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15 settembre 2013

Le Tre Rose Di Eva 2. Anticipazioni le tre Rose di Eva svelate da Karin Proia. Video Puntate

 La poliedrica Karin Proia incontra Controcampus raccontando in un’esclusiva intervista i miti e retroscena del suo lavoro: le indiscrezione sulle prossime puntate di Le tre rose di Eva 2

Le Tre Rose Di Eva 2. Anticipazioni le tre Rose di Eva svelate da Karin Proia. 

Oggi Karin Proia è soprattutto Marzia della seguitissima Fiction Le tre rose di Eva 2.

Ma Karin Proia è stata ed è anche tanto altro.

Quale aspetto della tua carriera ti ha fatto sentire più realizzata o ti entusiasma tuttora di più?

“Certo, sono Marzia soprattutto adesso, anche se una sera c’è stato un incrocio magico perché contemporaneamente ero su canale 5 con Le tre Rose di Eva ma anche sulla Rai 2 con “Ombrelloni”. Non mi piace essere soltanto una cosa. Due cose ovviamente completamente diverse, con un pubblico diverso in quel caso. Le tre rose di Eva è una serie lunga, un melodramma noir pieno di colori e quindi visto da un pubblico più ampio. La cosa che mi ha entusiasmato di più, senza dubbio “Boris”. Io farei quello tutto la vita ma purtroppo non si può fare. In quel personaggio mi trovavo molto a mio agio. Un personaggio caricatura studiato apposta per me. Perciò divertente. Anche se gli autori cercavano di essere “troppo”, in realtà non lo erano mai abbastanza perché il più delle volte la realtà superava il copione.”

Karin Proia oltre che per Le Tre Rose Di Eva 2 è conosciutissima per il tormentone pubblicitario di una nota bibita e la famosa frase ormai sulla bocca di ognuno all’occorrenza “anto, fa caldo!” Quanto è stato importante per te essere testimonial di uno spot che ha avuto cosi tanto successo?

“Anche io ogni tanto dico nel mio quotidiano “Antò, fa caldo” quasi dimenticando di esserne l’interprete. Anche se non era il mio primo spot. Infatti, era già il terzo. Il primo l’ho girato da giovanissima ed è anche abbastanza ricordato ed è quello ambientato in una caserma per un noto brand di formaggi che è stato comunque un tormentone; mentre un altro per una casa farmaceutica. Sono stata contenta di essere stata scelta per quello spot perché era divertente. Anche per l’estero ho girato diversi spot. Devo dire che da attrice mi ha sempre molto divertito fare spot, al contrario di tanti altri miei colleghi attori. Anche perché mentre nei film il più delle volte non puoi dire di no, la pubblicità ti consente di scegliere e magari anche di dire di no. Nelle pubblicità ho sempre scelto io.”

Conosciuta soprattutto dai giovani per la partecipazione alla serie “Boris”. “Chi ha sparto il conte?”, “te sto a parlá di sensualità no de sarsicce!” o “a devi da”, solo per ricordare qualche puntata tra le più divertenti per tanti giovani appassionati della serie. Quanto ti ha divertito interpretare quel ruolo? 

“Il personaggio si chiama come me non a caso perché la parte, il personaggio è improntato proprio su di me. Quando mi hanno chiamata prima di scrivere, mi hanno proprio chiesto “Karin possiamo scrivere un personaggio su di te?” Quindi il personaggio è proprio per me, scritto su di me e per me e questo è valso anche per gli altri attori coinvolti, come Sermonti o Pannofino. Gli autori hanno giocato proprio sulle peculiarità dell’attore. Hanno cercato non la personalità, ma le caratteristiche proprio dell’attore. Io per esempio sono una persona molto immediata e hanno pensato di giocare su quest’aspetto facendomi dire di tutto: pertanto io sembravo sempre naturale nonostante un copione scritto. I personaggi sono proprio dedicati agli attori ed è questo il bello. Io ricordo quando ho letto i primi copioni, scritti sulla mia persona, mi son detta: “Oddio, mi vedono proprio così!” Lavorando poi mi sono comunque ritrovata nell’approccio e nella mia impostazione anche come persona, al di la del “romanaccio”!

Mettendo a confronto le due esperienze Le Tre Rose Di Eva 2 e Boris: ti sentì più poliziotta o più una rosa?

“Mi sento una regista mancata. Dopo i corti, ora sto provando a fare un lungo. É comunque dura perché sono ormai conosciuta come attrice e come regista ancora non ho credibilità. È anche un periodo di crisi perciò ancora più difficile. Oggi gli investitori tendono a preferire “il sicuro” piuttosto che andare su un debutto. E poi c’è questa convinzione in Italia che se sai fare i corti non è detto che tu possa essere in grado di fare dei lunghi perché sono due modi diversi di lavorare. Posso essere anche in parte d’accordo ma non è sempre così.”

Sicuramente la crisi, ma c’è anche da dire che manca l’Italia di una vera e propria cultura dei cortometraggi, sei d’accordo?

“Si, ma in realtà manca anche una cultura vera sui lunghi. Se tu vai a vedere i registi che hanno fatto la storia del cinema, hanno fatto numerosissimi film. Non certo si può dire che ogni film sia da considerarsi un capolavoro. Vedi Ingmar Bergman: lui ha fatto centinaia di film ma i film che possono essere definiti capolavori alla fine sono pochi. Mentre in Italia, se ti va bene il primo film, ti permettono di fare un secondo. Se poi quest’ultimo “toppa” non farai di certo un terzo. C’è poca produzione in generale. Secondo me bisogna in Italia produrre di più e abituare il pubblico a costruirsi una cultura del cinema e ad avvicinarlo ad un genere di cinema diverso, magari anche sfruttando il prezzo del biglietto rendendolo più basso, in modo che il pubblico possa andarci più spesso e vedere anche film diversi e meno di massa o da grande sala. Come avviene già in piccolo nelle grande città, dove ci sono delle sale che proiettano film più di nicchia. Quindi occorrerebbe anche dare la possibilità di scegliere di più cosa vedere al cinema. I gusti quindi si farebbero più vari e diversificati.”

Occorrebbe creare anche una cultura del cinema proprio del cinema italiano, dato che rispetto al cinema oltre oceano è sempre stato un po’ in ombra?

“Si. Ed è un peccato perché in Italia abbiamo tanti registi bravi e importanti come Sorrentino che è un talento tutto italiano ed è assurdo che a produrlo siano i francesi. Tornatore, tanto per fare un altro nome. Bisogna rivedere tanti aspetti del mondo del cinema sia nella produzione che nella fruizione. Un’altra cosa assurda è per esempio l’incentivo statale che lo Stato oggi riconosce ai cinema che fanno più incassi.”

Bulli e pupe e non è la Rai: rifaresti le stesse scelte? 

“Ma sì, l’unica cosa che non rifarei nella vita è di rinunciare alla partecipazione a un programma di Celentano. Ho fatto questo errore di rifiutare. Un errore di gioventù.”

Quali altre sorprese ha in serbo Karin Proia per il futuro?

“Voglio fare tante cose per me. Diciamo che il mio lavoro di attrice lo faccio per gli altri. Lo faccio ovvio anche per guadagnare, ma, quando fai questo mestiere, in sostanza, ti metti nelle mani degli altri. Invece mi piacerebbe fare qualcosa per me. Ho già un po’ di progetti in mente, come quello già anticipato della regia. Già questa estate ho portato in scena uno spettacolo con la mia regia. Spero sicuramente in un lungometraggio. Purtroppo è un brutto periodo per gli investitori del cinema.”

Novità su Boris? C’è una nuova stagione che “bolle in pentola”?

“Stiamo cercando gli autori a scriverci la quarta serie ma non so se riusciremo a convincerli.”

Un anticipazione sulle prossime puntate di Le Tre Rose di Eva 2 direttamente da una delle protagoniste…

“Preparatevi perché succederà di tutto nelle prossime puntate di le tre rose di Eva 2. Tanto è vero che leggendo i copioni, non bisognava distrarsi mai perché bastava saltare un paio di pagine per perdere il filo della storia. Ci si augura pertanto che anche il pubblico non perda il filo restando ben saldi e attaccati alla trama. Tutta da seguire soprattutto se piacciono gli intrighi!”

Segui le puntate e guarda i video di Le Tre Rose Di Eva 2

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