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11 novembre 2013

Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici

Sigaretta Elettronica
Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici

Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici

Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici: ecco perché e da quando scatta il divieto.

Dopo le tante polemiche sui limiti e le concessioni da riconoscere ai “nuovi” fumatori, oggi la sigaretta elettronica conquista, insieme ai suoi utilizzatori, un risultato importante.

Dopo la prima fase “libertina” in cui la sigaretta elettronica veniva utilizzata in ogni dove e la fase successiva, di “contenimento”, in cui sembrava si volesse limitarne l’uso anche alle mura domestiche, oggi si decreta una “fase intermedia”.

È di oggi, infatti, la notizia che la sigaretta elettronica può “svapare” anche nei luoghi pubblici. Una grande notizia per i tanti utilizzatori di e-cig che con fiducia avevano adottato il nuovo prodotto per tentare l’abbandono della bionda più dannosa per la salute. Svapare vapore acqueo come palliativo alla sigaretta propriamente detta, quindi, oggi si può. In ogni dove si può fumare la sigaretta elettronica? Sì, ma con le dovute precauzione e un occhio di riguardo ad alcuni luoghi.

Decreto sigaretta elettronica. Il nuovo decreto istruzione, oltre a sancire importanti novità nel mondo della scuola, stabilisce nuove concessioni anche alla sigaretta elettronica.

Secondo la stampa parlamentare Public Policy, infatti, pare sia ormai un dato di fatto, l’annullamento del divieto di fumare la sigaretta elettronica nei luoghi pubblici (contrariamente a quanto sancito nel decreto Iva-Lavoro dello scorso giugno).

Stralciato, infatti, l’ultimo “pezzo” di storia del divieto, ovvero il comma10-bis dell’articolo 51 della legge Sirchia (introdotto appunto con il dl Iva-Lavoro), con il quale erano state applicate alle sigarette elettroniche delle limitazioni circa l’uso dell’e-cig in alcuni luoghi pubblici.

Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici: dove si può fumare l’e-cig

Oggi, nonostante alcune concessioni, permangono ancora delle limitazioni circa i luoghi dove è possibile usare la sigaretta elettronica.

Oggi sarà, dunque, possibile fumare la sigaretta elettronica negli uffici, ristoranti, cinema, mezzi pubblici e bar. Permane, invece, il divieto nelle scuole o luoghi adibiti all’istruzione.

A tal riguardo, e a “giustifica” del nuovo modus operandi dei fumatori di e-cig, il presidente della Commissione Cultura della Camera Galan, che così si esprime.

“Ho recepito l’appello proveniente da una nuova filiera produttiva, per altro in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti di utilizzo e pubblicità a causa di un intervento normativo improvviso e forse poco approfondito.” 

“L’emendamento al Decreto Istruzione voleva correggere una situazione venutasi a creare con il decreto di luglio che era eccessivamente restrittivo e per esempio proibiva, di fatto, la pubblicità persino sulle vetrine dei negozi che vendono le sigarette elettroniche”.

“Le norme erano più restrittive di quelle per il tabacco e il testo, che è stato riformulato tre volte, originariamente chiedeva semplicemente l’equiparazione delle sigarette elettroniche con quelle tradizionali”.

La parola di Sirchia. “Sono favorevole alla sigaretta elettronica – continua l’ex ministro della Sanità – quando viene usata come presidio per smettere di fumare. Certo è meno dannosa della nicotina combusta della sigaretta tradizionale. Però non si può costringere chi ti sta accanto a respirare vapori che possono essere anche di nicotina. Certo adesso è diventato legge, ma speriamo il divieto che si possa recuperare” .

L’opinione di Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell’unità di tabaccologia dell’università Sapienza di Roma sul divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici.

“La ratio del divieto continua a persistere, per cui ci mobiliteremo per protestare contro questo provvedimento. “E’ stata abrogata una norma di civiltà a beneficio dei cittadini. Avrei capito se la questione fosse limitata alle sigarette elettroniche. Così, però, si obbliga la gente a respirare nicotina che anche se è 20 volte inferiore a quella della sigaretta tradizionale, contiene comunque quantità di PM10 e PM2,5, come abbiamo potuto accertare anche con i nostri studi, condotti insieme con Federasma e l’associazione Pazienti BPCO”.

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