Concorso per funzionario giudiziario: bando, requisiti e materie

Daniela Saraco 29 Luglio 2019

Dal Ministero di Grazia e Giustizia, nuovo concorso per funzionario giudiziario per 2242 posti: sul bando online sono indicati quali sono i requisiti e la materie da studiare.

Tra i vari concorsi del mese di luglio, annunciato già lo scorso aprile dal ministro per la Funzione Pubblica Giulia Bongiorno, è finalmente attivo  il concorso finalizzato all’assunzione di moltissimi funzionari giudiziari. Il bando del concorso è stato pubblicato, infatti,  il ventisei Luglio 2019  in Gazzetta Ufficiale. Il concorso per titoli ed esami, gestito dalla  Ripam per la riqualificazione delle pubbliche amministrazioni.

Vede  l’assunzione a tempo pieno e con contratto a tempo indeterminato per  2.329 figure professionali con ruolo di funzionario giudiziario.

Per far parte della selezione pubblica bisogna seguire una procedura online sul sito del Ministero di Grazia e Giustizia.

Finita la compilazione, viene inviata  una ricevuta da stampare e presentare  il giorno della prova. Per ogni difficoltà di iscrizione, è disponibile anche una guida dedicata.

I  posti disponibili per il concorso per funzionario giudiziario saranno così divisi:

  • 2242 funzionari giudiziari nei ruoli nell’Amministrazione giudiziaria;
  • 39 funzionari amministrativi nei ruoli del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità;
  • 20 funzionari dell’organizzazione e delle relazioni nei ruoli del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria;
  • 28 funzionari dell’organizzazione nei ruoli del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Di questi, il trenta per cento dei posti è riservato ai volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate. Ai volontari in servizio permanente. Nonché agli ufficiali di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in ferma prefissata  ove in possesso dei requisiti previsti dal bando.

Nuovo concorso per funzionario giudiziario: bando online e requisiti

La domanda può essere inviata entro il 9 settembre 2019 alle 24:00 tramite il sito web. Oltre alla cittadinanza italiana, per accedere al concorso non è richiesta la laurea magistrale. E’, infatti, sufficiente il titolo di studio triennale  in materie giuridiche, economiche e delle scienze politiche. Nello specifico sono ammesse le lauree triennali in scienze dei:

  • Servizi giuridici;
  •  Dell’economia e della gestione aziendale;
  •  Economiche;
  •  Politiche e delle relazioni internazionali.

Sono ovviamente  ammesse anche le lauree specialistiche  e magistrali. Per le prime lauree, si fa riferimento a:

  • Giurisprudenza;
  •  Teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica;
  •  Scienze dell’economia, economico-aziendali, della politica, delle pubbliche amministrazioni;
  • Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali;
  • Relazioni internazionali;
  • Scienze per la cooperazione allo sviluppo;
  • Sociologia;
  • Studi europei

Materie per i concorsi da funzionari giudiziari:  cosa studiare

La procedura concorsuale, che si avvarrà della Formez PA, è basata su una prova preselettiva,  una prova scritta e  una prova orale. Nello specifico:

  • La prova pre-selettiva consiste in un test, composto da quesiti a risposta multipla. Di cui una parte attitudinali per la verifica delle capacità logico-matematiche. Una parte diretta a verificare la conoscenza delle seguenti materie, diritto:
    • Amministrativo
    • Costituzionale.

Tale prova si effettuerà  solo nel caso in cui il numero dei candidati partecipanti sia pari o superiore a tre volte il numero dei posti messi a concorso.

  • La prova scritta vede, invece, la risoluzione di quesiti a risposta multipla sul diritto:
    • Amministrativo
    • Processuale civile;
    • Processuale penale:
    • Ordinamento penitenziario;
    • Diritto del lavoro;
    • Contabilità di Stato;
    • Ordinamento penitenziario;
    • Decreto del Presidente della Repubblica 230/2000;
    • Decreto legislativo 121/2018);

Parte della prova del concorso per funzionario giudiziario, mira anche a verificare le conoscenze relative alle tecnologie informatiche e alla lingua inglese.

  •  Infine la parte orale consiste, per ciascun profilo professionale, in un colloquio interdisciplinare  mirante ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati.

Oltre ai manuali, ai simulatori di test disponibili on line, si consiglia l’approfondimento delle materie di diritto e dei decreti su citati.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto