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16 novembre 2013

Sciopero Generale: Studenti Cgil, Cisl e Uil in sciopero 15 e 16 novembre

Gli studenti di tutta Italia, 15 e 16 novembre 2013 in sciopero, per le strade e nelle piazze insieme ai sindacati (Cgil, Cisl e Uil), per manifestare il loro dissenso verso la “legge di stabilità” che prevede anche ingenti tagli all’istruzione.

Notizie storiche sullo sciopero del 15 e 16 Novembre. Lo sciopero indetto il 15 novembre non è stato organizzato a caso è in prossimità della settantaduesima giornata internazionale degli studenti. Nel novembre 1939 a Praga lo studente Jun Optal venne ucciso durante una manifestazione degli studenti di medicina, dalle autorità naziste.

Il 15 novembre il corteo funebre si tramutò in una manifestazione anti-nazista e questo provocò coercitivi provvedimenti, infatti 1200 studenti furono arrestati e deportati nei campi di concentramento e il 17 novembre, nove tra studenti e professori vennero, giustiziati senza processo.

Ma come è stato organizzato lo sciopero degli studenti in Italia? A Torino gli studenti delle superiori aprono il corteo della manifestazione con uno striscione battagliero: “Verremo alle vostre porte e grideremo ancora più forte”(De Andrè). Stesso atteggiamento battagliero a Parma dove il collettivo studentesco dichiara: “I continui tagli ai fondi della Scuola Pubblica, la sua graduale privatizzazione, i costi sempre maggiori dei libri, delle tasse d’iscrizione e dei trasporti pubblici che gravano sulle tasche di studenti e lavoratori, sono sintomo di una democrazia malata e di uno stato di diritto solo di facciata(…) Rivendicheremo così il diritto e la centralità che dalle stanze del potere ci stanno togliendo, sminuendo l’importanza dell’istruzione come punto di partenza per creare il nostro futuro”.

Le richieste dello sciopero studenti del 15 novembre. La Lista Gulliver (Sinistra Universitaria) è scesa in piazza in sciopero chiarendo le richieste: “siamo il terzo paese in Europa con le tasse più care e i corsi universitari a numero chiuso superano ormai il 50% del totale, un intollerabile limitazione del diritto all’ accesso. E’ venuto il momento di invertire la marcia: il Ministro deve aprire un confronto con gli studenti per ridiscutere e superare questo sistema totalmente iniquo.”

In Puglia gli studenti e le studentesse in sciopero hanno bloccato per più di mezz’ora, in orario di punta, la rotonda di accesso alla città, che rappresenta uno dei punti nevralgici di Lecce.

Gli studenti sostanzialmente chiedono durante questo sciopero, con ragione, maggiori investimenti sull’istruzione, mentre negli ultimi anni scuola e università hanno subito solo tagli. L’evidente sordità del governo a questi appelli non placa gli animi, la richiesta continua ad arrivare oggi, da Roma a Milano ci sono state mobilitazioni in molte città tra cui Venezia, Bologna, Genova, Napoli, Lecce, Palermo. A Bologna il malcontento, non solo degli studenti, ha portato anche a qualche rappresaglia. Gli studenti non si sentono rappresentati dal Governo, in effetti oggi sono pochi quelli che possono dire di sentirsi rappresentati.

Ma ancora qualcuno, nella classe politica internazionale, parla ragionevolmente di questi temi: ”spendere più soldi adesso per le famiglie e le scuole ci consentirà in futuro di buttare via meno soldi per riparare le famiglie e le scuole.” Allora forza e coraggio!

Guarda l’intervento di Massimo Gramellini intitolato Quello che (non) ho.

I ragazzi con lo sciopero guardano con speranza il loro futuro anche e soprattutto per il significativo e attuale esempio della riforma scolastica in Polonia.

  • Guarda l’esempio positivo della riforma scolastica in Polonia:

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