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18 luglio 2014

Crocifissione e Santi del Beato Angelico restaurato

Ci si riempie il cuore di gioia quando veniamo a conoscenza del restauro di importanti opere del patrimonio artistico italiano, il cui valore deve essere non solo preservato ma anche valorizzato.

Ed è così che noi di Controcampus ci siamo sentiti quando abbiamo letto il comunicato stampa riguardo alla restaurazione della Crocifissione e Santi del Beato Angelico.

Il quadro Crocifissione e Santi del Beato Angelico fu dipinto dall’artista nella Sala Capitolare di San Marco tra il 1441 e il 1442.

Il restauro della Crocifissione e Santi del Beato Angelico è stato condotto da Giacomo Dini nel 2013-2014 ed è stato realizzato grazie alla fondazione non-profit Friends of Florence.

Il Restauro della Crocifissione

Al termine di accurate indagini diagnostiche è maturata la decisione di procedere al restauro che è stato diretto da Magnolia Scudieri, con il coordinamento scientifico di Mauro Matteini.

“Restaurare un’opera già restaurata, specialmente da un maestro del restauro come Dino Dini – afferma il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini -, è un’operazione delicata e complessa. Per questo sono grata a Magnolia Scudieri e a tutti i protagonisti di questo intervento, poiché anche grazie al sostegno di Friends of Florence, hanno reso possibile un ritorno della Crocifissione dell’Angelico a condizioni di piena sicurezza conservativa e di stupefacente godibilità estetica”.

Nella delicata operazione di restauro della Crocifissione coincidevano molteplici problematiche conflittuali; grazie alle competenze incrociate di tutti si è giunti infine ad una soluzione soddisfacente: si sono diversificate le metodologie e i trattamenti in funzione delle diverse specificità del contesto pittorico.

Due anni dopo un’attenta verifica ravvicinata accompagnata da un’accurata documentazione fotografica della Crocifissione e Santi del Beato Angelico, nel 2103, è iniziato il restauro dell’affresco.

All’intervento di pulitura della Crocifissione e Santi del Beato Angelico con resine a scambio anionico è seguito un trattamento con l’idrossido di bario tramite cui l’affresco ha potuto ritrovare compattezza e intensità cromatica.

Non resta che recarsi nella Sala Capitolare del convento di San Marco a Firenze per goderne.

Italo Profice

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