Chi era Paolo Borsellino: biografia, moglie, figli e come è morto

Carolina Campanile 19 Luglio 2020

A lui sono stati dedicate strade, piazze e film, ecco chi era Paolo Borsellino: biografia, curriculum, vita privata, moglie e figli e come è morto il magistrato vittima della mafia.

Magistrato e vittima di Cosa Nostra, è considerato, assieme a Giovanni Falcone, una delle personalità più importanti e prestigiose nella lotta alla mafia. Sia in Italia che a livello internazionale.

Pochi giorni prima di essere ucciso tiene un’intervista con MicroMega, dove parla della sua condizione di condannato a morte. Tutto è finito, afferma, consapevole di essere nel mirino di Cosa Nostra.

Ogni anno la Rai ricorda la strage Capaci e l’uccisione in via D’Amelio con il docufilm I 57 giorni.

Faceva parte di un pool antimafia istituito da Chinnici di cui facevano parte anche Giuseppe Di Lello, Leonardo Guarnotta e Giovanni Falcone, ma chi era Paolo Borsellino, come è morto, con chi è stato sposato e chi sono i figli, non tutti lo sanno. Ricostruiamo la sua storia, biografia e vita privata fino all’uccisione in via D’Amelio.

Chi era Paolo Borsellino: curriculum, biografia, moglie, figli del giudice ucciso dalla mafia

Sono tante la pagine Instagram e Facebook con il suo nome e che parlano di lui, della sua storia, vita e morte, chi era Paolo Borsellino le più belle frasi e sue citazioni ancora lo tengono in vita, film sulla biografia e vita privata. Cerchiamo di ricostruirla per passi partendo dalla sua nascita, famiglia, moglie e figli.

E’ nato a Palermo il 19 gennaio 1940, secondo figlio di Diego e Maria Pia Lepanto, Paolo Emanuele nasce nel quartiere popolare della Kalsa. Qui conosce Giovanni Falcone, più grande di soli otto mesi.

Dopo le scuole dell’obbligo, si iscrive al liceo classico di Palermo, dove si diletta a scrivere per il giornale studentesco Agorà.

Nel 1958 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, anno in cui si iscrive al Fronte Universitario d’Azione Nazionale. Si trattava di un’organizzazione degli universitari missini, di cui divenne rappresentante.

Il 27 giugno 1962, a soli 22 anni, si laurea con 110 e lode. La tesi era su Il fine dell’azione delittuosa. Pochi giorni dopo il padre muore a causa di una malattia, così Paolo si impegna con l’ordine dei farmacisti per mantenere attiva l’attività del padre.

Tale impegno finisce con la laurea in Farmacia della sorella Rita, alla quale passa poi l’attività. Durante questo periodo la farmacia viene data in gestione per un affitto molto basso, ossia sole 120.000 lire al mese. Per tale motivo la famiglia di Paolo è costretta a numerose rinunce e sacrifici. Inoltre, in quanto unico sostentamento della famiglia, al magistrato viene concesso un esonero dal servizio militare di leva.

Nel 1967 la sorella si laurea e preleva l’attività; nel frattempo col primo stipendio da magistrato lui paga la tassa governativa.

Il 23 dicembre 1968 si sposa con la figlia del magistrato e presidente del tribunale di Palermo. Dal matrimonio di Paolo Borsellino e la moglie Agnese Piraino Leto nascono tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta.

Nel 1963 partecipa ad un concorso per entrare in magistratura. Classificandosi al 25° posto, diviene il più giovane magistrato d’Italia. Inizia il tirocinio come uditore giudiziario e lo termina nel 1965.

Dalla lotta alla mafia di Borsellino alla strage di via d’Amelio

Tante sono le esperienze in magistratura, ma quelle che lo caratterizzato di più sono quelle per la lotta alla mafia, chi è Paolo Borsellino e come è morto in via D’Amelio in queste tristi pagine di storia che lo scopriamo. Ma andiamo per passi.

Nel 1980 prosegue la sua indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille. Qui lavora al fianco del capitano Basile, assassinato nel maggio 1980. In seguito all’assassinio fu decisa l’assegnazione di una scorta alla famiglia del magistrato.

Nel frattempo è nominato nuovo capo dell’Ufficio istruzione Rocco Chinnici, che istituì un pool antimafia. Si trattava di un gruppo di giudici istruttori che si occupavano esclusivamente dei reati di carattere mafioso. Vi faranno parte Borsellino, Giovanni Falcone, Giuseppe Di Lello e Leonardo Guarnotta.

Le indagini del pool si basarono prevalentemente su accertamenti bancari e patrimoniali. Ma anche vecchi rapporti di polizia e carabinieri e nuovi procedimenti penali.

Nel frattempo Falcone raccoglie le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Buscetta e Contorno, che produrranno 493 ordini di cattura.

Per ragioni di sicurezza nel 1985 Falcone e Borsellino sono trasferiti insieme alle famiglie nella foresteria del carcere dell’Asinara. Qui scrivono l’ordinanza-sentenza di 8000 pagine per rinviare a giudizio 475 indagati.

Per questo periodo il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria richiede un rimborso spese e un indennizzo per il soggiorno. Nel frattempo il maxi processo di Palermo inizia in primo grado nel 1986, presso un’aula bunker appositamente costruita. E’ nella sua lotta alla mafia che allora possiamo capire perchè e come è morto Paolo Borsellino.

Nel 1991 Cosa Nostra aveva già abbozzato progetti per l’uccisione di Paolo Borsellino. Era l’anno 1992, e gli italiani si apprestavano a votare per il Presidente della Repubblica Italiana.

Il 19 luglio, dopo aver pranzato con la moglie ed i fili, il magistrato si reca con la sua scorta in via D’Amelio. Qui vivevamo sua madre e la sorella Rita.

Alle 16:58 una Fiat 126 imbottita di tritolo, parcheggiata sotto l’abitazione, esplode al passaggio del giudice.

Le più belle frasi di Paolo Borsellino: citazioni e aforismi

La morte di Paolo Borsellino non ha cancellato le sue più belle frasi e citazioni contro la mafia, aforismi che restano per sempre nella storia dopo la strage di via d’Amelio.

  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.
  • Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.
  • È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.
  • La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata. Non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni. Le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
  • La paura è normale che ci sia, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, sennò diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avanti.
  • Almeno, l’opinione pubblica deve sapere e conoscere. Il pool deve morire davanti a tutti.
  • “La Rivoluzione” si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.
  • Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.
Anagrafica Principale
Paolo Borsellino nasce a Palermo ed è figlio di un farmacista. Sin da subito capisce che la sua strada verte verso la politica, così si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Palermo. Laureatosi con 110 e lode a soli 22 anni, si inserisce subito nel mondo lavorativo. Dopo un iniziale tirocinio fuori sede, torna a Palermo. Da giovane conosce Giovanni Falcone, con il quale condividerà il lavoro e un'amicizia destinata a durare fino alla morte. Sin da subito si dedica alla lotta contro la mafia, strada che lo condannerà a morte per mano di Cosa Nostra. Muore a soli 52 anni, nell'uccisione in via D'Amelio.
Nome e CognomePaolo Emanuele Borsellino
Data di nascita19/01/1940
Luogo di nascitaPalermo
ProfessioneMagistrato
Anagrafica Principale
Paolo Borsellino nasce a Palermo ed è figlio di un farmacista. Sin da subito capisce che la sua strada verte verso la politica, così si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Palermo. Laureatosi con 110 e lode a soli 22 anni, si inserisce subito nel mondo lavorativo. Dopo un iniziale tirocinio fuori sede, torna a Palermo. Da giovane conosce Giovanni Falcone, con il quale condividerà il lavoro e un'amicizia destinata a durare fino alla morte. Sin da subito si dedica alla lotta contro la mafia, strada che lo condannerà a morte per mano di Cosa Nostra. Muore a soli 52 anni, nell'uccisione in via D'Amelio.
Nome e CognomePaolo Emanuele Borsellino
Data di nascita19/01/1940
Luogo di nascitaPalermo
ProfessioneMagistrato
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avatar Carolina Campanile Diplomata in Scienze del Turismo, sono iscritta alla Facoltà di Lettere Moderne alla Federico II. La passione per la scrittura nasce sin da piccola, quando nella mia stanzetta inventavo fiabe che ancora oggi custodisco gelosamente. Appassionata di letteratura e di arte, con gli anni ho iniziato ad interessarmi anche a ciò che è successo e succede nel mondo. Sensibile ai problemi che il pianeta (e l'uomo) affronta quotidianamente, per ControCampus scrivo prettamente per la rubrica Giornate e festività. L'idea nasce dalla volontà di raccogliere tutte le ricorrenze il cui obiettivo è sensibilizzare gli animi. Gli articoli trattano vari temi, dal problema dell'inquinamento alle malattie per le quali non ancora esiste una cura specifica. In passato ho scritto per la rubrica Il Personaggio e Frasi, dove ogni tanto mi ritroverete. Leggi tutto