Come diventare direttore di farmacia: formazione, corsi e stipendio

Daniela Saraco 30 Novembre 2020

Ecco come diventare direttore di farmacia: percorso di studi, formazione, requisiti per concorso, mansioni e stipendio di chi dirige una farmacia.

Il farmacista è un professionista specializzato nella preparazione e distribuzione al pubblico di medicinali e prodotti per la salute. Il suo lavoro non si limita alla vendita, ma può lavorare come direttore o collaboratore nelle farmacie private. Per diventare titolare, invece, deve partecipare a un concorso pubblico che autorizza ad aprire una farmacia o a prenderne in gestione già avviata. I bandi per il conferimento dell’autorizzazione sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. La nomina per diventare direttore di farmacia, avviene in seguito alla verifica di studi e requisiti dettagliati.

La gestione dell’attività è in mano a due figure, titolare e direttore, profondamente diverse tra loro. Il titolare è colui che gestisce la parte economica. Il direttore, invece, lavora per il buon funzionamento dell’esercizio, sia in termini di personale, che di procedure e normative da rispettare. Spesso lavora in seguito ad una nomina, che può avvenire anche per la sostituzione di un precedente responsabile, o per l’apertura di un punto vendita.

Per diventare direttore di farmacia, però, bisogna essere molto flessibili oggi perché, eccezione fatta per le farmacie comunali, il ruolo di gestore coincide con quello del titolare! I requisiti di un responsabile di farmacia, mansioni e responsabilità, possono interessare tutti i settori che garantiscono il funzionamento dell’attività. Molto spesso capita che alcuni titolari riescano ad aprire più punti vendita nella stessa città o in comuni vicini. Per funzionare correttamente una catena necessita che tutte le associate siano allineate sulle  direttive del centro servizi. Il ruolo di raccordo sarà appunto svolto dal responsabile che si occuperà non solo degli obblighi burocratici, ma anche di quelli connessi alla gestione in senso strettamente economico.

Come diventare direttore di farmacia, diploma, laurea: formazione e percorso di studi

Il direttore di farmacia ha requisiti specifici in quanto gestisce, oltre agli aspetti burocratici, tutte le aree di interesse. Per questo, i  direttori devono possedere un bagaglio di conoscenze che contempli sia le nozioni scientifico-professionali ma anche economiche-manageriali. Questa figura professionale deve avere necessariamente una laurea specialistica.

Il percorso formativo e gli studi per diventare direttore di farmacia sono specifici e non si improvvisano. E’ necessaria una laurea in Farmacia o in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Al termine del corso di studi, le competenze tecniche e scientifiche acquisite includono la conoscenza dei principi attivi contenuti nei medicinali. Inoltre si apprendono  la preparazione dei farmaci, tecniche e strumenti di laboratorio, legislazione farmaceutica e le norme per la registrazione dei prodotti. Si inizia solitamente con la gestione del banco per poi fare la gavetta.

C’è da specificare che con l’entrata in vigore della legge 124/2017 sono diverse le novità nel settore farmaceutico. Tra queste, c’è la possibilità di nominare un direttore con contratto  a tempo parziale e, in subordine, la possibilità per un farmacista di ricoprire tale posizione in più punti vendita. Dunque l’alternanza con altri responsabili garantisce la presenza di un direttore per tutto l’orario di apertura dell’esercizio.

Cosa fa un direttore di farmacia, cosa fa e quanto guadagna

Dopo aver spiegato come diventare direttore di farmacia, proviamo a capirne mansioni e responsabilità. Tra i principali i requisiti e mansioni del responsabile rientrano:

  • La consulenza ai clienti, fornendo informazioni corrette sull’uso appropriato dei farmaci
  • Il supporto ai pazienti nella comprensione della terapia prescritta dal medico
  • Il controllo delle scorte e l’approvvigionamento
  • Attività di tipo gestionale e amministrativo del negozio

Per l’esercizio della professione a contatto con il pubblico e la gestione del personale, sono richieste in particolare anche:

  • Doti relazionali e comunicative
  • Propensione al dialogo e capacità di ascolto
  • Orientamento al cliente
  • Empatia, socievolezza e discrezione.
  • Per quanto riguarda lo stipendio, il direttore di farmacia comunale riceve un lordo mensile complessivo di 2429.47 €, contro i 2225.40 € di un direttore di un’attività privata.

Corsi per diventare direttore di farmacia: quali sono e quali fare

Esistono molti corsi di formazione e aggiornamento professionale per farmacisti, per chi desidera acquisire ulteriori conoscenze e approfondire un particolare settore di interesse. È richiesto anche  un apprendimento permanente per tenersi aggiornati sui nuovi medicinali, sui risultati delle ricerche cliniche e sui farmaci autorizzati.

Prima di diventare responsabile, infatti, il farmacista  fa  ricerca nei laboratori,  si occupa della fabbricazione e distribuzione di medicinali, controlla la qualità dei prodotti. Dunque due corsi mirati sono il Quality Control Manager farmaceutico e il Clinical Monitor.

Questa figura professionale svolge un ruolo importantissimo nel promuovere la salute e il benessere delle persone, assicurando che le medicine siano utilizzate in modo sicuro ed efficace.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto