Gianluca Ansanelli: Douze Comedy Club con Gianluca Ansanelli a Trastevere

Redazione Controcampus 29 Novembre 2013

Gianluca Ansanelli racconta il suo "esperimento" teatrale: a Trastevere è tempo di Douze Comedy Club Classe '74.

Napoletano Doc. Attore, regista, sceneggiatore. Comico, conduttore televisivo e radiofonico, cabarettista. Un vulcano di energie e di voglia di fare. Ma, e soprattutto, di creare del “bello” e costruire sempre del buono e speciale per il suo pubblico teatrale e televisivo. Con serietà, con caparbietà e tanta concretezza. E, come lui stesso racconta, senza mai staccare i piedi da terra.

Da sempre questi i tratti fondamentali racchiusi nel leit motiv che ha condotto negli anni Gianluca Ansanelli nel percorso di una carriera ibrida e vivace. Dalle “Iene a Gomorroide”, passando per “Distretto di Polizia” e arrivando fin a “Sette ore per farti innamorare”. Un vero patchwork di talenti tutti da scoprire e conoscere.

Un portento tutto partenopeo, dunque, e che non si “posa” mai, ma che al contrario, intrepido, chiede ancora di crescere e di imparare. Ed è così, che Gianluca Ansanelli, nel pieno del suo entusiasmo, dichiara agli amanti del teatro di “valore” e “sperimentale”, un nuova sfida: il teatro Teatro Douze Comedy Club. Il Teatro di tutti e per tutti quelli che cercano qualità in un filo conduttore unico. Un luogo dove incontrarsi e divertirsi “sperimentando” nuove esilaranti avventure con tutti i suoi ospiti. Un programma da non perdere, un teatro d’altri tempi, in una Trastevere di nicchia.

Cosa rappresenta per Gianluca Ansanelli il Teatro Douze Comedy Club? Ma soprattutto cosa intende essere questo teatro “in quel di Trastevere”?Uno spazio dove si può fare una sana sperimentazione comica. Dico sana perché il problema di un certo tipo di sperimentazione è la tradizione del nostro paese. In special modo quella del teatro in Italia, dove la “sperimentazione” non viene ben sperimentata! Quindi risulta a volte noiosa. Quando io parlo di sana sperimentazione, non intendo mai perdere di vista il pubblico. Quindi parlo di un intrattenimento di alto livello, però con la possibilità di esplorare dei percorsi che in televisione non trovano spazio. La comicità in tv è proposta in chiave ultra-leggera e tendente demenziale. Noi, invece, cercheremo in questo spazio di proporre una comicità un po’ più di spessore e soprattutto di contaminarci con il mondo degli attori più puri. Da noi, infatti, non si faranno solo spettacoli di cabaret di comici ma anche letture, spettacoli propriamente di teatro, monologhi, sempre in chiave della commedia e soprattutto della commedia brillante e divertente e non necessariamente di tipo televisivo.”

Gianluca Ansanelli

Gianluca Ansanelli

Il Teatro Douze Comedy Club aveva bisogno di Roma o la capitale aveva bisogno proprio di un posto “tutto speciale” come il Teatro Douze Comedy Club con Gianluca Ansanelli? “Secondo me Roma uno spazio del genere lo deve avere. Roma ha assolutamente bisogno di questo posto perché c’è un grandissimo fermento e c’è poco spazio dove “proporlo”. Ovvero, gli spazi ci sono, ma tendenzialmente si propongono delle linee editoriali troppo varie. Io posso proporre del teatro come già spiegato, ma magari potrei occupare un teatro dove il giorno prima c’è stata musica da camera, che l’indomani ospiterà teatro d’autore o altro”.– dice  Gianluca Ansanelli –

“Chiaramente il pubblico non avrebbe un vero punto di riferimento. Lo stesso vale per molti laboratori di cabaret. I teatri sembrano, in tal caso, quasi degli affittacamere che offrono degli spazi a degli artisti. Noi invece vogliamo di cercare di diventare, con molta modestia, un punto di riferimento, un polo di una certa drammaturgia comica. Ovviamente questo é un intento programmatico al quale dobbiamo arrivare nel tempo. Ora partiamo…”

Ma le persone, il pubblico é pronto a questo genere di teatro? “I teatri che funzionano sono quelli che hanno una linea editoriale ben precisa e riconosciuta. Dove il pubblico ha riconosciuto una lunghezza d’onda ben precisa. Da A a B. Poi è chiaro che tra A e B ci possono essere mille sfaccettature. Un esempio è il teatro Golden, dove Andrea Maja, il direttore artistico, ha delineato una precisa linea editoriale. Ha proposto un certo tipo di spettacolo che poi nel tempo il pubblico ha riconosciuto. Le persone sono perfettamente in grado di capire il tuo discorso e di seguirti, e a fidarsi, al di la di te, del teatro che proponi e della sua linea. È in grado di andare in uno specifico teatro a prescindere dal programma della serata, perché sa cosa può trovare in quel tipo di teatro e che sicuramente gli piacerà.”

Un programma di tutto rispetto il vero protagonista fino a fine anno del Teatro Douze Comedy Club: Barbara Foria, Giorgio Montanini, Sergio Viglianese, Paolo Arcuri.

E non poteva mancare il tuo compagno di avventure dell’ultima stagione teatrale al Golden: Giampaolo Morelli. Quale è stato il criterio di scelta del programma d’esordio del nuovo teatro? C’era qualcosa o qualcuno che, a tuo pare, non poteva assolutamente mancare nel tuo programma di “debutto”?

“Abbiamo fatto un programma variegato all’interno di una proposta con una certa linea. Abbiamo proposto uno spettacolo di un attore, Giampaolo Morelli, ma che comunque non è una proposta di vero cabaret, ma al contrario, si tratterà di una lettura di una commedia, del racconto di una storia. Poi c’è lo spettacolo di un artista di Colorado Cafè che è Barbara Foria, personaggio sicuramente da poche battute, ma in grado di portare in scena monologhi con una una loro specifica “poetica”. Poi c’è un comico satireggiante al massimo, come Montanini che a mio parere, in questo momento é in Italia, il più bravo in quella che è la satira graffiante, quella senza peli sulla lingua, quella “scorretta”. Invito per questo tutti a venire a vederlo perché nel suo genere è sicuramente il numero uno. Eppoi c’è il varietà di Paolo Arcuri, che comunque nel suo spettacolo comunque, riprenderà il nostro concetto di comicità. Poi ci sono io, Gianluca Ansanelli. Anche io sarò nel “mezzo” tra il monologo di “battaglia” e un monologo che avrà un racconto alla base.”

Gianluca Ansanelli

Gianluca Ansanelli

Attore di teatro, cinema e televisione, regista, conduttore, sceneggiatore. Qual è il “mestiere” che ti rappresenta o ti gratifica di più?

“Adesso sicuramente la scrittura e la regia, sia per il teatro che la televisione. Ora mi sto dedicando a diverse sceneggiature per il cinema, alcune che stanno anche già girando, altre in fase di definizione”. – dice  Gianluca Ansanelli –

“Scrivere è sicuramente la cosa che faccio più di tutte e che mi impegna e interessa più delle altre attività. Io vado a “stagioni” che mi hanno visto dedicarmi a cose diverse nel tempo.”

Nel 2000 la televisione ha visto Gianluca Ansanelli nelle vesti di un Iena. Quale ricordo porti maggiormente nel cuore di quella esperienza? “In quella stagione io era la iena in versione comica. Quando ho lavorato con loro mi sono sempre occupato di intrattenimento attraverso i miei vari personaggi. Sempre cose un po’ provocatorie. Un’esperienza sicuramente molto valida. Non a caso parliamo di un programma che a distanza di quindici anni è sempre li con ascolti che crescono continuamente. Perché c’è una persona a monte che è Davide Parenti, che ha un’idea ben precisa, conosce bene il linguaggio televisivo e insieme ad altri, è una delle poche persone che ho avuto la fortuna di incontrare e che avevo piacere di ascoltare e da cui avevo veramente da imparare. Non sono tutti così in televisione.”

Oggi sei noto nei più diversi ambiti e tutti riconoscono il tuo talento e la tua bravura. Hai iniziato il tuo percorso frequentando il laboratorio teatrale di Leo De Berardinis del Teatro Verdi di Salerno. Un “piccolo” inizio per un grande percorso che ti ha portato ad essere oggi quello che sei. Ma quanti giovani, secondo te, oggi ritengono che iniziare a fare laboratorio di teatro in una piccola città possa davvero portare “lontano”? “Il laboratorio a Salerno fu un caso per me. Il teatro Verdi di Salerno organizzava questi laboratori occasionalmente. Leo De Berardinis era un attore del teatro sperimentale italiano al tempo. In quell’occasione sovvenzionò questo stage con vari artisti. Io ho sempre cercato, lungo il mio percorso, di ascoltare tutte le campane, tutte le voci. De Berardinis al tempo era una voce molto importante del teatro sperimentale di un certo tipo, anche se poi quella linea teatrale non l’ho più coltivata e intrapresa. Ma in quell’occasione imparai tante cose, oltre ad imparare uno specifico modo di vedere e fare teatro. Cose che poi nel tempo mi sono tornate utili. Anche se poi ho fatto altre scelte. È importante, soprattuto all’inizio, ascoltare tutte le campane, soprattutto per capire quello che poi piace. Io ho sempre privilegiato l’aspetto pratico del mio mestiere e le situazioni che mi consentissero di lavorare concretamente. Tante volte a bloccare la crescita é spesso l’eccesso di idealismo, l’essere troppo teorici. Io ho sempre affrontato questo lavoro con uno spirito molto “artigianale”. Quando ho avuto voglia di fare qualcosa, ho provato a farla, nella maniera più concreta possibile. L’importante è non stare fermi.”

Gianluca Ansanelli

Gianluca Ansanelli

In tutte le mie interviste dedicate a personaggi dello spettacolo, c’è sempre una domanda ricorrente che riceve quasi sempre la stessa risposta. I personaggi della tv o del cinema sostengono in prevalenza che per diventare “parte dello spettacolo” occorre essere coraggiosi e mai smettere di sognare. Secondo te possono bastare il coraggio e i sogni? “La frase “non smettere di sognare” non mi convince fino i fondo. Forse é meglio fare le cose e smettere di sognarle. Ormai é un luogo comune, una frase troppo abusata e che crea troppe false aspettative in tante persone che poi magari non arriveranno a niente.”

– Continua  Gianluca Ansanelli – “Come già ti dicevo, occorre essere concreti. Capire effettivamente cosa si sa fare per davvero, se hai le carte per andare avanti. Guardarsi con obiettività. A volte si hanno delle ambizioni troppo alte, senza rendersi conto di quello che si è o si può. Tanto meglio provare a capire se si è in grado di fare questo tipo di lavoro o magari altro.”

Perché bisogna assolutamente entrare a far parte della “grande famiglia” del Teatro Douze secondo Gianluca Ansanelli? “Perché noi siamo lì per fare “cose” e siamo aperti a tutti. Anche a collaborazioni e a far crescere nuovi talenti. Li si respirerà di certo un’aria di attività, di fermento. Quindi si può venire al Douze sia come spettatori che come attori per il teatro o di teatro, come autori e trovare qualcosa da fare e da vedere. Soprattutto, venire e trovare qualcosa da prendersi e da dare.” – Conclude Gianluca Ansanelli –

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto