Pensione di vecchiaia: calcola pensione con requisiti Inpdap e Inps

Redazione Controcampus 30 Marzo 2015

News pensione di vecchiaia, ecco quali sono i requisiti attuali per andare in pensione e quali sono le modalità di calcolo da adottare per calcolare l’importo del proprio futuro assegno pensionistico, requisiti Inpdap e InpsCon la riforma pensioni molti italiani avevano visto avvicinarsi la possibilità della pensione di vecchiaia anticipata compresi lavoratori precoci ed esodati.

Purtroppo tale notizia è stata smentita nelle ultime ore per dichiarazioni del Governo Renzi in quanto per molti motivi la riforma delle pensioni non sarebbe attuabile, tali ragioni sono da ricercare nel fatto che il debito italiano è così profondo da non poter permettere maggiore flessibilità nei requisiti richiesti per andare in pensione.

Gli unici spiragli di speranza sono rappresentati dal nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, che presenterà un nuovo piano riguardante le pensioni all’inizio dell’estate, e da Cesare Damiano, che continua a proporre l’adozione di quota 100, il provvedimento che darebbe la possibilità ai lavoratori di andare in pensione a 62 anni, purché si siano maturati 35 anni di contributi.

Dal momento che attualmente i requisiti pensione di vecchiaia rimangono quelli stabiliti dalla riforma delle pensioni Fornero, è bene focalizzarsi su questi, anche perché difficilmente muteranno a breve. Inoltre, seguendo la riforma Fornero e l’ultima circolare dell’Inps riguardo l’aumento della speranza di vita, dal 2016 il requisito anagrafico per accedere alla pensione di vecchiaia sarà di 66 anni e 7 mesi di età.

Requisiti Inps e Inpdap per la pensione di vecchiaia per uomini e donne

Prima di addentrarci nella descrizione dei requisiti ai quali tutti si dovranno attenere almeno a breve, è bene ricordare che per le lavoratrici c’è la possibilità di avere una pensione di vecchiaia anticipata fino alla fine dell’anno in corso, si tratta dell’opzione donna: chi ha 35 anni di contributi e un’età anagrafica di 57 o 58 anni (a seconda della carriera lavorativa), ha la possibilità di andare in pensione, purché si accetti la riscossione di un assegno pensionistico calcolato unicamente con sistema contributivo (nel corso dell’articolo sarà spiegato cos’è, come si calcola e in cosa differisce dal calcolo retributivo).

Attualmente i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia sono i seguenti:

  • Età contributiva di 20 anni;
  • 66 anni e 3 mesi di età anagrafica per lavoratori autonomi e lavoratrici del settore pubblico;
  • 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici del settore privato;
  • 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome;
  • 62 anni o meno, per i lavoratori che hanno 42 anni e 6 mesi di contributi e le lavoratrici che hanno 41 anni e 6 mesi di contributi per le lavoratrici;
  • 57 o 58 anni per le lavoratrici che hanno 35 anni di contributi e intendono usufruire dell’opzione donna (con assegno calcolato solo con sistema contributivo).

Calcolo pensione di vecchiaia e requisiti per andare in pensione

Chi intende provare a calcolare l’ammontare della pensione di vecchiaia da sé, dovrà eseguire un calcolo della pensione misto (ovvero per un periodo calcolo contributivo e per un periodo calcolo retributivo) e tenere a mente i seguenti dati:

  • Bisognerà calcolare con sistema retributivo fino al 2011 e poi contributivo, per chi ha 18 anni di contributi;
  • Bisognerà adottare un calcolo retributivo fino al ’95 e poi contributivo per chi ha meno di 18 anni di contributi;

Tali calcoli si svolgono nel seguente modo:

  • Per il calcolo contributivo vanno considerati: somma delle retribuzioni annue del lavoratore; 33% dei contributi versati; tassi di capitalizzazione annualmente aggiornati dall’Istat e speranza di vita del lavoratore.
  • Per il calcolo retributivo sono da considerare: retribuzione complessiva dell’intera carriera lavorativa; media della rivalutazione basandosi su dati Istat.

Riforma pensioni 2015 e pensione del futuro: il punto dei professionisti

Aniello Napoli

Aniello Napoli

Abbiamo chiesto al commercialista dott. Aniello Napoli, cosa ne pensa del calcolo contributivo, che svantaggerà soprattutto i lavoratori che non potranno usufruire anche del calcolo retributivo nel calcolare l’ammontare del proprio assegno pensionistico.

Del calcolo contributivo come unica strada penso sia ingiusto rispetto soprattutto alle precedenti generazioni che, escludendo gli autonomi, hanno beneficiato di condizioni enormemente migliori.” fa sapere il dott. Aniello Napoli facendoci conoscere quali sono secondo lui le alternative all’attuale riforma delle pensioni – 

Credo, peraltro, che in ambito pensionistico possano esserci ulteriori strade percorribili per tentare di riassettare gli equilibri della finanza pubblica e che l’aver scelto, quasi unicamente, la strada del sistema contributivo non risolva del tutto il problema in quanto rischia, a regime, di creare altri sconquassi sociali”.

Una riforma delle pensioni avrebbe risolto o risolverebbe la situazione?

La riforma delle pensioni è oggetto delle cronache quotidiane in quanto è in corso un dibattito a livello politico, sindacale e delle principali istituzioni coinvolte che pian piano sta raggiungendo i comuni cittadini che, presto o tardi, dovranno fare i conti con l’ennesima modifica al sistema.

Calcolo pensione di vecchiaia

Calcolo pensione di vecchiaia

 Ad oggi il quadro non è ancora definito proprio perché è una riforma in corsa.

“Io penso che riparametrare l’assetto previdenziale e pensionistico alle aspettative di vita sia inevitabile per una ragione su tutte, in quanto appare ora l’unico elemento in grado di realizzare, per così dire, una “giustificazione sociale Oltre tutto è necessario porre rimedio alle numerose incongruenze della riforma Fornero che, in termini sociali, a contribuito a non risolvere, anzi ad incrementare, situazioni sociali di importanza generale quali la disoccupazione giovanile, la rioccupazione degli over 60, etc.”

Ambra Benvenuto

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto