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20 ottobre 2013

I Templari. Rosacroce e il Mistero dei Templari per Giorgio Baietti

I templari erano un ordine monastico e cavalleresco nato dall’alleanza di nove cavalieri, i quali per nove anni s’impegnarono a proteggere i credenti della prima crociata guidati da Ugo di Payns, un nobile originario della regione della Champagne, che aveva organizzato la prima Milizia Christi, il cui nome esatto era Poveri Compagni d’armi di Cristo e del tempio di Re Salomone”. Intervista a Giorgio Baietti

Templari

Templari

Da tempo immemorabile, la leggenda dei Templari ha il pregio di intrigare ed incuriosire gli appassionati di misteri irrisolti e di storia alternativa. I Fiumi d’inchiostro versati per raccontare le fasi cruciali delle loro gesta, hanno alimentato a dismisura l’enigma, contribuendo alla nascita dell’idolatria Templare.

I Cavalieri Templari, probabilmente, furono soprattutto dei geni, cioè delle menti illuminate, capaci di grandi imprese ed animate da una grande fede. Tra mastodontiche opere architettoniche ed eteree missioni di pace, il ricordo delle loro gesta, per quanto remote e sbiadite esse siano, illuminerà per sempre le lande terrestri. Al di là delle incognite e delle ombre relative ad una storia irta di chiaroscuri, ciò che appare tutt’altro che sbiadito è altresì la bellezza insita nel loro messaggio. Un messaggio pingue di mistero, ma ricco di saggezza, pace e fratellanza; e foriero di grandi benefici per l’umanità.

In fin dei conti, il mistero è il vero capolavoro del Nostro Creatore. Nulla è più attraente di ciò che non potrà mai essere svelato. Il piacere che si prova nel dover immaginare il volto della verità è il più grande regalo che si potesse fare all’umanità.

La storia dell’umanità terrestre è in realtà tutt’altro che priva di misteri. Thriller archeologici, enigmi irrisolti e presunte verità occultate dal tempo, pervadono e dipingono di giallo miriadi di opere letterarie. Opere, la cui unitaria bellezza, tutto sommato seppur edulcorata da orpelli e beltà descrittive, non appare in grado di essere equiparata, in alcun modo, alla magnificenza della realtà. La meravigliosa storia dell’umanità è il più bel romanzo che sia mai stato scritto. Un capolavoro da cui i più abili e capaci scrittori hanno tratto spunto. L’uomo, infatti, desidera ciò che vede e percepisce attraverso l’ausilio dei propri sensi.  Un bravo romanziere sa quanto sia importante tenere col fiato sospeso il proprio lettore; il cui fine esistenziale più recondito è, senza ombra di dubbio, il piacere.

Nulla è più intrigante di ciò che offre all’uomo la possibilità di allontanare noia e dolore. E’ questa, dunque, la reale bellezza del mistero.

L’aurica magia della letteratura, invece, alberga nella capacità di stimolare, solleticare, lambire l’ascosa brama di conoscenza del lettore, attraverso la delicata e variopinta arte della parola. La parola, infatti, è come una vela trapezoidale, in grado cioè di generare una perfetta osmosi tra idee dello scrittore (velista-timoniere) e psiche del lettore (vento).

Giorgio Baietti

Giorgio Baietti

Al fin di ampliare le nostre conoscenze in merito all’affascinante e misteriosa storia dei Templari abbiamo intervistato il Prof. Giorgio Baietti studioso di enigmi esoterici e di storia alternativa, docente, giornalista, talentuoso scrittore ed autore di diverse opere letterarie dedicate all’argomento, tra cui “L’enigma di Rennes Le Château – I Rosacroce e il Tesoro perduto del Graal” (Edizioni Mediterranee, 2003), “Giallo Uovo” (Mondolibri – Mondadori, 2006), “Lo Specchio Inverso” (Età dell’Acquario Edizioni, 2007) e “Il Cristo delle Dodici Colline” (Verdechiaro Edizioni, 2009).

Prof. Baietti, chi erano i Templari?

“Anche sui Templari è stato detto tutto ed il contrario di tutto. In realtà, i templari erano un ordine monastico e cavalleresco nato dall’alleanza di nove cavalieri, i quali per nove anni s’impegnarono a proteggere i credenti della prima crociata guidati da Ugo di Payns, un nobile originario della regione della Champagne, che aveva organizzato la prima Milizia Christi, il cui nome esatto era Poveri Compagni d’armi di Cristo e del tempio di Re Salomone. – dice Baietti –

Templari

Templari

“Prendono il nome di templari perché erano ospitati in una zona detta delle stalle del Tempio di Re Salomone, dove appunto Re Baldovino, primo Re cristiano di Gerusalemme, li destina. Si racconta, o per lo meno piace pensare, che i templari per ingannare il tempo scavino e trovino qualcosa che li rende diversi dagli altri uomini. Perduta la Terra Santa, finita in mano ai musulmani, fecero ritorno in Europa, stabilendosi in Francia, a Parigi che divenne la loro capitale. A Parigi iniziano a diventare banchieri, costruttori di cattedrali, inventori dell’arte gotica. I templari continuarono la loro avventura. Come banchieri inventarono gli assegni e le cambiali. Ma inventarono anche degli avanzati sistemi idraulici. In poche parole si arricchirono e suscitarono l’invidia di Papa Clemente V e soprattutto del Re Filippo IV, detto il Bello, il quale li attaccò in una giornata, diventata poi nefasta, che è venerdì 13 ottobre 1307 (da cui deriva la leggenda secondo cui il venerdì 13 porti male). I templari vennero arrestai tutti, ma il tesoro sparì. Solo una piccola parte di esso fu acquisita dai Cavalieri di Malta. Tuttavia, le cronache dell’epoca narravano di diverse carrette di fieno dirette verso il porto di La Rochelle, situato sull’oceano Atlantico. Il porto di La Rochelle fu costruito dai templari in modo anomalo. I Templari edificarono delle mura di protezione alle spalle, cioè non verso l’oceano, ma verso i francesi, che evidentemente non dovevano vedere cosa accadesse all’interno del porto. Probabilmente, i templari armavano delle grandi navi dirette verso l’America, situata proprio di fronte a La Rochelle. – dichiara Baietti –

Si racconta, infatti, che i primi visitatori del nuovo continente insieme ai vichinghi siano stati i templari molti anni prima di Colombo. In diverse cappelle dedicate ai Templari ed alla Massoneria, infatti, si trovano simbologie relative al mais ed al pomodoro, alimenti provenienti dal nuovo continente”.

Potrebbe parlarci anche dei Rosacroce?

“I Rosacroce nacquero grazie a dei manifesti che iniziarono a girare per alcune strade tedesche e poi francesi a partire dal seicento. Questi manifesti narravano della Fama Fraternitatis di Christian Rosenkreutz, personaggio misterioso, che fece un percorso mistico, di conoscenza. La figura di Rosenkreutz riecheggia, in un certo senso, quella di Nicholas Flamel, il più grande alchimista del trecento, il quale si recò in Africa alla ricerca di un libro (andando per mare e tornando per terra, cioè la simbologia antica della via umida e della via secca) facendo un percorso iniziatico che gli permise di acquisire la suprema conoscenza”. – Conclude Baietti –

Per l’autore de “L’Enigma di Rennes Le Château”, dunque, i Templari erano un ordine monastico e cavalleresco nato da un patto siglato da nove valorosi cavalieri, i quali, ad un certo punto della loro storia, sarebbero entrati in possesso di una sublime conoscenza, che li avrebbe resi diversi dagli altri uomini. Grazie al potere della sapienza, i Poveri Compagni d’Armi di Cristo e del Tempio di Salomone, recatisi in Europa, si stabilirono a Parigi, divenendo in poco tempo dei veri e propri paladini del progresso dell’umanità. Secondo Baietti, infatti, i Templari avrebbero compiuto numerose opere: dalla costruzione delle Cattedrali ed alla diffusione dell’arte gotica, passando per l’invenzione di assegni e cambiali.

Antonio Migliorino

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