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15 dicembre 2013

Nino Taranto al Tirso da Molina: Nino Taranto in “Maestro prenda nota”

Tirso da Molina di Roma

Nino Taranto e il racconto del successo di “Maestro… Prenda nota!” al teatro Tirso da Molina di Roma

Nino Taranto al Tirso da Molina

Nino Taranto al Tirso da Molina

Un teatro Tirso da Molina gremito da giorni. Non da meno, si prevede per i prossimi giorni e fino al 15 dicembre in quel di Roma. Un pubblico, che ama e sta amando di serata in serata, lo spettacolo dello “spaccato” che Nino Taranto ha portato in scena con tutta la sua semplicità e la sua inimitabile comicità frizzante, e mai banale.

Un gioco di contrapposizioni, un’analisi umoristica delle diversità e il loro ritrovarsi in punti di unione inediti. Ma anche i dialetti, storico filo conduttore degli spettacoli di Nino Taranto, e tante ed esilaranti novità tutte da vedere. Nino Taranto, così racconta il successo di “Maestro… prenda nota!”

Nino Taranto al Teatro Tirso Da Molina con “Maestro…prenda nota!” Fino al 15 dicembre. Raccontaci, di cosa si tratta?

“È uno spaccato della nostra vita. Io prendo tutte le “differenze” che esistono, ne prendo nota e le porto su un palcoscenico per dimostrare che poi non sono poi proprio tali. Nelle differenze c’è sempre un punto di congiunzione. Quindi parlando dell’alto e del basso, del bianco e del nero, l’uomo e la donna con tutte le peculiarità del caso per dimostrare che in realtà tutte le differenze tra sessi in realtà hanno dei punti di congiunzione che dovrebbero portare ad avvicinarsi e non allontanarsi come spesso succede. Ma è anche un parlare dei dialetti italiani. Ce ne sono tantissimi. Per questo potremmo anche essere differenti. Ma in realtà esiste una chiave di lettura per tutti che é la “sonorità” che rende tutto uniforme. Per esempio un pianoforte é in grado di suonare tutti i dialetti del mondo. Perché il suono è unico”

Perché esserci? Come inviterebbe Nino Taranto al Teatro Tirso?

“Venite a vedere “come siamo fatti” perché io ho cercato di tirar fuori uno spaccato di tutti noi. Della nostra vita, del nostro momento, della nostra società. Sdrammatizzando ovviamente per non renderle drammatiche e quindi per come sono. Col sorriso si riesce a capire che anche l’altro, chi ci é vicino, può darci tanto e sicurezze, serenità, gioia, amore. Sempre sdrammatizzandoci e non scontrandoci. Attraverso i vizi e le virtù di ognuno di noi”

Negli spettacoli di cabaret di Nino Taranto la classica comicità cinica ma anche problematiche sociali e familiari come relazione uomo donna o genitori e figli. Cosa pensa Nino Taranto oggi circa i desideri di entertainment delle persone? Cosa la gente vuole sentire, o meglio di cosa ha voglia di ridere, dato il difficile momento che l’Italia sta attraversando?

“La risposta per me è già nella domanda. La gente ha solo voglia di ridere al di là di quanto o quale storia tu voglia raccontare attraverso una satira magari piccante. Un giorno ho incontrato un campione, un maestro di clownery che aveva ben ottant’anni. Gli chiesi quale fosse il segreto del suo successo e quale fosse il quid che facesse ridere la gente. Lui mi rispose, ed è un qualcosa che mi colpì e di cui ho fatto tesoro: la semplicità. Solo con la semplicità si può arrivare al cuore della gente. Il sorriso si scaturisce con le cose semplici e non con le complessità. Anche quando si deve strutturare un copione non servono articolazioni, ma solo semplicità.”

Qual è il prossimo appuntamento dopo il teatro con Nino Taranto?

“Un programma su Rai 1, uno spettacolo che sto scrivendo che si chiama “Malasanità” e che sarà in scena l’anno prossimo. Ho sempre voglia di fare e costruire. La ricerca é sempre in attiva. Soprattutto di questi tempi.”

“Maestro… Prenda nota!” approderà anche in altri teatri?

“La proposta di export c’è. L’idea di portare lo spettacolo fuori da Roma e fuori dal Tirso c’è. Vedremo…”

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