronie, posti di lavoro assistenziali che alla lunga peggiorano il sistema”

Le università “rimandate” da Anvur, intanto, alzano la voce, portando sul tavolo del dibattito la questione della legittimità o meno dell’utilizzo delle classifiche VQR come metro di giudizio “inoppugnabile” per decidere chiusure e declassamenti. Per molti rettori nostrani l’Anvur mancherebbe, infatti, di un’adeguata base scientifica. Una misurazione attendibile pretende, infatti, anche la misurazione di aspetti non valutabili quantitativamente ma che possono essere più importanti di quello quantificabili. Il mondo dell’università è una realtà troppo articolata, con una dimensione storica, geografica e generazionale diversa da ateneo ad ateneo che se non opportunamente considerata rischia di ridurre le statistiche ad un mero gioco di “premi e punizioni”.

In più la pubblicazione delle classifiche, sempre secondo i rettori, risponderebbe ad una logica strumentale evidentissima specie in un periodo delicato come settembre, il mese delle immatricolazioni Anvur, in altre parole, si sarebbe mossa in modo poco professionale, contravvenendo al proprio mandato di “terzietà” rispetto alle parti, allo scopo di favorire alcune università (meglio se storicamente affermate e del Nord) in vista delle iscrizioni per l’a.a. 2013-2014. Da strumento concepito col semplice scopo di identificare la presenza di eccellenze o lacune nei vari settori della nostra università, insomma Anvur si sarebbe trasformato in un’agenzia neanche troppo occulta di  “pubblicizzazione ” per  i pochi atenei designati aprioristicamente per occupare un ruolo di “eccellenza” nel panorama nazionale e dirigere su di esse il grosso delle immatricolazioni e dei finanziamenti governativi.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy