Cenone Capodanno: menù-ricette, cosa cucinare al cenone capodanno

Redazione Controcampus 27 Dicembre 2014

Arriva il Cenone Capodanno, la festa di fine anno e di inizio anno nuovo, la festa che decidi di passare in famiglia, con gli amici o con chi vuoi.

Arriva il Cenone Capodanno, la festa di fine anno e di inizio anno nuovo, la festa che decidi di passare in famiglia, con gli amici o con chi vuoi.

Ma cosa cucinare a Capodanno? Quale menù scegliere? Quali e quante portate fare ed abbinare?

Meglio il menù tradizionale e classico o un menu cenone capodanno più sobrio?

Ecco cosa cucinare per il cenone Capodanno, i menù, ricette e consigli di Stefano Barbato di Giallo Zafferano

Dai tipici vessilli gastronomici, agli echi dei fuochi pirotecnici.

Dalla biancheria intima di colore rosso, all’immarcescibile rametto di vischio. Nel Bel Paese, l’ultimo dell’anno simboleggia il transito dalla vecchia alla nuova vita, un momento di rinascita da celebrare, in allegria, accendendo candele, o dando vita a dei falò (all’aperto, ovviamente).

Munificenza, fregi luminosi, avveniristici addobbi floreali, orpelli variopinti ed ecclesiali adorneranno, come di consueto, le vie e le piazze della città italiane.

La magica atmosfera, corredata da sublimi colori invernali, sviscererà emozioni inusitate, adombrando, almeno per un po’, i cattivi presagi.

Leccornie, tradizioni e rituali propiziatori faranno da sfondo, come di consueto, alle attese celebrazioni nel cenone capodanno .

Cenone Capodanno: cosa cucinare per la notte di San Silvestro il 31 dicembre, consigli

L’ultimo giorno dell’anno rappresenta un’osmosi tra gastronomia e folclore. A Capodanno, infatti, il cibo assurge al rango d’allegoria. Zampone, lenticchie, fave e melagrano, infatti, inneggiano alla buona sorte. Gamberi e uova di pesce, invece, simboleggiano fertilità e longevità. Zafferano e mais, infine, riecheggiano, con il loro colore giallo, lo splendore dell’oro.

Molti si staranno chiedendo: che cosa cucinerò per il cenone Capodanno e per il pranzo del 1° gennaio? E, soprattutto, riuscirò a stupire i miei ospiti con il cenone capodanno? Domande legittime, non vi è alcun dubbio. Quesiti, a cui, però, soltanto un esperto del settore gastronomico può dar risposta. E, con l’intento di venir incontro alle vostre esigenze ed al fin di far luce sulle prelibatezze culinarie italiane ed, in particolare, sui menù relativi al cenone della Vigilia ed al pranzo di Natale, Controcampus ha chiesto un parere a Stefano Barbato.

Barbato, giovane e talentuoso chef italiano, il quale, da diversi anni, cura un blog dedicato al mondo della gastronomia, “Giallo Zafferano”, occupandosi, nel contempo, di video ricette sul suo canale youtube.

Ecco il Menù di San Silvestro  del 31 Dicembre di Barbato di Giallo Zafferano

  • Menù cenone di capodanno – Aperitivo: spumante Brut puro con pinzimonio di finocchi, sedano e carotine….. Delusi? Il pinzimonio serve a preparare e pulire il palato per il trionfo di mare;
  • Menù cenone di capodanno – Antipasti: ceviche di ostriche (piatto tipico sud americano), cocktail di scampi in crema profumata al basilico, crudità di mare, gamberoni Rossi, ostriche, fasolari, tartufi;
  • Menù cenone di capodanno – Primo piatto: fettuccine al granchio rosa;
  • Menù cenone di capodanno – Secondo piatto: astice al rosmarino;
  • Menù cenone di  capodanno – Intramezzo: sorbetto al mandarino e vodka;
  • Menù cenone di capodanno – Immancabili nelle nostre tavole, la frutta secca ricca omega 3, pistacchi, noci, nocciole, mandorle;
  • Menù cenone di capodanno – Dolci: pandoro con crema al mascarpone e cannella, panettone scaldato in plancia con qualche goccia di grand marnier;
  • Menù cenone di capodanno: Dopo la mezzanotte: immancabili lenticchie, cotechino e zampone.

Cenone Capodanno di Stefano Barbato di Giallo Zafferano

  • Menù 1 gennaio – antipasto: una caprese di bufala e pachino, con basilico fresco e due fettine due, di prosciutto crudo;
  • Menù 1 gennaio – primo piatto: dei cappelletti di carne in brodo di gallina ruspante;
  • Menù 1 gennaio – secondo piatto: tacchino ripieno con crema di castagne e uvetta;
  • Menù 1 gennaio – dolce: oltre al solito panettone e pandoro, consiglio un buon tiramisù e una macedonia di frutta esotica.

Potrebbe renderci edotti in merito alla sua filosofia gastronomica?

“Indubbiamente sono tutti argomenti da tenere in considerazione, aggiungerei che lo Chef del futuro, oltre ad abbinare sapienza e maestria, debba anche essere un dietologo”.

“Ciò che é buono al palato, non sempre lo é per il nostro fegato. Se vado a mangiare in un ristorante e sento i benefici di quello che sto assimilando, sarò più propenso a tornarci. Qui entra in gioco la sapienza. Saper rendere gradevole e appetitoso un piatto, diminuendo l’uso di sali e grassi, sostituendoli con spezie e oli insaturi crudi”.

Potrebbe fornirci dei menù per il Cenone di Capodanno e per il pranzo del 1° gennaio?

“Con molto piacere, premetto che amo stravolgere i miei ospiti. Ecco il menù relativo al cenone di capodanno: aperitivo spumante Brut puro con pinzimonio di finocchi, sedano e carotine….. Delusi? Il pinzimonio serve a preparare e pulire il palato per il trionfo di mare. Antipasti: ceviche di ostriche (piatto tipico sud americano), cocktail di scampi in crema profumata al basilico, crudità di mare gamberoni Rossi, ostriche, fasolari, tartufi. Primo piatto, fettuccine al granchio rosa. Secondo piatto, astice al rosmarino. Intramezzo.. sorbetto al mandarino e vodka. Immancabili nelle nostre tavole, la frutta secca ricca omega 3, pistacchi, noci, nocciole, mandorle. Dolci, pandoro con crema al mascarpone e cannella, panettone scaldato in plancia con qualche goccia di gran marnier. Lenticchie, Cotechino e zampone immancabili dopo la mezzanotte. Ecco il menù relativo al 1° gennaio: come antipasto una caprese di bufala e pachino, con basilico fresco e due fettine due, di prosciutto crudo. Come primo piatto, dei cappelletti di carne in brodo di gallina ruspante. Come secondo tacchino ripieno con crema di castagne e uvetta. Dolce, oltre al solito panettone e pandoro, consiglio un buon tiramisù, è una macedonia di frutta esotica”. 

Avrebbe qualche ricetta natalizia, concernente il cenone capodanno ed il pranzo del 1° gennaio, da suggerirci?

“Certo, sul mio canale YouTube ne trovate tantissime, e in particolare sto preparando un menù in uno dei prossimi video, dove vedrete come realizzare alcuni di questi piatti. Se me lo consenti, vorrei fare i miei migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo a voi e ai vostri lettori”.

Cenone Capodanno  in Italia e nel Mondo

  • Cenone di capodanno in Russia. Incredibile ma vero: i ruteni festeggiano il capodanno sia il 31 dicembre, sia il 13 gennaio (secondo il calendario Giuliano), e, allo scoccare della mezzanotte, sono soliti nutrirsi di prugne secche farcite di nocciole e panna.
  • Cenone capodanno in Germania. Per il popolo tedesco, l’ultimo dell’anno è una sorta di carnevale da festeggiare mescendo nei bicchieri una bevanda (il Feurzangenbowle) a base di vino, rum, chiodi di garofano e cannella. Immancabile, ovviamente, la frutta secca.
  • Cenone del Capodanno in Cina. Per i mandarini si tratta della Festa della Primavera: un evento che dura per ben due settimane, e termina con la festa delle lanterne. Anche nella terra del dragone il colore rosso ed i fuochi d’artificio rivestono un ruolo a dir poco nevralgico. Secondo un’antica leggenda, servirebbero a scongiurare le azioni malefiche del mitologico mostro Nian.
  • Cenone di Capodanno in Giappone. Gli abitanti della Terra del Sole nascente celebrano il nuovo anno, ripulendo le proprie abitazioni e decorando l’ingresso delle stesse con rami di pino e fili di paglia.

Cenone Capodanno e dieta invernale: consigli per restare in forma

A breve, l’aria polare ritornerà a varcare le soglie della nostra penisola. L’irruzione del gelo invernale, dunque, tenterà, anche quest’anno, di falcidiare coltivazioni e costringere a stare a letto migliaia di persone. Risulta pertanto doveroso approntare, sin da ora, una sana strategia preventiva che consenta agli italiani di rinforzare le proprie difese immunitarie, ponendole sotto l’egida di una corretta alimentazione. Secondo diverse correnti di pensiero, l’alimentazione invernale dovrebbe avere una duplice funzione: da un lato, aiutare il sistema immunitario nella lotta contro i virus influenzali, dall’altro, proteggere l’organismo dal clima notevolmente rigido.

Il fulcro nevralgico della dieta invernale alberga nell’assunzione di cibi che siano in grado di sopperire al maggior dispendio di calorie dovuto all’abbassamento delle temperature esterne. Secondo gli esperti internazionali, dunque, le nostre tavole dovrebbero pullulare di cibi piccanti, brodi, agrumi (vitamina c), aglio, pesce, carni bianche, legumi, cereali, riso, pane integrale ecc.

Che l’alimentazione corretta sia fondamentale per la salute dell’uomo, è ormai un fatto di dominio pubblico. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) circa 1/3 dei tumori e delle malattie cardiovascolari potrebbero essere irretiti con una sana ed equilibrata alimentazione.

Che cosa suole indicarsi con il termine alimentazione? L’alimentazione consiste nell’assunzione da parte di un organismo delle sostanze necessarie per il suo metabolismo e le sue funzioni quotidiane. In sintesi, nel linguaggio scientifico, l’alimentazione simboleggia ciò che mangiamo. Viceversa, il termine nutrizione concerne l’assunzione, tramite alimenti, di fondamentali principi nutritivi, ergo i processi metabolici necessari a garantire il corretto funzionamento dell’organismo. Questi ultimi traggono origine dagli alimenti, i quali, a loro volta, sono forieri di principi nutritivi.

Le vitamine e i minerali regolano, ad esempio, le reazioni metaboliche. Mentre glucidi, lipidi e proteine (le quali forniscono anche materiale plastico per la riparazione dei tessuti) hanno il pregio di fornire energia.

Il nostro organismo ha bisogno di tutti i nutrienti principali nella giusta quantità e qualità. Diversi studi scientifici dimostrano che l’apporto proteico debba essere garantito non solo dalla quantità, ma anche dalla qualità degli alimenti. Proteine, grassi, glucidi, vitamine, oligoelementi, fibre, e sostanze antiossidanti risultano a dir poco fondamentali per il benessere del nostro organismo. Pertanto, le diete dimagranti “fai da te” potrebbero produrre seri danni, specialmente se fossero caratterizzate dalla carenza dei cibi necessari a sopperire alle condizioni atmosferiche tipiche delle quattro stagioni. Ad esempio, nei mesi invernali non dovremmo mai snobbare i cibi che siano in grado di concedere all’organismo la possibilità di fronteggiare la brama di calore, rinvigorendo le proprie riserve energetiche.

Leggi e scarica da qui >> Ricetta del cenone di Capodanno – Capesante Gratinate

Antonio Migliorino

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto