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18 Febbraio 2020

Nise-il cuore della follia: trama, recensione, cast e trailer film

Locandina Nise-il cuore della follia
Locandina Nise-il cuore della follia

Locandina Nise-il cuore della follia

Di cosa parla Nise-il cuore della follia: trama, recensione, scheda tecnica, cast e trailer del film diretto da Roberto Berliner, con Gloria Pires.

Il docudrama sviluppato dal regista Berliner riguarda una tematica importante come quella della schizofrenia.

La protagonista della storia è la dottoressa Nise de Silveira, la quale rifiutando l’uso di cure invasive, viene isolata sempre più dal resto della classe medica. Perseverando, tuttavia, nella terapia occupazionale improntata sull’espressione artistica, la dottoressa ottiene risultati strabilianti.

Il cast del film Nise-il cuore della follia si basa sulla partecipazione di attrici quali Gloria Pires, Roberta Rodrigues, Simone Mazzer, Julio Adriào, Claudio Jaborandy, Fabricio Boliveira. L’opera di Berliner ha trionfato ai Film Festival di Tokyo e Rio aggiudicandosi i premi di miglior film e miglior attrice.

Un successo di audience e di contenuto per un lavoro incentrato su uno dei profili più influenti della medicina alternativa. Le chiavi di lettura principali di questo docufilm sono quelle della malattia mentale, e della sua cura attraverso la libertà d’espressione artistica. Una pellicola che dunque rielabora il concetto di medicina permeandolo con quello del talento figurativo.

Trama e recensione film Nise-il cuore della follia: di cosa parla la pellicola di Roberto Berliner

Dopo aver esaminato cast e tematiche fondamentali per un’idea iniziale di tale docudrama, spostiamo ora il focus su trama e recensione del film Nise-il cuore della follia. La tematica che fa da sfondo all’intero arco narrativo di questa storia è quello della schizofrenia, una malattia ostica dal punto di vista terapeutico. La protagonista del racconto, la dottoressa Nise de Silveira, si ritrova a doverla combattere all’interno di un ospedale psichiatrico di Rio de Janeiro.

La medicina del 1944, periodo in cui sono ambientati i fatti, si basa ancora su terapie estremamente invasive come l’elettroshock e la lobotomia. Ritenuti elementi unici per la cura della schizofrenia, essi però non incontrano l’adesione della dottoressa. Quest ultima, infatti, è pienamente convinta di una possibilità terapeutica alternativa. Attraverso l’uso dell’espressione artistica, dunque, convince i suoi pazienti a farvi ricorso. Analizzandoli uno per uno, attraverso dei dialoghi volti ad intuirne i diversi talenti, Nise spinge ognuno di loro a dare libero sfogo alla propria interiorità. Le rappresentazioni artistiche di quelli che prima venivano riconosciuti unicamente come clienti, permettono alla protagonista di trarre spunti interessanti.

Inutile dire che la protagonista percorre una strada non avallata dal resto della classe medica ospedaliera, che cerca in ogni modo di ostacolarne il cammino. Si delinea così un vero e proprio scontro di vedute tra medicina tradizionalista ed innovativa. Da un lato Nise, dall’altro tutti gli altri, per un dibattito impari sulla problematica. Una lotta in cui nessuna delle due parti in causa sembra voler fare un passo indietro, fino a quando però non accade un evento straordinario. Qualcosa di assolutamente impensabile capovolge le sorti della questione in essere, ribaltando le opinioni iniziali.

Il finale del docudrama diretto dal regista Roberto Berliner

Contrariamente a quanto sperato dagli altri medici, le terapie alternative della dottoressa iniziano a dare risultati nei pazienti affetti da schizofrenia. La possiblità per loro di riversare le afflizioni mentali nell’arte, riesce ad offrire sollievo laddove albergava unicamente caos. Il modello della cura occupazionale individuato dalla protagonista inizia così a fare breccia suscitando clamore.

L’incredibile eco avuto dal lavoro portato avanti da Nise presso l’ospedale di Rio le permette successivamente di aprire una propria clinica intitolata Casa das Palmeiras. Essa, ospitando anche uno studio oltre l’ambulatorio, diventa a tutti gli effetti un luogo di riabilitazione per i malati psichiatrici. L’epilogo del film vede poi la protagonista inaugurare anche un museo con le opere d’arte dei pazienti curati. Un ulteriore gesto di solidarietà e grandezza da parte della dottoressa entrata negli annali della medicina del secolo scorso.

Un docudrama di grande impatto emotivo, quello realizzato da Roberto Berliner, il quale riprende uno spaccato di storia della medicina. Esso presentandosi come un omaggio doveroso di una figura influente in tale ambito, offre una visione aderente alla realtà dell’operato creativo della dottoressa Nise de Silveira. Quest ultima, superando le difficoltà connesse al tradizionalismo dei suoi colleghi, dà inizio di fatto all’impiego della terapia occupazionale.

Scheda tecnica del film Nise-il cuore della follia e trailer HD

Scheda tecnica
Il docudrama su Nise de Silveira, una dottoressa che nel 1944 curò dei pazienti affetti da schizofrenia rifiutando l'uso della lobotomia e dell'elettroshock. Spingendo i suoi pazienti all'uso liberatorio dell'espressione artistica, la protagonista inaugura un metodo terapeutico nuovo ed originale.
TitoloNise-il cuore della follia
Durata109'
Generedocudrama
CastGloria Pires, Roberta Rodrigues, Simone Mazzer, Julio Adriào, Claudio Jaborandy, Fabricio Boliveira
RegiaRoberto Berliner
Anno di prod.2016
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