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25 novembre 2013

Giornata della violenza contro le donne e femminicidio: Lory Del Santo

Lory Del Santo sulla giornata della violenza contro le donne
Lory Del Santo sulla giornata della violenza contro le donne

Lory Del Santo sulla giornata della violenza contro le donne

Ecco perché il 25 novembre di ogni anno è importante aver una giornata della violenza contro le donne e femminicidio per Lory Del Santo.

“Il femminicidio è causato dagli stralci dell’uomo che comanda e considera la donna un oggetto di sua proprietà. L’uomo violento che usa il potere, rozzo e primitivo, per imporre la sua supremazia”. – dice Lory Del Santo. –

Stop alla violenza contro le donne e al femminicidio nel mondo: le donne alzano la testa e protestano con coraggio ed orgoglio.

Mercoledì 25 novembre: l’Italia si tinge di rosso e scende in piazza in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

La violenza contro le donne trae origine da una cultura maschilista e retrograda basata sull’errato culto della supremazia fisica ed intellettuale dell’uomo.

Un culto ancestrale, superbo ed ingiusto che tende ad essere simboleggiato da un vero e proprio delirio d’onnipotenza: la presunta superiorità maschile.

Fin dalle prime luci dell’alba, l’uomo ha utilizzato la forza quale grimaldello necessario ad aprire le porte della propria evoluzione esistenziale, costringendo la donna ad assurgere al rango di mera comparsa, di oggetto del suo sconfinato potere.

Giornata della violenza contro le donne e femminicidio: un fenomeno in aumento e taciuto

La violenza contro le donne, dunque, è un crimine, un problema culturale dalle origini tutt’altro che recenti.

Tuttavia, da circa un centinaio d’anni, grazie alle proficue battaglie caldeggiate dai movimenti per l’emancipazione femminile, la donna ha avuto il pregio di riacquisire un ruolo a dir poco centrale nei diversi ambiti della vita.

Secondo diverse statistiche, negli ultimi anni, gli episodi di violenza contro le donne sarebbero aumentati proprio a causa della nuova dimensione evolutiva del genere femminile. Una dimensione corredata di diritti, conquiste sociali e libertà esistenziali ritenute non del tutto tollerabili dagli esponenti della “cultura” maschilista.

Al fin di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla violenza contro le donne ed alla piaga sociale rappresentata dal femminicidio, abbiamo sentito la Show Girl Lory Del Santo.

Il punti di Lory Del Santo sulla giornata della violenza contro le donne

Lory, qual è la sua opinione in merito alla giornata della violenza contro le donne e femminicidio? Quali sono i traguardi finora raggiunti dall’universo femminile?

“Penso che i diritti delle donne siano in gran parte stati raggiunti nelle civiltà avanzate. Ma penso ci sia molto da fare in tanti altri Paesi; vedi l’Arabia Saudita, dove le donne non possono neanche guidare. – dice l’attrice –

“C’è ancora tanto da fare, ma ormai il sistema è irreversibile. Il femminicidio è causato dagli stralci dell’uomo violento che comanda e considera la donna un oggetto di sua proprietà. L’uomo violento che usa il potere, rozzo e primitivo, per imporre la sua supremazia. Anche questo deve finire. La donna di oggi è autosufficiente. Non deve più essere vittima di uomini che la devono mantenere e quindi sfruttare”.

Il riscatto del mondo femminile: in piazza per dire no alla violenza contro le donne.

Lo sciopero ha quale obiettivo nevralgico la denuncia del dramma rappresentato dalla violenza contro le donne. Un dramma che ha ormai raggiunto un acme a dir poco reprensibile.

Le statistiche, infatti, sono tutt’altro che rassicuranti: in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni. Ma ai femminicidi, purtroppo, si aggiungono i numerosi episodi di violenza che, pur non sfociando in omicidio, tendono a provocare danni psicofisici del tutto irreparabili.

Lo sciopero del 25 novembre è una conseguenza logicamente prevedibile della necessità di porre fine all’abnorme escalation di violenza contro le donne. Si tratta di una nuova idea di mobilitazione anti-discriminazioni sociali. Un’idea quella del 25 novembre, edulcorata da drappi e striscioni tinteggiati di rosso vermiglio, la cui radice teleologica alberga nella ribellione ad ogni forma di violenza.

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