Giampaolo Morelli al Douze in meno di 7 ore per farti innamorare

Redazione Controcampus 26 Dicembre 2013

Giampaolo Morelli si racconta in un'intervista esclusiva dopo il successo del Teatro Douze Comedy ClubRoma, via dei Cipressi.

L’orologio segna le 21:30 eppure, in quel vicolo romano, il tempo sembrava immobile da anni. Un teatro Douze, nel cuore di Trastevere, gremito di “veri” amici del teatro. Sí, perché il teatro Douze è soprattutto il teatro degli amici, dell’incontro, dello scambio.

Un’agorà a raccolta di sostenitori e appassionati del teatro di nicchia.

Di “alternative” da sperimentare in una location dai sapori del passato che si mescola con maestria ai colori della modernità. All’angolo bar, l’amichevole accoglienza della frizzante cabarettista Barbara Foria, che beve con me un bicchiere di rosso. Cresce l’attesa, fremono gli ospiti. Si abbassano le luci. Il patron del Douze, Gianluca Ansanelli, con maestria e la simpatia di sempre, saluta il pubblico e invita sul palco il re della serata: Giampaolo Morelli.

Un Giampaolo Morelli inedito quello che accoglie la ribalta del Douze. Un Giampaolo Morelli che abbandona le sue vesti da attore più note, per vestire gli abiti di un interprete a leggio della sua stessa prima opera letteraria “Un bravo ragazzo. Storia di un giovane prestigiatore, erotomane, dislessico e disadattato”.
Gli applausi arrivano subito, il ghiaccio si rompe e quel ragazzo, Raimondo, prende vita insieme a Giampaolo Morelli che… inizia i suoi giochi di prestigio ammaliatori sopra le note di un pianoforte che lo accompagnerà parola dopo parola. Le sue magie uniche, le sole in grado di incantare e meravigliare ciascun convenuto…

Un fragoroso applauso. Una mano sul petto ringrazia. Si abbassa l’invisibile sipario.
E finalmente, un Giampaolo Morelli svestito dei suoi abiti di scena, si racconta con semplicità e complicità.
Una serata speciale, un’intervista tra le righe, in un posto incantato.

Gianpaolo Morelli

Gianpaolo Morelli

Teatro Douze Comedy Club e Giampaolo Morelli. Un matrimonio oltre lo standard, al di lá del teatro “già visto”. In questo momento tutto di nicchia Giampaolo Morelli reinterpretata se stesso. Da cosa nasce questa felice unione “sperimentale”?

“Se fai l’attore o l’artista – artista é un termine che uso poco perché in fondo siamo più degli artigiani… l’arte é più qualcosa che può capitare di farla – ben presto matura la voglia di sperimentare terreni nuovi, anche meno consueti. Anche lo stesso Coliandro per me è stata una novità, una forma di sperimentazione e che mi ha permesso di dare anima, corpo, voce a un personaggio un po’ inusuale, soprattutto nel panorama della televisione italiana (questo anche perché andava in onda su Rai 2 che è un canale sperimentale).

Perché il Douze? Avevo voglia di avere un posto dove poter sperimentare e soprattutto creare e fare gruppo. Io credo molto nei gruppi e nel lavoro di squadra. Con Gianluca Ansanelli abbiamo fatto tante cose e abbiamo tanti progetti da realizzare ancora insieme. Anche nella semplice lettura di stasera c’è stata la sua mano, la sua energia. Il Douze è, dunque, una struttura che ci permette di mettere in scena cose che altrimenti dovremmo mettere nel cassetto. Il teatro Douze é un luogo dove puoi permetterti un linguaggio diverso, fare anche una lettura come quella di stasera, dove faremo, inoltre, corsi e spettacoli di improvvisazione.

Vogliamo dunque è semplicemente sperimentare. Questo è il filo conduttore.”

Citi Coliandro proprio mentre i rumors oggi raccontano di una possibile nuova serie dell’ispettore per il 2014…

“Qualcosa si sta muovendo. Ma finché non lo vedo, non ci credo! C’è un serio interesse a riproporlo e si sta già lavorando sulla sceneggiatura. Ma fintanto non ci sarà certezza al 100% preferisco non esprimermi.”

Cosa c’è di Giampaolo Morelli in Coliandro, questo personaggio un po’ sfigato, dall’innamoramento facile, casinista, ma in fondo buono e a tratti romantico?

“Beh, io mi auguro poco! Invece forse c’è abbastanza! É un po’ l’incontro magico tra l’attore e l’autore che é Carlo Lucarelli, ma anche con la regia dei Manetti Bros.”

Hai fatto un percorso variegato fin oggi: sei autore di libri, hai interpretato e scritto commedie, sei regista, fai cinema, hai fatto cortometraggi. Sei stato presentatore. Ma cosa si sente veramente di essere Giampaolo Morelli?

“Sicuramente un attore. Poi ogni tanto ci sono anche delle delle incursioni nella scrittura, ma in fondo resto sempre un attore. Quando reciti, ci metti tanto di tuo. Poi sento spesso questa esigenza di raccontare delle storie, come é accaduto con “Song e napule”, l’ultima produzione per il cinema che nasce da una mia idea. Mi piace raccontare storie. Ma io faccio l’attore. Il mio lavoro é quello.”

Molti temono che dietro i tuoi romanzi ci sia una penna non tua…

“È chiaro che non c’è una penna del livello di grandi autori. Sono libri semplici che ho raccontato con semplicità. A quei livelli sarebbe piuttosto assurdo pensare che ci possa essere un’altra mano al posto della mia. Subito dopo l’analfabeta, c’è la mia produzione letteraria, poi tutti gli altri! La forma é chiaramente semplice e accessibile a tutti. Non so cosa possano leggere le persone che ritengano che non li abbia scritti io!”

Sette ore per farti innamorare

Sette ore per farti innamorare

Cosa mi racconti invece del Giampaolo Morelli doppiatore di cartoon per Rapunzel?

“È stata un’esperienza meravigliosa. Entrare nel mondo della World Disney è un fare qualcosa che rimane per sempre. Poi Rapunzel è uno dei cartoni più belli e particolarmente riuscito. Che dire: ti senti voce e dai voce a qualcosa che davvero resta… ed è un cosa stupenda. Un giorno poi lo farò vedere a mio figlio quando sarà in grado di capire le storie.”

Giampaolo Morelli e Facebook. La tua fan page, che curi personalmente, ospita quasi 40.000 fan. Ti racconti sempre meno come attore e tanto da persona comune.

Non hai mai pensato che rendersi troppo “spontaneamente”, potesse inficiare la tua immagine da Morelli “personaggio”?

“Secondo me dipende dal modo in cui lo fai e da chi sei. A me viene spontaneo. Ho anche periodi di assenza. Quando sento che ho voglia di comunicare la mia vita, che è una vita come quella di tutti in fondo, lo faccio. Tutto qua. Faccio solo un lavoro diverso. Siamo tutti uguali su Facebook.”

Tu trasmetti molta “umanità” su Facebook e questo piace molto alle persone, soprattutto alle tue fan…

“Anche quella non é assolutamente calcolata. Viene. Non penso a pro o contro nel dire o scrivere qualcosa. Mi piace farlo e comunicare le mie avventure e disavventure. Le cose che mi accadono, quelle di tutti i giorni. Mi piace molto il contatto con le persone, fa parte che anche del mio lavoro: comunicare delle emozioni, avventure o sventure. Mi piace raccontare di base delle storie. Però dietro non ci sono retro pensieri. È un’esigenza. Un istinto. Naturalezza. Mi diverto anche tanto. É un contatto con le persone incredibile. Cosa che prima non c’era. Prima non incontravi le persone spesso, oggi puoi comunicare con tanti grazie ai social network.”

“Song e napule”: un storia per il cinema che vuole sfatare il mito del del collegamento tra il mondo della canzone neo melodica e la camorra. Può bastare per portare un messaggio così importante senza sminuire o mettere in cattiva luce la tua terra (senza macchiarla al contrario di pregiudizi)?

“È giusto che lo scandalo venga portato fuori. Ho sentito l’esigenza di portare fuori una Napoli che non é quella del camorrista. Sfatare i luoghi comuni. Questo film intende inviare un messaggio chiaro: non necessariamente un certo ambito, come quello dei cantanti neo neomelodici, deve essere per forza di cose, affiliato alla camorra. Non é così. Anche a Napoli esistono persone che vivono del loro lavoro e della loro passione. Come Lollo Love il cantante protagonista della storia. La produzione, quindi, nasce dalla voglia di raccontare un’altra Napoli. I Manetti Bros. poi si calano molto nei contesti. Parliamo di un film poliziesco-comico. Non si raccontava così dai film di Nanni Loy. Mi incuriosiva inoltre mettere a confronto questi sue aspetti, Napoli con la sua doppia anima. Quella dei quartieri e quella della Napoli bene.
Due mondi contrapposti che mi piaceva fondere e che alla fine si uniscono in questo personaggio che è un poliziotto borghese. Diplomato al conservatorio in pianoforte e che non é convinto di voler fare il poliziotto e che alla fine si cala nella Napoli più popolare. Mi sono chiesto: cosa potrebbe succedere se mettessimo in contatto queste due anime?”

E di questo Giampaolo Morelli cantante nel film, cosa ci racconti?

“Beh, quello lo devi sentire. Canto io realmente. Tra l’altro le canzoni sono scritte da Peppe Servillo e Fausto Mesolella degli Avion Travel.”

Sei quasi arrivato alla laurea in legge. Poi hai deciso di iscriverti alla facoltà di psicologia. In fine hai mollato tutto per avviare il tuo percorso da artista poliedrico. Ma qual é il percorso da farsi per diventare un attore?

“Non esistono strade o percorsi da consigliare. Se vuoi fare l’attore non esiste un percorso predefinito. Ci sono attori bravi usciti anche dalla casa del Grande Fratello. Non ci sono percorsi da consigliare. Il consigliere principale deve essere l’istinto. Il tuo istinto di voler comunicare qualcosa, dare delle emozioni. Partendo da questo istinto puoi iniziare a percorrere questa strada. Qualunque essa sia, che sia tortuosa o più lineare. Fortunata o meno fortunata. Ma se hai da comunicare davvero qualcosa, qualcosa sicuramente arriverà…”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto