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29 Ottobre 2019

Giuseppe Ungaretti: vita, storia, mappa concettuale, analisi e frasi

Foto Giuseppe Ungaretti
Foto Giuseppe Ungaretti

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Ecco chi era Giuseppe Ungaretti: vita, storia e trama delle sue opere, mappa concettuale, approfondimenti in PDF con breve analisi delle sua poetica e le più belle frasi di Ungaretti.

Ungaretti è stato un poeta in grado di disorientare, con la sua poetica, sin dalla prima pubblicazione de Il porto sepolto.

Se da un lato ottenne i favori dei suoi amici francesi Guillaume Apollinaire e Louis Aragon, nonché degli intellettuali de La Voce, dall’altro ottenne le ostilità dei critici tradizionali e del grande pubblico.

I seguaci di Benedetto Croce, ad esempio, ne condannarono il frammentismo.

Allo stesso tempo i poeti dell’ermetismo riconoscono in Ungaretti il poeta che per primo era riuscito a rinnovare il verso della tradizione italiana, individuando in lui il precursore dell’ermetismo nonché iniziatore della poesia pura.

Da quel momento in poi la poesia ungarettiana ha conosciuto una fortuna ininterrotta.

Il fondo Giuseppe Ungaretti, conservato presso l’Archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti del Gabinetto Vieusseux, è raccolto in 46 faldoni.

Donato nell’aprile del 2000 dalla figlia Anna Maria, il fondo contiene la corrispondenza del poeta, i dattiloscritti della sua produzione poetica, critica e di traduttore, i manoscritti, e i ritagli di giornale con suoi testi o con articoli e saggi a lui dedicati.

Il 2 giugno 1958 riceve l’onorificenza come Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Chi era davvero Giuseppe Ungaretti? Leggi il seguente articolo per scoprire la storia della sua vita e la trama delle sue opere. Scarica gratis gli approfondimenti con breve analisi della sua poetica e la mappa concettuale.

Chi era Giuseppe Ungaretti: vita, storia, biografia, riassunto, analisi del testo scarica PDF

Giuseppe Ungaretti nasce l’8 febbraio 1888 ad Alessandria d’Egitto, nel quartiere periferico di Moharrem Bek. Il padre Antonio, operaio impiegato nello scavo del Canale di Suez, muore nel 1890 a causa di un’idropisia contratta durante il lavoro.

La madre, Maria Lunardini, gestione un forno di proprietà con il quale riesce a garantire gli studi a Giuseppe, che si iscrive in una delle più prestigiose scuole di Alessandria d’Egitto: l’École Suisse Jacot. In questo periodo si avvicina alla letteratura francese, grazie alla rivista Mercure de France, e quella italiana grazie all’abbonamento a La Voce.

Nel 1912 si trasferisce a Parigi per iniziare gli studi universitari alla Sorbona e al Collège de France. Quando scoppia la Grande Guerra (1914), si arruola come volontario nel 19° Reggimento di fanteria della Brigata Brescia.

In seguito alle battaglie sul Carso, Giuseppe inizia a tenere un taccuino di poesie pubblicate nel 1916 con il titolo di Il porto sepolto.

Nel 1916 trascorre anche un breve periodo a Napoli, poi nel 1918 il reggimento al quale apparteneva si reca a combattere in Francia. Finita la guerra resta a Parigi come corrispondente del giornale Il Popolo d’Italia, diretto da Benito Mussolini.

Nel 1936 ottiene la cattedra di letteratura italiana all’Università di San Paolo del Brasile; tornato in Italia nel 1942, ottiene la cattedra di letteratura contemporanea e moderna a La Sapienza di Roma.

Nel 1954 sfiora il Premio Nobel per la Letteratura, mentre nel 1960 riceve il Premio Montefeltro e nel 1966 il Premio Etna-Taormina.

Nella notte del 31 dicembre 1969 Ungaretti scrive la sua ultima poesia, L’impietrito e il Velluto.

Muore a Milano nella notte il 1° giugno 1970, a causa di una broncopolmonite; oggi è sepolto nel Cimitero del Verano, accanto alla moglie Jeanne.

Le più belle frasi del Cavaliere: citazioni e aforismi famosi di Ungaretti

Raccolta delle più belle frasi di Giuseppe Ungaretti, citazioni famose e aforismi da condividere su Facebook e Twitter.

  • E t’amo, t’amo, ed è continuo schianto.
  • Lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata.
  • La meta è partire.
  • La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina.
  • Sei comparsa al portone in un vestito rosso per dirmi che sei fuoco che consuma e riaccende.
  • Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa.
  • Sono frutto d’innumerevoli contrasti d’innesti maturato in una serra.
  • Quando ogni luce è spenta e non vedo che i miei pensieri, un’Eva mi mette sugli occhi la tela dei paradisi perduti.
  • Volti al travaglio come una qualsiasi fibra creata, perché ci lamentiamo noi?
  • La morte si sconta vivendo.
  • Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro. Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto. Ma nel cuore nessuna croce manca. È il mio cuore, il paese più straziato.
  • Si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie.
  • E il cuore quando d’un ultimo battito avrà fatto cadere il muro d’ombra, per condurmi, Madre, sino al Signore, come una volta mi darai la mano.
  • La memoria non svolge che le immagini e a me stesso, io stesso non sono già più che l’annientante nulla del pensiero.
  • L’uomo, monotono universo, crede allargarsi i beni e dalle sue mani febbrili non escono, senza fine, che limiti.
  • I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa. Vivo di questa gioia malata di universo, e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.
  • Tra un fiore colto e l’altro donato, l’inesprimibile nulla.

Mappa concettuale di Giuseppe Ungaretti per esami a scuola

Appunti Giuseppe Ungaretti

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