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28 giugno 2013

Tassa sulla sigaretta elettronica nelle nuove disposizioni del governo

Divieto sigaretta elettronica nei luoghi pubblici
Tassa sulla sigaretta elettronica

Tassa sulla sigaretta elettronica

Arrivano la nuova norma e tassa sulla sigaretta elettronica.

La sigaretta elettronicha è ufficialmente bandita dalle scuole e per i minorenni. Ha deciderlo è il governo nella persona del ministro della salute Beatrice Lorenzin, che ha firmato l’ordinanza di divieto di sigaretta elettronica negli istituti scolastici e per i minori di 18 anni.

La decisione arriva dopo che il governo ha decretato l’innalzamento delle accise sulla sigaretta elettronica, che andrebbero a coprire una parte delle risorse necessarie per il blocco all’aumento dell’Iva.

Pertanto anche per la sigaretta elettronica arriva una tassa. La tassa decisa dal governo è relativa ai liquidi contenenti nicotina e tutte le parti di ricambio ad essa collegate.

La decisione sulla tassa sulla sigaretta elettronica è stata presa in concomitanza con le forti polemiche nate dall’aumento dell’Iva, un aumento previsto dal primo ottobre 2013  e poi rinviato ulteriormente al primo gennaio 2014.

La scelta da parte del governo slittata non sarà indolore, infatti, dalle casse dello stato dovrà uscire quasi un miliardo di euro:

  • 864 milioni per il 2013
  • 117 per il 2014
  • 112 per il 2015
  • 51 milioni per il 2016 e
  • un milione di euro dal 2017

I provvedimenti presi dal governo e la nuova tassa sulla sigaretta elettronica

Il primo relativo alla tassa sulla sigaretta elettronica e sui suoi prodotti derivanti, come chiarisce il Ministro del Tesoro in una bozza: “I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5% del prezzo di vendita al pubblico“. Ci saranno tempi duri per i consumatori di sigaretta elettronica, per coloro quindi che erano riusciti a trovare un’alternativa alla classica sigaretta.

La tassa sulle sigarette elettroniche colpisce un mercato in continua crescita e “costringerebbe” gli italiani ad esporsi a più rischi sulla salute, in quanto andrebbero a cercare la loro richiesta dai rivenditori intaliani più accessibili ed ed economici ai siti internet, dove risultano che gli aromi in vendita sono molto più nocivi per la salute. Massimiliano Mancini, presidente dell’associazione dei produttori di e-cig (Anafe), lancia il suo appello dopo la notizia che il governo ha deciso di rinviare l’aumento dell’Iva con una nuova tassa sulla sigaretta elettronica.

I motivi della tassa sulla sigaretta elettronica secondo Massimiliano Mancini

Mancini spiega la scelta di tale provvedimento: “Si tratta di una tassa molto alta, del 50 o 60% che colpisce gli operatori e favorirebbe l’acquisto di prodotti esportati, la cui provenienza non è certa e le cui sostanze non sono così sicure per la nostra salute. Siamo di fronte alla solita situazione italiana, si cerca di intervenire su mercati in crescita. La conseguenza è solo una stroncare tali prodotti, si dovrebbe invece intervenire sugli sprechi”. La tassa sulla sigaretta elettronica metterebbe l’Italia fuori mercato: ”La sigaretta elettronica costerebbe di più, questo significa che molti rivenditori saranno costretti a chiudere e quindi di nuovi posti di lavoro mancanti. I clienti ovviamente andranno alla ricerca di costi più competitivi e quindi saranno costretti a rivolgersi all’estero, a prodotti meno sicuri. Si rischia di soffocare un mercato in crescita che tra l’altro porta molti clienti a smettere di fumare con le classiche sigarette”.

Provvedimento imposta sugli acconti Irpef, Ires e Irap

  • per l’Irpef i contribuenti dovranno versare il 100% e non più il 96% delle tasse dovute
  • per l’Irap i contribuenti dovranno versare un acconto pari al 110%, per il periodo di imposta in corso dal 31 dicembre 2013 a quello successivo
  • previsto un aumento anche per l’Ires dall’attuale 100% al 101%, aumenterà quindi l’imposta sul reddito delle società

I provvedimenti sono stati ipotizzati dal governo Letta, dove la maggioranza ha mostrato un certo imbarazzo. Il presidente dei deputati Pdl, Brunetta, è contrario soprattutto all’aumento dell’acconto Irpef, che andrà a pesare soprattutto sui lavoratori indipendenti.

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