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4 Giugno 2019

Pensioni oggi 4 giugno 2019: Corte dei Conti perplessa sulla riforma

Pensione oggi 17 giugno 2019
News pensioni oggi 4 giugno 2019

News pensioni oggi 4 giugno 2019

Ultime notizie sulle pensioni oggi 4 giugno 2019: dal pensionamento anticipato di quota 100 alle news sulla riforma che vede il parere contrario della Corte dei Conti.

La riforma della pensione è un argomento che in apertura di settimana, continua a far discutere  di se in modo alquanto acceso.

Fino a venerdì, la situazione si presentava più complessa del solito.

La Corte dei Conti, ha espresso in queste ore molte perplessità sulla riforma pensioni attuale, considerandola temporanea e non equa. I dubbi riguardano principalmente, i miglioramenti che dovrebbero derivare con l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Il tema pensione stando anche alle ultime notizie su quota 100, dovrebbe valorizzare e porre attenzione soprattutto verso coloro che compiono mestieri gravosi.

Quota 100 a oggi, non ha abolito con la sua comparsa la legge Fornero, ma anzi sembra aver accentuato delle forti disuguaglianze oltretutto con scadenza triennale da cui molti si aspettano al seguito, nuove e diverse sorprese.

Alla fine il decreto varato, sta dimostrando che quota 100 rappresenta un vantaggio solo per chi ha lavorato meno, con 38 anni di contributi e 62 anni di età. Stando alle indiscrezioni, molti vorrebbero che si tornasse ad aprire l’argomento dell’eta pensionabile anticipata per garantirla nel futuro anche ai giovani, tutelare sempre più le donne, la maternità, rivalutando quindi tutto il contesto in essere.

Le news principali, optano per un ricalcolo pensionistico con sistema contributivo per tutti, in modo da considerare anche gli attuali esclusi dalla riforma, e considerare quei tanti lavori considerati precari e discontinui.

Novità pensioni oggi 4 giugno 2019: ultime notizie su quota 100 della Corte dei Conti

Le ultimissime su tema pensioni e quota 100 sono diverse e sembrano amalgamarsi completamente. Le ultime notizie sono quelle rilasciate dalla Corte dei Conti che non sembra per niente favorevole al decreto pensionistico vigente come anche il reddito di cittadinanza. Quota 100 a quanto pare più che sostituirsi alla tanto cara legge Fornero, ha solo portato dei cambiamenti ma alquanto discutibili.

Al momento la pensione anticipata funziona con 38 anni di contributi e 62 anni d’età raggiunta. Quel che però lascia perplessi, è la poca considerazione in materia, dei lavori gravosi, quelli  precari e discontinui, l’aspetto previdenziale che debba tutelare maggiormente le donne anche per quanto concerne l’aspetto maternità.

Attualmente lo stato vigente è puramente confusionale. Nonostante le manifestazioni intercorse ad opera dei sindacati a Roma il 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica, le preoccupazioni per molti lavoratori sono tante. A queste si aggiungono i tagli sugli assegni, che vanno a gravare in particolare sulle persone anziane che vedono così estraniarsi di un bene di diritto. Nessuno sembra aver seriamente compreso quali potrebbero essere i problemi per i cittadini e l’incidenza economica su un deficit pubblico sempre più in crescita. Si discute e ci si arrabbia, un argomento del giorno diventato pane quotidiano. Le perplessità sul futuro sono tante e dalle indiscrezioni è difficile che miglioreranno nel breve tempo possibile.

Ultime notizie su quota 100: novità di oggi sulla pensione anticipata

Le novità che trapelano oggi sulle pensioni anticipate non sembrano promettere niente di buono. Molti sono i dubbi sul futuro, le incertezze prevalentemente su una quota 100 che dovrebbe essere ampliata per dare più spazio agli esclusi. Chi? Coloro che svolgono lavori rischiosi, le donne sempre messe in discussione, l’aspetto della maternità, i giovani che potremmo quasi definire emarginati previdenziali.

Quota 100 si è esonerata dal considerare lavori permanenti, saltuari, collaborazioni, lasciando quindi sul fondo generazioni e generazioni di cui poco e niente si sa del futuro.

Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore, sicuramente continueranno le lamentele per un decreto discutibile ed in molte sue fazioni poco accettabile.

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