Maurizio Casagrande: dal teatro al cinema, ecco chi è Casagrande

Redazione Controcampus 16 Dicembre 2013

Ecco chi è Maurizio Casagrande in un'esclusiva intervista ripercorre la sua grande carriera e racconta i suoi ultimi successi teatrali.

Un vero matador del teatro italiano. La spalla larga e forte del grande compagno di avventure Vincenzo Salemme. Un attore, che tra cinema e televisione, non ha mai lasciato dubbi sulla sua bravura e soprattutto professionalità. Una persona genuina nei suoi, come lui stesso dice, suonati cinquant’anni e che, nonostante il grandissimo successo, non si è mai montato la testa.

Che vuole ancora sperimentare, creare, ricercare nuove esperienze e stupire con nuove ed esilaranti avventure il suo pubblico.

Quello stesso pubblico, che lui stesso ammette di essere in cerca di cose vere. Che siano fatte a regola d’arte e che si confondano con i sogni, le speranze e le verità ricercate.

E Maurizio Casagrande è pronto a raccontare il perché del suo essere sul palco da anni e perché, dall’altra parte, in platea, il suo pubblico é sempre pronto ad applaudirlo fragorosamente ad ogni tornata.

Maurizio Casagrande si racconta: tra vizi e virtù, dal teatro al cinema

“Ogni volta che finivo uno spettacolo pensavo che sarebbe stato l’ultimo” così ti racconti sul tuo blog personale. Oggi Maurizio di cose ne hai viste e soprattutto ne hai fatte. Ma cosa nè rimasto di quel ragazzo ancora un po’ acerbo, che non riusciva a credere in primis che il mondo lo volesse come attore e forse meno musicista, e in secundis, che avesse del talento riconosciuto e che la sua strada era ormai spianata?

… Be’, che ancora oggi continua a suonare e che negli ultimi tempi si è avvicinato nuovamente e “violentemente” alla musica. Senza possibilità di… esimermi! Violento é il richiamo della musica. Infatti quest’anno ho messo su uno spettacolo dal titolo “E la musica mi gira intorno” dove approfittando della musica, racconto della mia vita. Perché credo nell’aforisma che “un uomo senza passato è un uomo senza futuro”. Scoprirò di non avere memoria e così per recuperare il mio futuro dovrò recuperare il ricordo del mio passato e farlo attraverso la musica. Racconto dagli anni cinquanta, musicalmente, la mia vita. Quando inizia il racconto degli anni settanta, invece di farlo con le parole, mi siedo dietro alla batteria per un vero momento da concerto rock. Il pubblico ha reagito molto bene. – dichiara Maurizio Casagrande –

“Ammetto che ero un po’ preoccupato. Il fatto di non aspettarselo ha creato, però, un effetto sorpresa che piace al pubblico che l’ha presa molto bene. Avere cinquant’anni suonati e ancora riuscire a sorprendere il pubblico… direi che di quel ragazzo ne deve essere rimasto qualcosa.”

Dici sul blog di Maurizio Casagrande di non preferire il passato anche perché sei portatore di memoria alquanto fallace, ma poi ora citi l’aforisma “un uomo senza passato è un uomo che non ha futuro”. Quale momento della tua carriera e del tuo passato, vince oggi anche la fallacità della tua memoria?

“Del passato non ne me è mai fregato nulla. E tuttora é così, anche se però ti accorgi che nel tuo passato c’è comunque il tuo futuro e attraverso solo quel che è stato, puoi capire cosa stai facendo oggi e cosa farai domani. Ho imparato che il passato non è sinonimo di vecchio, ma soprattutto di antico” – continua Maurizio Casagrande –

Maurizio Casagrande e Vincenzo Salemme: un duo vincente della risata

Maurizio Casagrande e Vincenzo Salemme

Maurizio Casagrande e Vincenzo Salemme

Oggi dire Maurizio Casagrande é dire anche Vincenzo Salemme.

Un sodalizio impareggiabile. Con Salemme hai collaborato per anni, sia al teatro che al cinema. Insieme un’accoppiata formidabile e senza eguali.

Dove si annida l’asso di questa coppia? Qual è la magia che rende le vostre performance insieme straordinariamente vincenti?

“C’è chiaramente sinergia. La capacità di inserirsi bene l’uno nelle pause dell’altro. Anche un modo simile di dire certe cose. Molti dicono a proposito del nostro affiatamento che in realtà derivi dal nostro aver fatto tante cose insieme. Però in realtà è successo subito, o quasi subito.

È bastato un anno e mezzo perché quella coppia affiatata diventasse quello che è ancora oggi. È chiaro che il tutto si è evoluto. Ma l’embrione già c’era. È come la metà della mela. È solo con una metà perfetta che tu riesci a fare “LA MELA”. Non si può capire perché, ma è così.”

Il tuo lavoro si svolge e si é svolto in prevalenze in Italia e si rivolge al pubblico italiano. A cosa é valsa per te la comparsa nel film “The Tourist”?

“Il film è stato un gioco. Sono stato chiamato perché scelto proprio dal regista e questo mi ha lusingato. Parliamo di un regista da Oscar. Anche se per un ruolo da comparsa tutto sommato, lui però mi ha scelto personalmente. E mi ha scelto giustificando la scelta con una frase: “tu mi piaci perché hai un modo di recitare con gli occhi”. Devo dire che avevo anche un mio desiderio di vedere come funzionasse il cinema americano, l’industria del cinema sono loro. Noi siamo degli artigiani del cinema in fondo. Siamo diventati una botteguccia un po’ approssimativa.”

“A tutti coloro” programma radiofonico con Maurizio Casagrande e  in onda sulle frequenze di radio Kiss Kiss. Come ti sei sentito in quell’occasione ad essere solo ascoltato e non “visto”? Un’esperienza da ripetere?

“Molto bella la radio. Sono una persona molto curiosa. La radio mi piace, mi attirava, ma ormai é fatta. Io sono più curioso del nuovo. Io, in realtà, ho cominciato con gli sceneggiati radiofonici molti anni fa. Allora mi accorsi di che potenziale avesse la radio. Con poco dispendio di energie, poco denaro e un buon fonico, puoi creare di tutto. Raccontare qualsiasi storia. Io sono contento di tutto ciò che ho fatto. Non c’è nulla che non rifarei.”

Maurizio Casagrande e le fiction in tv: il maresciallo Bruno Morri

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande

Sei stato impegnato in diverse fiction. Sicuramente ricordato per il tuo ruolo “serio” in ben 3 edizioni di Carabinieri. Considerando i tuoi pregressi, come ti é sembrato interpretare il seriosissimo ruolo del maresciallo Bruno Morri e soprattutto indossare la divisa? “Una delle miei fortune e che riguarda la mia forma mentis è il non essere snob. Non credo ci siano cose che vale la pena fare e cose che non vale la pena fare. Io penso che si possa far tutto, e bene.

Molti mi dicevano: “ma come hai fatto il cinema, il teatro e ora ti metti a fare le fiction?”. Beh, io quando rivedo qualche puntata, con qualche chiaro limite legato all’approssimazione rispetto a girare un film, io vedo questo signor Morri e ci credo. Ci credo che sia un maresciallo, che sia un padre di questa caserma, che abbia un amore inconfessato per la sua sottoposta.

In sintesi tutto quello che fa il maresciallo Morri è credibile. Ed è questo il mestiere dell’attore, far si che la gente sogni che quello che vede, sia vero. Non c’è nulla di male ad averlo fatto.”

Sei estremamente camaleontico. Riesci con disinvoltura a interpretare ruoli comici e seri all’occorrenza. Ma guardandoti dall’esterno, cosa vedi più in te, quale animo traspare di più?

“Ti ripeto, io quando mi rivedo dall’esterno, mi vedo come un equilibro tra le tante cose. Se esiste un lato di me che mi piace o che ritengo più interessante, probabilmente è proprio questo aspetto che mi caratterizza. Il fatto che non c’è una caratteristica che predomina. Anche quando faccio il comico, faccio comunque il meno comico, meno spinto degli altri. Sono più ibrido.”

Oggi Maurizio Casagrande è alle prese con le prove de “Il prigioniero della seconda strada” di Neil Simon. Con te a teatro ad esordire il 17 gennaio al Bobbio di Trieste, un altro animale da palcoscenico al femminile: Tosca D’Aquino. Cosa ci puoi raccontare di questa collaborazione con la Tosca nazionale?

“Uno spettacolo che faccio proprio come sfida. Perché questa é la commedia meno divertente di Neil Simon, o comunque non è predominante come nelle altre l’aspetto comico. Una storia che parla di crisi perché si teme che il proprio mondo stia finendo. Ma poi ci si rende conto che si è solo vittima di ciò che sta intorno e di cui non si ha bisogno. Tutto così diventa possibile. Ovvio io mi auguro e che il pubblico torni a casa con questa idea e una pancia di risate. Uno dei motivi per cui ho accettato questi lavoro é proprio Tosca D’Aquino.

C’è bisogno delle persone giuste. Io temo molto il teatro classico perché spaventa con il distacco che crea. Con Tosca è una storia antica. É stata una delle mie prime mogli in “Amore a priva vista”. Un rapporto che va avanti da anni. C’è una grande stima e una grande fiducia. C’è confronto e non competizione. C’è sinergia e obiettivo comune unico: portare in scena uno spettacolo bello.”

Qualche giorno fa purtroppo è venuto a mancare il maestro-scrittore Marcello D’Orta, autore del famosissimo libro “Io speriamo che me la cavo”, opera che tu hai portato a teatro nel 2007. Quale ricordi ha Maurizio Casagrande del maestro e di questa trasposizione teatrale?

“Quando lo conobbi perché mi raccontasse di questi temi ho scoperto un uomo molto simpatico e intelligente. Un uomo assolutamente distaccato e divertito da questo grande successo editoriale e con la consapevolezza che fosse un caso. Mi piacque tantissimo. Perché c’è gente che perde la testa per poco. Era un professore della sua scuola e lui era rimasto sempre lo stesso. Un uomo simpatico, divertente e con un grande senso di ironia.” – dichiara Maurizio Casagrande –

Qualche giorno fa la SIAE ha pubblicato i dati circa l’andamento ai botteghini di cinema e teatro. Il teatro, conferma una crisi già preannunciata. Prosa, rivista, commedia musicale, lirica e balletto vedono ridursi gli ingressi del 4% e la spesa al botteghino del 7,2%. Tu sei attore e regista di teatro pertanto avrai una chiara percezione e sensibilità su questi dati. Ci staserebbe forse bene la frase di Edoardo “S’ha da aspettà, Ama’. Ha da passa’ ‘a nuttata” o pensi che ci sia ancora tempo per intervenire concretamente per risollevare le sorti del teatro italiano?

“Lo stato non dovrebbe fare ciò che fa: assistere compagnie inutili che vivono di contributo statale e approfittano di questo contributo portando in scena spettacoli che la gente non andrà mai a vedere.

Sta bene che una piccola fetta per la ricerca e la sperimentazione ci sia, ma deve essere minore. Io ritengo che si debba totalmente cancellare la sovvenzione e sovvenzionare, invece, il biglietto. Permettere a chi va a teatro di pagar di meno. Soprattutto per chi non può permettersi il biglietto. In questo modo si creerebbe sicuramente un mercato più ampio. In questo modo si ha la possibilità di vedere di più e creare continuità di frequenza e appassionare soprattutto.”

Cosa consiglierebbe Maurizio Casagrande ai giovani che volessero avvicinarsi al mondo del teatro da attori? Qual é la strada più semplice per diventare attori di teatro?

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande

“Ci vogliono cose nuove, coraggiose. Non bisogna pensare al guadagno. – dice Maurizio Casagrande –

Spesso si pensa prima all’incasso e poi al resto. Questo genere di operazioni aritmetiche alla base hanno portato il teatro alla situazione che vive oggi. Bisogna avere il coraggio di fare delle cose belle e quindi bisogna faticare e aver il coraggio di portarle avanti.

Come é successo a me e Salemme un po’ di anni fa che raggiungemmo il successo da perfetto sconosciuti. Il successo é venuto comunque 4 anni dopo. Il cinema é una conseguenza, non la causa.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto