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18 gennaio 2017

Robotica, una rivoluzione che passa anche dalla scuola

Robotica
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La rivoluzione robotica passa anche dalla scuola: ecco cosa sta succedendo e quali sono i cambiamenti in atto, info grafica e report.

In tempi di rivoluzione digitale, cloud computing e data analytics sono molte le sfide che le nuove generazioni di studenti devono affrontare, laddove vogliano prepararsi al meglio per un mercato del lavoro sempre più competitivo.

La costante diffusione di sistemi di automazione nei processi di produzione industriali ha messo in luce problematiche e aspetti dell’industria 4.0 che vanno al di là della “semplice” trasformazione delle strategie aziendali. Il settore della robotica cresce in maniera vertiginosa e con esso la paura di un maggior tasso di disoccupazione, generando una sorta di astio verso la macchina vista come sostitutiva dell’uomo nelle sue mansioni.

Ad ogni modo, una volta oltrepassato il superficiale senso di minaccia, si individua una nuova serie di possibilità che potrebbero risultare decisive ai fini di una ripresa economica e maggiore produttività.

Come i Ludditi si scontrarono senza successo con l’incedere inevitabile delle prime rivoluzioni industriali, così bisogna riconoscere quanto la recente automazione delle industrie non possa essere evitata.

È qualcosa con cui ci troveremo a fare i conti nell’immediato futuro. In particolar modo per la maniera in cui si collega con le recenti innovazioni tecnologiche. Se abbiamo imparato a convivere ed a trarre vantaggio dalla diffusione della rete e dei nuovi sistemi di comunicazione, altrettanto potremmo fare con la quarta rivoluzione industriale.

Tanto i cambiamenti nei sistemi di comunicazione quanto quelli nelle gestioni aziendali poggiano su alcune basi sovrapponibili: informazioni condivise, tracciabilità via rete, algoritmi per una migliore gestione dei dati – questi sono solo alcuni degli esempi.

La robotica, una rivoluzione che passa anche dalla scuola e dall’Università

La formazione scolastica può offrire una risposta alle sfide poste dall’interazione uomo-macchina. Oltre a corsi che si fanno carico di queste nuove tematiche (un esempio è il corso di Ingegneria dell’automazione dell’Università di Padova), l’Italia presenta un’offerta formativa di alto livello per quanto concerne la robotica.

Oltre alle eccellenze di Pisa e Siena, c’è una diffusa presenza di centri di ricerca che spaziano dalle biotecnologie alle intelligenze artificiali. Il mercato della robotica offre un potenziale che potrebbe essere sfruttato a vantaggio della ricerca, dell’occupazione e della creazione di nuove figure professionali specializzate. In molti stanno già puntando su questo settore anche al di fuori delle università: molte aziende organizzano workshop di automazione industriale e grandi brand investono in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie.

Un esempio viene dalla Tesla Motors, che ha ridotto a zero il numero di operai umani in alcuni dei suoi stabilimenti, in nome di una maggior produttività e sicurezza. Per quanto tutto ciò possa suonare straniante, a ben vedere si tratta di un ricollocamento di una massa di operai verso diverse mansioni, sicuramente più specializzate.

Il report dimostra i cambiamenti in atto grazie alla nuove tecnologie

Per questo motivo viene incentivato lo studio delle nuove tecnologie, in previsione di una crescente richiesta di personale specializzato e adatto a ricoprire ruoli di recente creazione.

Come visto finora, si è solo all’inizio di una trasformazione che coinvolgerà molti aspetti della nostra società: dai livelli occupazionali alle offerte formative.

Per avere un quadro più dettagliato sul mercato dei robot industriali si può prendere visione di un recente report pubblicato dalla tedesca TradeMachines. I dati evidenziano quanto l’investimento nel settore non sia prerogativa esclusiva del mondo occidentale, ma coinvolga anche una serie di economie provenienti dall’estremo oriente.

Non si può non considerare quanto questo settore sia una fucina di opportunità per le generazioni a venire e quanto questo futuro sia influenzato, inevitabilmente, dalla qualità dell’offerta formativa che il paese saprà mettere a disposizione.

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