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10 Marzo 2020

La sigaretta elettronica tra passato e presente: come è cambiata

La sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica

Ecco come è cambiata la sigaretta elettronica nel corso degli anni: tra opinioni di chi ritiene faccia male e chi no.

Da quando hanno iniziato a diffondersi, all’inizio degli anni 2000, la tecnologia e la varietà di sigarette elettroniche sono assai mutate. L’industria si è da una parte concentrata sul miglioramento delle componenti dell’e-cigarette, anche al fine di assicurare sempre maggiore sicurezza nell’utilizzo. Dall’altra ha elaborato formati ed aromi dei più svariati per personalizzare lo svapo attraverso il liquido per sigaretta elettronica.

Di fronte a un panorama di possibilità così vasto l’opinione di un esperto è sempre molto apprezzata. Molti esperti forniscono spesso delle linee guida, dando indicazioni sulle differenze, le caratteristiche.

Questo è, infatti, un ottimo punto di partenza per chi sceglie lo svapo al posto del tradizionale modo di fumare.

Esistono liquidi con e senza nicotina, nonché piccoli flaconi di nicotina con concentrazione variabile. Qualcuno si potrebbe chiedere come mai esiste una simile divisione, quindi di seguito proviamo a spiegarlo.

Dove nasce la sigaretta elettronica: storia del metodo per riuscire a smettere di fumare

Facciamo un’altra volta un passo indietro. La sigaretta elettronica nasce a Hong Kong dall’esperto di medicina tradizionale cinese Hon Lik. Che stava cercando un metodo per riuscire a smettere di fumare e per riuscire anche a far smettere gli altri. La sua forte dipendenza, che si era aggravata negli anni, non gli permetteva di interrompere questo vizio con risultati positivi.

Nel 2003 brevettò la prima sigaretta elettronica, che si diffuse a macchia d’olio dapprima in Cina e poi, come sappiamo, nel resto del mondo.

Visto che il fine ultimo di questa invenzione era quello di smettere di fumare, l’invenzione doveva perfettamente simulare una sigaretta tradizionale, ma senza nuocere allo stesso modo. Per questo, il liquido ancora oggi viene solo riscaldato, senza che ci sia combustione delle sostanze. La nicotina, non portata a combustione, è molto meno dannosa. Non lasciando sedimentare tutta una serie di scorie che si vanno a depositare nei polmoni.

Inoltre la nicotina è conosciuta per creare dipendenza fisica in coloro che la assumono. Un’interruzione repentina porta con maggiore facilità a una ricaduta. Per cui è sempre consigliabile una diminuzione graduale dell’assunzione della sostanza per non sentire troppo il craving.

Per questo motivo, ancora esistono dei liquidi con la nicotina. Quindi per portare a termine il disegno di Hon Lik, si è pensato a delle ricariche che avessero diverse concentrazioni di nicotina. In maniera tale da poter diminuire passo passo il dosaggio fino ad arrivare a liquidi privi di tale sostanza.

I formati di e-cigarette e di e-liquid: quali e quanti sono

Nell’ottica spiegata sopra, quella di permettere di evitare i danni legati al fumo, sono stati poi elaborate diverse strategie affinché la sigaretta elettronica fosse effettivamente un’alternativa valida alla sigaretta tradizionale.

Se dapprima la ricarica era composta da un unico flacone piccolo, con o senza nicotina e con un determinato aroma, nel tempo questa soluzione sembra troppo rigida e rischiava di allontanare il pubblico dall’e-cigarette.

Sono stati allora proposti sul nuovi formati di e-liquid, in modo da andare incontro alle esigenze degli ormai fedeli svapatori. Un primo passo: dividere il liquido di base, completamente neutro, con o senza nicotina, dagli aromi. Il vaper non doveva più limitarsi a scegliere tra gli aromi preconfezionati dei liquidi, ma gli veniva data la possibilità di scegliere la concentrazione dell’aroma nel suo liquido o sperimentare combinazioni di gusti. Il successo ottenuto con questa pratica venne esportato anche al dosaggio di nicotina. I flaconi di sola nicotina, in diverse concentrazioni, potevano essere diluiti a piacimento nel liquido di base, per una personalizzazione anche della dose di nicotina preferita.

Rimaneva solo la questione della dimensioni del flacone. Avendo a disposizione solo liquidi da 10 ml era molto complicato gestire la concentrazione delle sostanze del liquido per e-cigarette. Sono state allora introdotte delle ricariche di dimensioni maggiori, 60ml, che fossero riempite non completamente, ma per circa 40-50 ml. Il resto era per la fantasia del vaper, che poteva aggiungere aromi e nicotina secondo i suoi gusti, con una maggiore possibilità di controllare le varie componenti.

La sigaretta elettronica, un mondo in divenire e di continui cambiamenti

Nata per la necessità di un singolo, la sigaretta elettronica è arrivata in tutto il globo. Ponendosi davvero come una valida alternativa alla sigaretta tradizionale. Tanto che in UK costituisce uno dei punti del programma antifumo dell’NHS, National Health Service. Sono molti gli studi che dimostrano che l‘e-cigarette non fa male.

Il segreto sta nel mutare forma e dimensioni in maniera tale da andare incontro alle variegate esigenze di un pubblico che continuava a crescere.

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