Giornata della Memoria del 27 gennaio: frasi per ricordare la storia

Carolina Campanile 26 Gennaio 2020

 Le frasi per la Giornata della Memoria del 27 gennaio 1945 per ricordare e non dimenticare quella tragica storia: origini e significato Shoah e Olocausto, citazioni e aforismi.

Istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 27 gennaio si celebra annualmente il Giorno della Memoria.

Le sue origini sono abbastanza recenti e il suo significato è da ricercare nella storia. Nasce infatti per ricordare gli orrori delle leggi razziali, dei campi di concentramento e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

Ma anche per ricordare coloro che, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati. E proprio in onore di questi ultimi nascerà poi la Giornata europea dei Giusti. Il 27 gennaio 1945 viene scoperto e liberato il campo di concentramento di Auschwitz.

La sua scoperta e le prime testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo interno, per la prima volta, l’orrore del genocidio di un popolo contro l’altro. Si tratta di un pezzo agghiacciante della nostra storia che non può essere dimenticato, proprio perché tremendamente agghiacciante. Milioni di uomini, donne e bambini vennero perseguitati e strappati alla loro vita per essere portati nei lager della morte. L’apertura di quei cancelli e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista. Nel suo testamento finale, prima del suicidio, Adolf Hitler scrisse che i criminali ebrei avevano espiato il loro errore, in modo totalmente umano. 

Per questo è stata tracciata di seguito e una breve storia del Giorno della Memoria per bambini e per gli studenti per spiegare il significato della Shoah e cosa è Olocausto. Frasi famose, citazioni e aforismi famosi sulla Giornata della Memoria per aiutare a tutti a non dimenticare quel 27 gennaio 1945.

Origini Giornata della Memoria 2020: storia e significato Shoah e Olocausto: frasi per ricordare

Ricorrenza internazionale celebrata annualmente il 27 gennaio, questa data nasce per commemorare le vittime dell’Olocausto. Le origini e la storia di questa ricorrenza sono abbastanza recenti, risalgono infatti al 1° novembre 2005. Il significato delle origini della ricorrenza è ricordare, per non dimenticare.

Tra il 1939 e il 1945 furono circa 17 milioni le vittime dell’Olocausto, di entrambi i sessi e di tutte le età. Fra questi circa 6 milioni erano ebrei, uccisi personalmente dai nazisti del Terzo Reich con l’obiettivo di creare un mondo più pulito. La soluzione finale, così definita l’operazione di sterminio, arriva attraverso un veloce processo di emarginazione ebrea, resa legittima dalle leggi di Norimberga del 1935. Conosciuta come la notte dei cristalli, l’8 novembre 1938 tutte le sinagoghe furono date alle fiamme. Nel 1942 la Conferenza di Wannsee decide di dare via al processo di sterminio. I cittadini ebrei iniziano così ad essere ghettizzati, ossia concentrati in appositi quartieri della città, per poi essere deportati in campi di sterminio.

Auschwitz, Birkenau, Belsen, Mauthausen sono solo alcuni dei 200.000 lager sparsi in tutta Europa. Qui ogni giorno giungevano convogli carichi di persone, le quali venivano sottoposte ad una selezione iniziale. Chi era considerato in grado di lavorare si “salvava”, gli altri erano direttamente deportati verso la meta finale di tutti loro: la camera a gas. Il 27 gennaio è scelto dall’ONU come giorno per commemorare le vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Perché il 27 gennaio è la data per non dimenticare questa storia

Il significato del giorno scelto è da cercare nella storia: sappiamo infatti che il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Giorni prima, durante la notte, sempre più frequentemente i prigionieri si svegliavano per le forti esplosioni: era il segno che l’Armata Rossa si stava avvicinando. Solo 10 giorni prima i nazisti, per paura di essere catturati, iniziano la ritirata portando con loro tutti i prigionieri sani. Più di 60.000 detenuti partono per l’ultima, terribile, marcia della morte. Contemporaneamente eliminano le prove dei loro crimini, facendo bruciare tutto a partire dalle camere a gas e i forni crematori. Aperti i cancelli di Auschwitz tutto il mondo poté vedere l’orrore che avveniva in quei campi.

Questi campi erano divisi a seconda della destinazione: da una parte vi erano i campi di concentramento, a loro volta suddivisi in campi di lavoro, per donne, per giovani, di transito, e dall’altra i campi di sterminio. Alcuni, come quello di Auschwitz-Birkenau, combinavano il lavoro schiavistico con lo sterminio sistematico. Essi erano formati da due elementi: il campo e le installazioni per lo sterminio. Inutile specificare quali siano queste installazioni: basti pensare che la parola Olocausto significa bruciato interamente. Il meccanismo di sterminio era guidato da quattro centri di potere, ognuno con un compito ben preciso. Per le eliminazioni stilavano liste dettagliate di vittime presenti, future e potenziali, e trovati metodi sempre più efficienti. L’avvelenamento con monossido di carbonio è forse il meno conosciuto, a differenza delle fucilazioni.

Frasi Giornata della Memoria: citazioni e aforismi per non dimenticare

Per non dimenticare il 27 gennaio 1948, sono state pensate anche delle frasi per la Giornata della Memoria, citazioni significative sulla Shoah e aforismi da condividere in questo giorno.

  • Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa. – Scritta su un muro di Auschwitz
  • Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre. – Primo Levi
  • La Memoria è l’unico vaccino contro l’indifferenza. – Liliana Segre
  • Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità. – Elisa Springer
  • Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve?
  • La verità è tanto più difficile da sentire quanto più a lungo la si è taciuta. Anna Frank
  • Il progresso, lungi dal consentire il cambiamento, dipende dalla capacità di ricordare. Coloro che non sanno ricordare il passato, sono condannati a ripeterlo. – George Santayana
  • Perdere il passato significa perdere il futuro. – Wang Shu
  • La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare. – Octavio Paz
  • Tanto grande è il rischio di dimenticare, che occorrerebbe un anniversario di Auschwitz al giorno! – Elisa Springer
  • In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”. – Luis Sepúlveda
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avatar Carolina Campanile Diplomata in Scienze del Turismo, sono iscritta alla Facoltà di Lettere Moderne alla Federico II. La passione per la scrittura nasce sin da piccola, quando nella mia stanzetta inventavo fiabe che ancora oggi custodisco gelosamente. Appassionata di letteratura e di arte, con gli anni ho iniziato ad interessarmi anche a ciò che è successo e succede nel mondo. Sensibile ai problemi che il pianeta (e l'uomo) affronta quotidianamente, per ControCampus scrivo prettamente per la rubrica Giornate e festività. L'idea nasce dalla volontà di raccogliere tutte le ricorrenze il cui obiettivo è sensibilizzare gli animi. Gli articoli trattano vari temi, dal problema dell'inquinamento alle malattie per le quali non ancora esiste una cura specifica. In passato ho scritto per la rubrica Il Personaggio e Frasi, dove ogni tanto mi ritroverete. Leggi tutto