Concorso regione Campania sospeso: perché e cosa succede ora

Daniela Saraco 19 Febbraio 2020

Ultime notizie sul concorso regione Campania sospeso per irregolarità, potrebbe diventare un boomerang contro il governatore De Luca per le prossime regionali.

Aggiornamenti del maxi concorsone della regione Campania bloccato per la seconda prova scritta degli aspiranti alla categoria D.

Ultime notizie sui ricorsi, modalità operative del Formez e della Ripam, tempi e scadenze. A rischio anche le prove scritte dei candidati diplomati della categoria C. Il maxi concorso della regione Campania è stato sospeso dai giudici del Tar che hanno fermato la procedura concorsuale. Le assunzioni di 950 unità di Categoria D a tempo indeterminato sono, dunque, incerte. L’undici febbraio i candidati erano in procinto di affrontare la seconda prova, quando è arrivato il blocco del Tar. Ma perché ? Quali sono i motivi della sospensione? E fin quando? Cosa succede ora?

Molti candidati esclusi dalle prove preselettive nel mese di settembre 2019 hanno fatto ricorso. I candidati, infatti,  hanno contestato le modalità di selezione del Formez e della Ripam.

Il concorso pubblico per la regione Campania per circa 2.000 posti oggi bloccato, è  stato pubblicato lo scorso luglio 2019 in Gazzetta Ufficiale. Tantissimi i candidati che hanno presentato la domanda di partecipazione al concorso  per un totale di 2175 posti alla Regione.

Il Tar ha sospeso la categoria D, cioè  quella dei laureati. Le prove scritte del concorso  sono state interrotte. Queste sono iniziate lo scorso 10 febbraio per 5 profili della categoria D. Così i Giudici, con ordinanza n. 218 del 12 febbraio, hanno stabilito che sussistono i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare. Di conseguenza il concorso sarà bloccato fino al prossimo 6 ottobre, giorno in cui si terrà l’udienza pubblica che dovrebbe definire il processo. Intanto Vincenzo De Luca sul Concorso Regione Campania fa sapere che assumeranno comunque 10mila persone.

Perché è stato sospeso il Concorso regione Campania per 10mila posti di lavoro

Cosa succede ora, e cosa accadrà alle prove dei diplomati?  Il concorso è stato sospeso per il  mancato rispetto del principio dell’anonimato durante le  prove preselettive. Gli esclusi, infatti,  difesi dagli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Ciro Catalano, hanno contestato anomalie rispetto alle istruzioni per lo svolgimento della prova preselettiva. In particolare, alcuni fogli risposte e cartoncini contenenti i dati anagrafici non sono stati chiusi in busta sigillata. Inoltre le buste, all’esterno,  erano  prive di generalità dei candidati.

Le indicazioni fornite ai candidati erano chiare. Bisognava apporre al test e al foglio dei dati anagrafici dei talloncini con un codice a barre identico. Tuttavia, tali documenti non sarebbero stati conservati in busta sigillata e anonima. Insomma, i compiti potrebbero essere stati manipolati.

Gli esclusi, dunque, hanno contestato che non è stato rispettato il principio dell’anonimato delle prove, che corrisponde alla segretezza degli autori delle prove scritte fino al momento in cui non sia stata ultimata la correzione. Il Tar ha rilevato inoltre che  la fase di correzione delle prove preselettive è durata  tre mesi. Attesa la pronuncia definitiva del Tribunale Amministrativo, che potrebbe propendere per ripetere la prova preselettiva.

Cosa succede ora per chi ha partecipato al Concorsone in Campania

A seguito dell’ordinanza del Tar Campania è sospesa la procedura in corso relativa al Concorso Ripam Campania per il reclutamento di 950 unità di personale categoria. Pertanto, le prove scritte previste per i giorni 13, 19, 24 e 28 febbraio 2020 non avranno luogo. Anche il concorso regione Campania per  i diplomati della categoria C sta avendo contestazioni. Le selezioni, che si stanno svolgendo in questi mesi, appartengono  ai bandi del maxi concorso campania divisi in due categorie: la C per i diplomati per 1.225 posti e la D per i laureati per 950 posti .

La Regione Campania da’ il mandato all’Avvocatura di ricorrere al Consiglio di Stato per chiedere l’immediata sospensiva dell’ordinanza del Tar. L’amministrazione regionale, infatti, si augura che il  Consiglio di Stato decida di far continuare la   procedura concorsuale. Inoltre informa che  le modalità di selezione del Concorsone sono uguali  a quelle attuate dal Formez per altri maxi concorsi pubblici. Intanto e non in ultimo, il governatore Vincenzo De Luca  in conferenza stampa a Torre del Greco all’impianto di Foce Sarno fa sapere che è pronto anche lui al ricorso e che saranno garantiti tutti i posti di lavoro.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto