Novità età pensionabile uomini e donne: riforma delle pensioni 2015

Redazione Controcampus 30 Marzo 2015

La riforma delle pensioni 2015 non s’ha da fare: tutte le novità su quale sarà la pensione per un gran lasso di tempo, news su età pensionabile per uomini e donne previste dalla riforma pensioni RenziLe ultime notizie riforma delle pensioni 2015 riportano proprio questo triste cambiamento di Rotta decisa dal Governo Renzi che è sempre più in contrasto con i sindacati a partire da Landini e Fiom.

A quanto pare, non sarebbero necessarie modifiche alla riforma delle pensioni Fornero. Anzi, spieghiamoci meglio: tali modifiche alla riforma delle pensioni Fornero non sarebbero proprio possibili.

Per comprendere a pieno la riforma delle pensioni 2015 Governo Renzi, è necessario costruire un piccolo puzzle con tutti i dati che sono stati forniti dalle fonti più svariate. Innanzitutto, c’è da ricordare che la riforma delle pensioni 2015 è da considerare all’interno di un Paese che sta adottando la Legge di Stabilità per risanare la propria economia, e già in questo, pare manchino ancora 10 miliardi per far quadrare i conti. In secondo luogo, c’è da considerare che la riforma delle pensioni Fornero fu pensata per far risparmiare ben 80 miliardi entro il 2020 e il governo è dubbioso sul mollare questo tipo di ipotesi, anche se ne va del benessere di moltissimi cittadini. Il terzo aspetto, è caratterizzato dal tentativo di chiedere aiuto all’Europa per rendere attuale la riforma delle pensioni 2015 e tutte le proposte di flessibilità di età pensionabile, aiuto che però non è arrivato in quanto la risposta europea è quella di vedere un rischio nel cambiare la riforma delle pensioni Fornero.

Novità età pensionabile uomini e donne

Prima di proseguire nel descrivere ciò che sono i requisiti attuali per andare in pensione, è bene ricordare che entro giugno ci sarà comunque la presentazione di un piano da parte del presidente dell’Inps Tito Boeri per facilitare la situazione delle pensioni. Inoltre, è bene considerare che, dopo tutto l’aggiornamento continuo circa le proposte di flessibilità di età pensionabile, Cesare Damiano continua a ribadire l’iniziativa quota 100, che consiste nella possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 anni di contributi ed è vista da molti italiani come ancora di salvezza anche se usufruirne vorrebbe dire subire delle penalizzazioni sull’assegno pensionistico – spesso di non poco conto.

Senza riforma delle pensioni, dunque, l’età pensionabile resta quella prevista dalla riforma delle pensioni Fornero anzi, vista l’ultima circolare dell’Inps, si parla precisamente di 66 anni e 7 mesi di età per accedere alla pensione di vecchiaia. Quest’ultimo provvedimento sarà adottato a partire dal 2016.

Per quanto riguarda l’anno ancora in corso, per andare in pensione sono necessari 20 anni di contributi e un’età minima che è generalmente di 66 anni e 3 mesi (come nel caso dei lavoratori dipendenti e autonomi e lavoratrici del settore pubblico) ma che in certi casi può variare e arrivare a 63 anni e 9 mesi (lavoratrici del settore privato) o 64 anni e 9 mesi (lavoratrici autonome).

E che succede ai lavoratori precoci? Per chi ha 42 anni e 6 mesi (uomini) o 41 anni e  6 mesi (donne)  di età contributiva è possibile andare in pensione anche prima dei 62 anni – a questo punto non è chiaro se chi decide di intraprendere questa strada va incontro a penalizzazioni sull’assegno pensionistico o meno.

L’ultima notizia importante da tenere a mente, soprattutto per le lavoratrici, è che l’opzione donna resta valida fino al 31 dicembre 2015. Ciò vuol dire che le lavoratrici che hanno 35 anni di contributi e 57 o 58 anni di età (a seconda della carriera lavorativa) hanno la possibilità di andare in pensione anticipatamente, purché accettino un assegno pensionistico calcolato con sistema contributivo

Le pensioni future, ecco quali e come saranno per Aniello Napoli

Aniello Napoli

Aniello Napoli

Abbiamo posto qualche domanda sulla riforma delle pensioni 2015 al dott. Aniello Napoli, che innanzitutto ha precisato che Le future pensioni, ormai è chiaro a tutti, saranno di gran lunga più leggere di quelle delle precedenti generazioni. Ciò grazie non solo alla riforma Fornero ma anche a quelle precedenti.” – dice Napoli –

“L’assegno pensionistico, infatti, è stato profondamente modificato nel calcolo passando al metodo contributivo: le pensioni future saranno frutto dei soli contributi versati, senza che nulla o quasi conti il reddito percepito nel periodo di lavoro”.

“Per chiarire: in generale emerge una prospettiva di vecchiaia difficile per i lavoratori perché potrebbero ricevere dall’INPS una pensione mensile non superiore mediamente al 60% dell’ultima retribuzione”.

Purtroppo, le preoccupazioni circa la riforma delle pensioni 2015 riguardano proprio tutti. Il dott. Napoli parla addirittura di un comune sentire:Fra queste e molte altre con cui per altre ragioni ho avuto contatti con persone prossime alla pensione o pensionati, devo dire che ho potuto cogliere un comune sentire, una condivisione di preoccupazione ovvero quella di vedere allontanarsi, di riforma in riforma, la data dell’andata in pensione. Ogni nuova legge, ogni cosiddetta riforma, a contribuito ad alimentare questa preoccupazione che, in moltissimi casi, è divenuta concreta”. 

E per quanto riguarda i lavoratori autonomi? “Credo che gli autonomi siano la categoria peggio trattata da ogni riforma. I professionisti, poi, hanno da sempre dovuto far i conti con le norme statati riversate nei regolamenti delle proprie casse professionali. Il passaggio al contributivo ha decisamente peggiorato la situazione dei giovani professionisti che, con la difficoltà lavorativa e la pochezza dei mezzi, specie ad inizio carriera, devono far fronte ad esborsi previdenziali davvero non commisurati alla realtà socio-lavorativa del settore. Per chiarire: un giovane professionista rischia di ritrovarsi una pensione pari circa al 40/45% della propria retribuzione attuale”.

Sull’opzione donna, invece, dice Napoli “Riguardo alla cosiddetta opzione donna, la riforma Fornero ha confermato fino al 31 Dicembre 2015 la possibilità per le donne di andare in pensione prima, a patto di accettare un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo, ovvero di andare in pensione a 57 anni per le lavoratrici dipendenti ed a 58 anni per le autonome fermo restando, per entrambi i casi, il requisito dell’anzianità contributiva pari a 35 anni.

A mio parere l’opzione donna nella riforma delle pesnioni 2015 va rinnovata per varie ragioni ed, anzi, la modificherei soltanto nel senso di innalzare l’età dai 57/58 a 61/62 di modo che possano ricevere un importo maggiore”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto