Sciopero Scolastico: come organizzare e fare uno sciopero scolastico

Redazione Controcampus 30 Settembre 2014

Ecco cos'è e come organizzare uno sciopero scolastico per Alberto Irone, portavoce Rete degli Studenti Medi.

Dallo sciopero del del 10 ottobre 2014 ai consigli su come organizzare uno sciopero

In un periodo storico come il nostro, di crisi, disagi e disoccupazione, molte categorie si sentono maltrattate dallo Stato e, tra le possibili forme, quella più utilizzata per manifestare il proprio disagio è lo sciopero.

“La definizione di sciopero scolastico…  …non rende bene l’idea di ciò di cui si tratta.”

“È più corretta definirla una manifestazione.” – Albero Irone –

Leggi anche cos’è e come fare un occupazione scolastica: tutti i consigli, i diritti e doveri degli studenti.

Cos’è lo sciopero scolastico

Per sciopero scolastico s’intende l’astensione collettiva dal lavoro di docenti e studenti, con o senza l’intervento del sindacato. Spesso, infatti, sono gli studenti stessi o associazioni di categoria a promuovere l’iniziativa. Lo sciopero ha la finalità di ottenere il miglioramento delle condizioni di lavoro rispetto a quelle definite dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

La storia dello sciopero fino ad oggi

Il primo sciopero nazionale, in Italia, si registra nel 1904, in Sardegna, a seguito dell’uccisione di quattro minatori sardi durante una rivolta operaia da parte delle truppe inviate dal governo presieduto da Giovanni Giolitti. E’ lo stesso Giolitti, tuttavia, a scongiurare un bilancio peggiore, proprio lasciando svolgere lo sciopero senza intervenire con la forza per bloccarlo. Gli anni successivi, caratterizzati prima dalle due guerre e poi da un mutamento storico nell’assetto politico e sociale del Paese, portano quindi nel dicembre del 1947 alla pubblicazione della Costituzione della Repubblica Italiana, sancendo anche la legittimità del diritto di sciopero, contemplato nell’Articolo 40 della stessa.

Regolamento studentesco

Regolamento studentesco

Lo Statuto dei Lavoratori del 1970, invece, stabilisce che qualsiasi forma di limitazione o impedimento del diritto di sciopero (così come di ogni attività sindacale) è un reato che va sotto il nome di condotta antisindacale e, come tale, è vietato.

Tra le forme di condotta antisindacale vi sono, per esempio, la decurtazione della paga degli scioperanti in percentuale maggiore del salario giornaliero e l’assunzione di altri lavoratori per sostituirli.

Da ultimo, la legge vieta di considerare lo sciopero come ‘giusta causa’ per il licenziamento e ciò vale anche nel caso di mancato rispetto della precettazione. Azione che, per parte sua, è considerata reato di interruzione di pubblico servizio e come tale sanzionata in base all’Articolo 340 del Codice Penale.

Il 21 marzo 2012 la Commissione Europea ha varato un testo dal titolo “Consigli di regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi” commissionato da Barroso a Mario Monti prima che quest’ultimo diventasse Premier. Questo testo da molti è stato considerato un ostacolo alla storica libertà di sciopero sempre esistita.

Come organizzare uno sciopero scolastico

Organizzare uno sciopero scolastico

Organizzare uno sciopero scolastico

  • Fare ricerche per sciopero scolastico: Si parte da delle ricerche sulla storia dello sciopero scolastico. È importante conoscere il più possibile riguardo la scuola e le riforme in atto; in questo modo si avrà una panoramica della scuola da entrambi i punti di vista, quello dello Stato e quello di docenti e studenti.
  • Reclutamento sciopero scolastico: bisogna reclutare e coinvolgere quanta più gente possibile. Il più delle volte vengono avvicinati i leader sindacali a livello cittadino o regionale. Insieme a loro, è possibile anche trovare dei gruppi comunitari ed organizzazioni che siano simpatetiche alla causa dello sciopero scolastico.
  • Pianifica sciopero scolastico: trovate il modo più efficace per bloccare le attività della scuola per lo sciopero scolastico. Assicurati che le ragioni della tua causa vengano comprese e che facciano la giusta impressione.
  • Picchettaggio sciopero scolastico: reclutate un centinaio di persone che picchettino e manifestino fuori dalle scuole o dagli uffici governativi. Alternate marce attorno agli edifici amministrativi a dei sit-in.

Diritti e doveri studenti sciopero scolastico

Gli studenti e il corpo docente ha il diritto di scioperare, il tutto fatto in maniera ordinata e possibilmente pacifica. Il tutto deve essere fatto con il rispetto dell’altro, anche se si tratta di una manifestazione fatta a causa di un sopruso subito in ambito scolastico.

Chi sciopera, dunque, ha il dovere di rispettare l’ordine nonché la scuola stessa: non è possibile fare ciò senza un dovuto preavviso.

Il crumiro, chi è e cosa fa

Il crumiro è, in genere, un lavoratore che non aderisce a uno sciopero e non sospende la sua prestazione di lavoro, indipendentemente da quanto determinato in sede sindacale, col possibile effetto di diminuire l’impatto e l’efficacia dello sciopero stesso e, di conseguenza, la capacità contrattuale del sindacato rispetto alle rivendicazioni oggetto di controversia col datore di lavoro.

Alberto Irone su Sciopero Scuola

Alberto Irone

Per maggiori informazioni su come si organizza uno sciopero scolastico abbiamo sentito Alberto Irone, di Rete degli Studenti Medi. 

E’ previsto per il 17 Ottobre uno sciopero scolastico organizzato proprio dalla vostra associazione; nel caso di uno sciopero scolastico come questo, come avete proceduto alla sua organizzazione? “La definizione di sciopero scolastico, in realtà, non rende bene l’idea di ciò di cui si tratta. È più corretta definirla una manifestazione. In merito alla sua organizzazione, c’è da dire innanzitutto che presenta numerose difficoltà, per questa ragione è necessaria una discussione di natura politica a livello paritetico da fare preliminarmente”.

“A questo punto, ci si pone degli obbiettivi che, come in questo caso, vedranno la convocazione delle piazze: saranno chiamate ben 100 piazze in tutta Italia che raduneranno centinaia di ragazzi che, a loro volta, verranno mandati nei luoghi da riqualificare come parcheggi, scuole, acciaierie, ecc.”

Quanto tempo richiede l’organizzazione di uno sciopero scolastico, di una manifestazione come questa?

“All’incirca un paio di mesi, ciò dipende da quanto è necessario fare, gli obbiettivi posti e cosa si vorrebbe realizzare.”

Obbiettivi e misure di sicurezza: quali sono e cosa contate di ottenere?

“Per quanto concerne le misure di sicurezza, è nostro interesse mantenere alta l’attenzione ed evitare accadano spiacevoli incidenti. Ovviamente, contiamo sul buon senso delle piazze. Dal canto nostro, in qualità di promotori e organizzatori, cerchiamo di gestire al meglio la piazza e mantenere i ragazzi dietro gli striscioni a capo del corteo.”

“In merito agli obbiettivi, manifestazioni come questa contano di coinvolgere molti studenti e di fare in modo che si lascino sensibilizzare dalla manifestazione: è una sfida che va colta, con la speranza di renderlo un ricordo da portare con sé in futuro.”

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto