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16 novembre 2013

Paolo Barnard: crisi economica e sistema monetario

Paolo Barnard
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“Il sistema monetario dell’euro ci impone una moneta che non possiamo emettere e ci costringe a prenderla in prestito dai mercati di capitali privati (banche) con interessi decisi da loro, e che ci strangolano. “ – Paolo Barnard –

“Questo costringe il governo al pareggio di bilancio, dove ci dà 100 e ci tassa 100 per restituire gli euro a quei mercati, ma ciò lascia agli italiani 0 in termini di spesa pubblica, e questo ha causato la crisi a spirale di cui soffriamo oggi. Di fatto lo Stato non dà più nulla agli italiani per vivere, produrre e risparmiare”.

Intervista esclusiva al giornalista Paolo Barnard su crisi economica e sistema monetario oggi.

Crisi economica per Paolo Barnard e fine della recessione? Secondo l’Eurostat, il Pil dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4% nel periodo aprile-giugno 2013. Gli analisti sostengono che l’Europa sia sulla buona strada e che la crisi sia ormai alle spalle. Tuttavia, la lieve ripresa economica non deve illudere. Elevati tassi di disoccupazione tendono ancora a lacerare ed irretire molte lande del Vecchio Continente. Molti Paesi appaiono caratterizzati da stabilità, economica, sociale ed istituzionale del tutto precarie. Si pensi alla crisi economica e sociale della Grecia ed all’Italia. Nel secondo trimestre analizzato dall’Eurostat, ad esempio, il prodotto interno lordo del Bel Paese non ha mostrato notevoli segnali di miglioramento (-0,2%). Per Giorgio SquinziPresidente di Confindustria, la luce della ripresa per uscire dalla crisi economica è ancora lontana, anche se, verso fine anno, potrebbe ricominciare la risalita. Una risalita che, comunque sia, sarà sobillata da favorevoli congiunture internazionali. L’Italia, dunque, potrà fruire della luce, uscire dalla crisi economica e riprendere il suo sublime cammino, soltanto grazie ai raggi proiettati dal resto del Mondo Occidentale. Non brillerà di luce propria, ma almeno sarà epurata dai mali che l’attanagliano.

Al di là dei momentanei segnali di ripresa, diverse correnti di pensiero continuano imperterrite a sostenere che l’economia europea sia controllata dalle banche, e in particolare dal colosso bancario statunitense Goldman Sachs. I sostenitori della teoria del complotto globale ritengono che i governi europei, in realtà, siano obnubilati da una nefasta inversione di tendenza. Una tendenza simboleggiata dal declino della sovranità statuale.

Al fin di comprendere alcuni aspetti nevralgici della crisi economica e del sistema monetario abbiamo contattato il Dott. Paolo Barnard, noto giornalista e scrittore italiano.

Paolo Barnard, Lei è uno dei più bravi e coraggiosi giornalisti italiani. Un uomo tutto d’un pezzo, dotato di grande dignità d’animo. Un uomo colto. Ha lavorato per diverse testate nazionali, fra quotidiani e periodici, e per agenzie di stampa. E’ stato uno dei creatori della trasmissione Report (Rai). Le sue inchieste hanno fatto il giro del mondo.  Ha vissuto in Gran Bretagna e negli Usa.  E’ un esperto di politica estera. Ha scritto diversi saggi sul terrorismo internazionale. E’ una persona generosa, leale, sincera, seguace di una nuova forma di resistenza. Un uomo con un fortissimo senso di giustizia che crede fermamente nella parità di tutti. Dott. Barnard, cos’è la Sovranità Monetaria?

“E’ la situazione in cui uno Stato è possessore della propria moneta (USA col dollaro, l’Italia della lira), e la crea dal nulla con le operazioni di spesa del Ministero del Tesoro in collaborazione con la Banca Centrale. Quindi è sovrano sulla propria moneta. Il vantaggio è che uno Stato così ha tutti gli strumenti per difendersi dai mercati e non può mai fallire, perché non potrà mai esaurire la propria moneta. Al contrario oggi l’Italia non è più sovrana, perché usa una moneta non sua che è emessa dalla BCE, cioè l’euro”.

E’ vero che in futuro la vedremo al fianco di Grillo e Casaleggio? Che ne pensa del Movimento 5 Stelle?  

“Ho fatto un’apertura al M5S, ma senza risultato nonostante le nostre proposte siano le più votate dai grillini. Purtroppo non c’è democrazia nel M5S, è un partito azienda controllato interamente da Casaleggio che nessuno ha eletto, e i cui interessi sono la lobbistica industriale e la comunicazione di massa per controllare le masse. Nessun altro conta nulla nel M5S, neppure gli eletti, neppure Grillo. Questa è una situazione molto grave”. – dice Paolo Barnard –

Il Novecento è stato un secolo ambiguo. Un’epoca  buia, simboleggiata dai campi di battaglia e dai crimini contro l’umanità, ma, al contempo, artisticamente florida.  La prima metà del XX secolo italiano ebbe inizio con l’uccisione di Umberto I a Monza. Il Bel Paese era totalmente rurale. I due conflitti bellici ne rallentarono lo sviluppo. La fine del Fascismo e l’uccisione del Duce, avvenuta alle 16,10 del 28 aprile 1945, simboleggiarono il trionfo della resistenza partigiana e del Comitato di Liberazione Nazionale. Ovviamente gli Alleati offrirono un generoso contributo, restituendo la dignità perduta al popolo italiano. In breve tempo, gli americani divennero degli eroi; sfamarono i bisognosi (che all’epoca erano tanti), li aiutarono a rialzarsi, a ripulirsi dalle ceneri della guerra. Dalla nascita della Repubblica, avvenuta il 2 Giugno 1946, in poi, l’Italia fu edulcorata da un costante e necessario ritmo evolutivo.

La popolazione iniziò a progredire. Le industrie tornarono a produrre. Insomma, tra alti e bassi, lo stivale d’Europa seppe rialzarsi. La democrazia, lo sviluppo economico ed il benessere erano gli obiettivi da perseguire. Obiettivi che, al di là degli anni di piombo e di fango, sono stati realizzati. Certo, adesso c’è la crisi.  Una crisi che si è rivelata peggiore del previsto. Ma l’uomo moderno, fortunatamente, gode di ampi diritti. Dott. Barnard, citando un suo saggio,

Le chiedo: Qual è “il più grande crimine”? Che cosa accadrà in futuro? Che cosa ne pensa della crisi economica oggi?

“Nella realtà le elite Neoclassiche europee hanno costruito una struttura economica, che ci domina, dove milioni di cittadini vengono tenuti in condizioni di sussistenza precaria, o di disoccupazione, solo per arricchire quelle elite. Questo sta accadendo da almeno 35 anni, ed è quello che io chiamo il più grande crimine dalla fine della guerra, perché tutta quella precarietà e disfacimento sociale erano del tutto evitabili. Nel futuro queste elite, che controllano la UE, potranno solo peggiorare la situazione e impoverire altri milioni di cittadini, come sta avvenendo con le Austerità da loro ideate”. – dichiara Paolo Barnard –

Potrebbe renderci edotti in merito al programma Mosler Economics MMT (Me-MMT)?

“Impossibile farlo qui, troppo lungo, si legga il programma qui Paolo Barnard Ma in breve, la ME-MMT vuole ottenere la piena occupazione, piena produzione e pieni servizi sociali usando gli strumenti monetari dello Stato se torna sovrano”.

L’opera “In Alto il Deficit”, invece, ha il pregio di rendere edotto il lettore su crisi economica e collegato e complesso mondo del denaro. Perché, secondo Lei, il sistema monetario ci starebbe distruggendo?

“Perché il sistema monetario dell’euro ci impone una moneta che non possiamo emettere e ci costringe a prenderla in prestito dai mercati di capitali privati (banche) con interessi decisi da loro, e che ci strangolano. Questo costringe il governo al pareggio di bilancio, dove ci dà 100 e ci tassa 100 per restituire gli euro a quei mercati, ma ciò lascia agli italiani 0 in termini di spesa pubblica, e questo ha causato la crisi a spirale di cui soffriamo oggi. Di fatto lo Stato non dà più nulla agli italiani per vivere, produrre e risparmiare”. – continua Paolo Barnard –

L’uomo di 2000 anni fa non se la passava meglio di noi. E nemmeno l’uomo di mille anni fa. La vita valeva poco. Si uccideva per nulla. Oggi, invece, le cose vanno un tantino meglio. La democrazia, la libertà, l’eguaglianza, il benessere, la possibilità di vivere fino ad 80anni, di avere una famiglia e via di seguito, sono delle conquiste fondamentali. Nell’Opera “Per un Mondo Migliore” sostiene che da qualche tempo sia in atto “un’inimmaginabile sovversione di tendenza Politico-Sociale”.

Secondo Lei, l’epoca attuale è davvero irretita da un leitmotiv regressivo?

“Assolutamente sì. Lei deve pensare che anche se è vero che le condizioni umane sono molto migliorate, i mezzi a nostra disposizione per risolvere le sofferenze dei popoli sono centuplicati. Avremmo tutti i mezzi per terminare la povertà, le guerre, le indigenze, le ingiustizie in tutto il globo, eppure ne usiamo solo una frazione perché forze regressive si oppongono al loro giusto uso solo perché perderebbero grandi fette di dominio e di ricchezza. E’ assolutamente osceno che oggi con mezzi enormi rispetto al passato ci sia ancora così tanta sofferenza e ingiustizia”.

Nel 2006, ha scritto “Perché ci Odiano”, un saggio che al pregio di descrivere l’essenza del terrorismo internazionale. Secondo Lei, cosa accadrà in Siria?

“Nulla di buono. Quella che era nata come una rivoluzione del popolo contro il dittatore Assad è stata dirottata dei gruppi di Al-Qaida e da bande di criminali comuni, che ci portano a dire che non sappiamo più quale sia il male peggiore. Poi ora le potenze occidentali si sono rassegnate al solo controllo di Assad a distanza, e non incoraggiano più la democratizzazione della Siria, se non a parole”. – conclude Paolo Barnard –

La crisi economica come opportunità di crescita. Dal 2008, anno d’inizio della crisi economica, le accuse rivolte al sistema monetario internazionale sono aumentate a dismisura. In molti hanno iniziato ad interrogarsi sulle sorti del proprio Paese ed a puntare il dito contro le elite. Sono pochi, invece, coloro i quali hanno compreso il reale senso della crisi economica. Una crisi che, nata come opportunità di crescita, sviluppo globale, progresso ed unità, tra qualche anno mostrerà i suoi luminosi e proficui benefici per l’umanità. In fin dei conti ciò che tende ad “unire” non può essere interpretato come un segno nefasto, spregevole e deprecabile. L’unità globale, l’assenza dei conflitti e la creazione di un Mondo pacifico, sono finalità tutt’altro che reprensibili.

Antonio Migliorino  

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