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20 settembre 2013

Concorso Cardiologia la Sapienza. Scandalo concorso cardiologia truccato: le associazioni studenti

Azione Universitaria

Dopo lo scandalo del Concorso Cardiologia la Sapienza, le dichiarazioni del Comitato Pro Concorso Nazionale e di Azione Universitaria sul Concorso Cardiologia Truccato.

Studentessa disperata

Studentessa disperata

“Me l’hanno detto senza mezzi termini: è inutile che ci provi, abbiamo già i nostri”. – dicahira lo studente – “E’ fisiologico, monto il cavallo che conosco meglio” – replica il prof.

Si conoscevano in anticipo i sei vincitori del concorso cardiologia del Policlinico Umberto Università La Sapienza.Si conoscevano grazie ad una mail arrivata alle 11,44 dello scorso 13 giugno a Repubblica. “Entreranno, – sosteneva la segnalazione – quattro donne e due uomini tra i 26 e i 33 anni”, – indicati nel testo con cognome e nome. I test del concorso cardiologia erano truccati, hanno vinto i candidati indicati. La mail indicava anche i sei aspiranti medici che non varevvero passato il concorso cardiologia, nonostante i curricula con punteggi alti.

Il primo agosto sono usciti i risultati le previsioni segnalate erano tutte centrate: vincitori ed esclusi.

Il concorso cardiologia ha “promosso” nomi che già si conoscevano in anticipo e tra questi lo studente autista del prof.

Si classifa sesto al concorso cardiologia alla Sapienza, lo studente autista del prof è un 27enne che per tre anni si è prestato ad accompagnare in auto il professor Francesco Fedele, titolare della Prima cattedra di Cardiologia alla “Sapienza”.

Al fine di capire impressioni e opinioni rispetto a quanto accaduto sulla vicenza concorso cardiologia alla Sapienza, abbiamo raccolto le dichiarazioni del Comitato Pro Concorso Nazionale e di Azione Universitaria.

Protesta Studenti

Protesta Studenti

si dichiara purtroppo non sorpreso dalle notizie riportate sul concorso acrdiologia alla Sapienza il Comitato Pro Concorso Nazionale, “sconforto e frustrazione che molti di noi hanno provato e provano in ragione dei meccanismi descritti, che purtroppo in moltissime scuole di specializzazione sono la prassi. I molti scandali giornalistici o di rilevanza penale resi noti sono solo la punta di un iceberg, minima rappresentazione di un sistema minato già nelle sue fondamenta. È  infatti inaccettabile la discrezionalità garantita alle commissioni locali dal regolamento dell’attuale concorso, da cui deriva la creazione di veri e propri “feudi” all’interno dei quali bisogna garantirsi la fiducia del feudatario, o dei suoi vassalli, per poter avere la speranza di accedere alla scuola di specializzazione. In questo scenario, che purtroppo costituisce la regola più che l’eccezione, storie come quella del “medico deluso” sono le storie di tutti noi, di chi non ha santi in paradiso. Tale deprimente quadro della realtà emerge anche da un’indagine da noi condotta su un campione di 279 aspiranti specializzandi e da un archivio di articoli giornalistici su alcuni simili casi del recente passato Non si tratta quindi di casi isolati, ma piuttosto di una realtà strutturata.” – dichiara il gruppo e continua –

“Inoltre, i dati più sconfortanti che abbiamo raccolto riguardano il fenomeno della “fuga dei cervelli”: secondo le analisi eseguite nella nostra indagine di cui sopra, più di tre quarti dei medici che vogliono lasciare l’Italia riconoscono l’attuale modalità di concorso come una fortissima spinta per abbandonare il Paese.”

E cosa ne pensa il comitato delle misure che si vogliono adottare rispetto alla vicenda concorso cardiologia truccato, e sopratutto rispetto al futuro?

“Come Comitato ci dichiariamo fiduciosi per il futuro, ed esprimiamo pieno apprezzamento per l’operato dell’On. Ministro Carrozza. Con le norme inserite nel DL scuola attualmente al vaglio del Parlamento si istituisce una graduatoria e commissione unica nazionali, impedendo nei fatti la possibilità di avere una selezione discrezionale e facilmente influenzabile dai membri della commissione giudicatrice locale, come fino ad oggi era spesso avvenuto. A tale proposito il Comitato esprime piena disapprovazione per le parole del Prof. Lenzi, Presidente del CUN – dichiara il gruppo e continua – Di contro, noi siamo assolutamente favorevoli all’istituzione di una sola commissione nazionale e di una graduatoria nazionale unica, ricalcando il modello di paesi come Francia o Spagna, dove non esiste il concetto del “MIO più bravo”. Anche noi dobbiamo cambiare mentalità.”

“Non ci resta che sperare che il DL istruzione elaborato dal Ministro Carrozza passi inalterato, e superi lo scoglio delle Camere senza emendamenti che stravolgano le modifiche introdotte per quanto riguarda la creazione di una graduatoria e commissione uniche nazionali. Per aprire la strada ad un Decreto Ministeriale attuativo che sia veramente rivoluzionario. Per far si che storie come quelle del “medico deluso” rimangano solo un cattivo ricordo del passato. – conclude il Comitato Pro Concorso Nazionale

Azione Universitaria

Azione Universitaria

Stessa delusione ma diversa motivazione spinge il gruppo universitario Azione Universitaria che cosi dicahiara – “Siamo di fronte all’ennesimo scandalo che colpisce l’università italiana, non siamo più disposti a tollerare concorsi telecomandati come quello avvenuto alla Sapienza, è un insulto a tutti quei ragazzi brillanti che affollano le nostre università e che non accettano di scendere a compromessi per ottenere quello che gli spetta. E’ ora di prendere seri provvedimenti contro questi metodi divenuti ormai prassi, far diventare docente un candidato solo perché fa da autista al barone che lo valuta è ai limiti della decenza”

E’ il duro attacco di Diana Fabrizi Capogruppo della Studenti per la libertà – “Azione Universitaria in Consiglio Nazionale Degli Studenti Universitari in seguito alla denuncia comparsa su repubblica secondo cui l’ultimo Concorso Cardiologia dell’Università La Sapienza di Roma sarebbe stato deciso mesi fa scegliendo i candidati in base alle proprie attitudini personali nei confronti dei vari professori invece che valutando il loro curriculum.”

“Avevamo sperato che con la riforma Gelmini, che introduce le graduatorie nazionali e la norma antiparentopoli, fosse stato messo un freno a quella pratica tutta italiana che è la cooptazione, e invece – continua la nota – grazie ai numerosi stop, ai ritardi dei rettori nel recepire la riforma e all’immobilismo degli organi preposti al controllo, ci troviamo ancora a dover commentante una situazione paradossale nella quale a chi denuncia viene persino risposto “mettiti in coda, funziona così da anni, per passare dovrai aspettare almeno tre concorsi”. Non c’è da stupirsi poi se le menti italiane più brillanti cercano fortuna in altri Paesi”

“Chiederò un incontro con il Ministro Carrozza in sede di CNSU per chiedere quali provvedimenti intende prendere per porre fine a questo strapotere baronale, ripartire dall’università – conclude Fabrizi – non significa solo evitare i tagli ai fondi ma anche intervenire concretamente per garantire la trasparenza nei concorsi e la preparazione dei docenti che vengono assunti, altrimenti cosa pretendiamo di insegnare ai ragazzi?”

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