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2 Aprile 2020

Settimana Santa: significato, storia, origini e giorni di quanto dura

Settimana Santa
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Ecco cos’è la Settimana Santa: significato, storia, origini religiose e i giorni di quanto dura questo periodo in cui non si mangia carne perché è previsto il digiuno.

La storia della Settimana Santa è scritta nei Vangeli canonici e, a seconda del paese e della cultura, viene celebrata in modo diverso. In Italia si celebra con l’uscita per le strade delle processioni, e della Via Crucis. La Domenica di Pasqua è il momento culminante della Settimana che è una commemorazione annuale della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù di Nazaret.

I fedeli celebrano con fervore questo periodo liturgico, che è la più grande espressione della devozione cristiana nel mondo. Questa ha le sue origini storiche nella Pasqua ebraica del popolo di Israele. La Pesach che è la celebrazione annuale che commemora l’esodo del popolo eletto di Geova, dall’Egitto alla Terra Promessa.

La Pasqua ebraica in ebraico significa: passaggio o salvezza. A partire dal II secolo dopo Cristo, fu organizzata una commemorazione del sacro triduo, passione, sepoltura e risurrezione del Signore. Il nuovo calendario liturgico ha istituito la Settimana Santa, per ricordare la passione di Cristo, dal suo ingresso a Gerusalemme. La Domenica di Pasqua è il giorno più importante in cui si celebrano la risurrezione e la vita cristiana.

Ma quali sono gli eventi principali? Il Sabato è il giorno del digiuno, senza celebrazioni liturgiche. È il passaggio dalla morte alla vita. Nel IV secolo fu data importanza al Venerdì Santo, che è legato all’adorazione della Santa Croce. Questo emblema del cristianesimo, riassume nella sua figura la redenzione del mondo. Nel tempo, la Via Crucis del Venerdì Santo è una tradizione per molti fedeli. La celebrazione della Cena di Gesù con i suoi discepoli appare nel V secolo e, da allora, si celebra anche il Giovedì Santo.

E tra gli eventi più importanti c’è la Domenica delle Palme, che segna l’inizio di questo periodo di sette giorni. E’ la celebrazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Riassumendo, possiamo dire che il significato della Settimana Santa è che ciascuno degli atti ricordati in queste giornate, commemora la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo.

Cos’è la Settimana Santa: significato, storia, origini religiose e i giorni di quanto dura

La Santa Settimana inizia con la Domenica delle Palme, un giorno che ricorda l’arrivo di Gesù a Gerusalemme, circondato da una grande folla di persone. Secondo i testi, Gesù entrò nella città santa cavalcando un asino che lui stesso ordinò di liberare a due dei suoi discepoli da un villaggio vicino. Prima della domenica della Resurrezione o di Pasqua, vengono celebrati i diversi atti che Gesù compì mentre era a Gerusalemme.

Durante il Lunedì Santo la chiesa cattolica celebra una messa normale. Vene proclamato il passaggio dell’Unzione a Betania, nella casa di Lazzaro. Neanche durante il Martedì Santo ci sono particolari riti liturgici. Durante le funzioni i sacerdoti ricordando il momento in cui Gesù si recò al tempio. Il Mercoledì Santo segna la fine della prima parte di questo periodo di sette giorni. E’ il giorno in cui, secondo i testi, Giuda Iscariota si incontrò con il Sinedrio per condannare Gesù. Poi c’è il Giovedì Santo, famoso per essere il giorno che Leonardo Da Vinci ha rappresentato con il dipinto de L’Ultima Cena.

Il triduo pasquale della Settimana Santa è il momento più importante. Il rido di Pasqua inizia il Venerdì Santo con la Liturgia della Passione del Signore. E’ il momento in cui Gesù Cristo è morto sulla Croce. Oggi l’Eucaristia non si celebra. Il Sabato Santo è il giorno prima della morte e dove è attesa la sua risurrezione durante la Veglia pasquale. È un giorno di lutto, in cui si contempla anche la solitudine di Maria dopo aver portato Cristo nella tomba. Ed infine c’è la Domenica di Pasqua. Nonostante ciò, questo giorno ha origine nel 1513 a.C., quando, secondo la tradizione ebraica, il popolo ebraico iniziò il suo esodo dall’Egitto verso la Terra Promessa.

Perché non si mangia la carne durante il periodo di quaresima

Per comprendere il significato della Settimana Santa, è importante anche fare riferimento alla Quaresima. Ed al perché non si mangia carne il Venerdì Santo, ed in generale si fa’ digiuno e penitenza. Innanzitutto ricordiamo che la Quaresima è un periodo liturgico durante il quale i cattolici si preparano alla Pasqua. Durante la Quaresima non si mangia carne rossa e si fa il digiuno. Il motivo per cui la carne non si mangia soprattutto il venerdì, è perché i cattolici onorano la penitenza di Gesù, che ha trascorso 40 giorni di digiuno nel deserto.

La prima parte del Vangelo secondo San Matteo racconta come Cristo trascorse quaranta giorni nel deserto. Durante quel periodo non assunse né cibo né bevande. Non vi è dubbio che questa penitenza del Dio-uomo non fosse solo espiatoria, ma anche esemplare. Cristo non ha definito esplicitamente i giorni in cui i suoi apostoli e fedeli erano obbligati a digiunare e ad astenersi. Ma il suo esempio mette di fronte a regole secondo le quali il digiuno e la penitenza rappresentano una pratica della fede.

In quali giorni non si mangia la carne durante le Quaresima? I giorni in cui la carne non viene consumata sono il Mercoledì delle ceneri. Ma anche il Venerdì Santo non si mangia carne. Alcuni fedeli non mangiano carne anche ogni venerdì di Quaresima. Ma attualmente il Codice di Diritto Canonico, in vigore dal 25 gennaio 1983, stabilisce nei suoi articoli 1249-1253 l’obbligo di digiunare e astenersi da determinati alimenti solo durante il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo.

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