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17 gennaio 2014

20Lines: la scrittura collettiva di 20lines per Alessandro Biggi

20liners

Alessandro Biggi, Ceo di 20lines, piattaforma di scrittura collettiva, racconta il successo di una delle startup più amate dagli scrittori emergenti

20lines

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Tutti desiderano scrivere. Molti sognano un giorno di tirar fuori dal cassetto quel famoso sogno di pubblicare un romanzo. In tanti sperano di poter condividere il proprio mondo di parole con un universo di lettori.

Ma, accade spesso che… non tutti abbiano il “coraggio” di farlo, soprattutto con solo “due mani”!

Mentre il mondo dell’editoria tradizionale continua a registrare una graduale, ma continua diminuzione della spesa italiana in prodotti editoriali, e le statistiche seguitano a segnalare una certa lentezza del lettore del bel Paese nell’approcciarsi a forme di letture digitali, ecco delinearsi in Italia una possibile nuova era dell’editoria digitale. Una soluzione vincente che fin da subito ha certamente contribuito a soddisfare le più svariate esigenze e i desideri sia di lettori, che, e soprattutto, di scrittori “in fieri”.

Alessandro Biggi

Alessandro Biggi

È tempo di scrittura collettiva: è l’era di 20lines! Ma cos’è 20lines? 20lines è una startup tutta italiana, nata dalla volontà di quattro giovanissimi appassionati di scrittura e lettura. “Sprezzante” del particolare periodo storico-economico, che lasciava presagire anche una concreta possibilità di insuccesso, 20lines nel 2012 impavida lancia la sua sfida al mercato dell’editoria digitale e, non solo riesce a vincere il pregiudizio, ma continua tutt’oggi ad essere lo strumento per eccellenza per chi oggi desiderasse vivere un momento di condivisione dei propri pensieri, delle proprie storie, dei propri racconti.

Tutti oggi possono, dunque, provare a scrivere in modalità social grazie a 20lines proponendo il proprio incipit in 20 righe o accogliendo quello di altri scrittori e provando a proseguirlo con altrettante 20 righe. Trascorsi i fatidici 20 giorni utili alla chiusura dello scritto collettivo, il racconto come per magia, prenderà vita. Insomma un mondo di racconti digital tutti da leggere e scrivere, e una storia ancora tutta da raccontare… quella di 20lines.

A distanza di un anno e mezzo dall’esordio, Controcampus incontra il Ceo di 20lines, Alessandro Biggi che in un’esclusiva intervista, si racconta tra passato, presente e futuro della sua creatura di sole 20, ma potenti righe!

Mancano pochi mesi ormai e 20lines festeggerà il suo secondo anno di attività: cosa si proponeva di essere 20lines e cosa è oggi?

20lines

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Fin dal suo primo giorno, 20lines si proponeva di diventare una piattaforma di aggregazione per scrittori e lettori. L’idea era proprio quella di creare un social network dedicato a loro in cui potessero incontrarsi, collaborare e creare dei racconti, e quindi anche innovare la modalità di creazione dei racconti. 20lines nasce come una piattaforma di scrittura collaborativa e chiunque poteva e può scrivere un incipit di massimo venti righe e lasciare il posto agli altri a proseguirlo aggiungendo altrettante venti righe. La cosa bella e che chiunque può modificare e proporre diverse alternative alle diverse venti righe proposte o proseguire un incipit. Quindi partendo da un possibile interesse comune, sviluppare diverse trame. Poi ci sono lettori che possono votare e condividere i racconti e decretare quella che secondo loro è la versione migliore. Quella che diventa poi la storia finale, entro un periodo di venti giorni, noi la pubblichiamo sotto forma di e-book e di raccolte di storie brevi e racconti. Li mettiamo gratuitamente sui vari store one line come Amazon, Kobo, ecc. Nel frattempo la piattaforma si è evoluta e abbiamo incluso la possibilità di fare storie individuali. Sempre racconti brevi, ma chiunque può pubblicare la propria storia in un massimo di 240 righe. Il cambiamento è nato dall’esigenza di voler creare una sorta di mega biblioteca virtuale di racconti brevi andando incontro all’esigenza si chi, avendo poco tempo per leggere, si dedica volentieri a racconti brevi. Ovviamente per gli autori c’è una certa visibilità. Una vetrina per scrittori emergenti di farsi conoscere.

Come diventare protagonisti di 20lines?

Basta andare sulla piattaforma e registrarsi gratuitamente tramite mail o uno dei vari social a cui si è iscritti e si diventa direttamente operativi. Da subito, quindi, si può scrivere un incipit, proseguire quelli già esistenti o scrivere una nuova storia. Ovviamente è possibile la condivisione fin da subito di quanto si è scritto, sui social network.

Perché partecipare e scrivere su 20lines?

Perché noi desideriamo soprattutto essere una palestra di scrittura e, soprattutto, 20lines può costituire un primo modo per farsi conoscere, cosa che magari anche con dei blog non si riesce a fare, dato il marasma che c’è sul web. Invece su 20lines, essendo una community di scrittori e lettori, avviene in maniera più facile. Con i social media è molto più semplice mettersi in mostra col proprio lavoro e rischiare di essere letti e “pescati” da qualcuno. Una vetrina dunque di esordio e per esercizio di scrittura.

20liners

20liners

Pensate di portare oltre lo stivale la vostra idea?

Assolutamente si. Una delle prossime cose che faremo. Abbiamo già predisposto la piattaforma in diverse lingue e nel giro di due settimane sarà già attiva.

Abbiamo già fatto una prova con una versione inglese on line e abbiamo avuto dei buoni risultati. Così come in concomitanza ci sarà il lancio delle app multilingue.

Siete un gruppo di giovanissimi. Molti giovani hanno idee, ma poco coraggio o forse non solo mancanza di fondi per fare investimenti.

Cosa consiglieresti ad altri giovani come voi pieni di idee ma spavantati?

Siamo partiti in quattro e ora siamo in dieci, addirittura nel gruppo oggi c’è un’età media ancora più bassa, perché ci sono persone del ’93/94.
Noi quattro abbiamo lasciato il nostro lavoro con contratti a tempo determinato e all’inizio è stato difficile anche comunicarlo ai nostri genitori! Non è stata presa molto bene e anche per noi é stata una scelta molto “tosta” da fare. La rifarei cento volte. Anche se 20lines dovesse andare male. Io consiglio a tutti di provarci perché non c’è momento migliore per farlo quando si è giovani e si ha poco da perdere, ma e soprattutto, perché i momenti di crisi portano con sé anche l’esigenza di cambiamento. Poi il nostro settore, quello dell’editoria è uno dei più in crisi: noi abbiamo provato e stiamo provando a cambiarlo, a fare innovazione e creare valore con nuovi business e nuove idee. Quindi provateci e non abbiate paura di fallire perché è normale anche quello. C’è bisogno in Italia anche di tanti fallimenti perché diventino la normalità e perché nessuno venga etichettato se un progetto è andato male. C’è sempre da imparare, anche dai propri errori o fallimenti.

Oggi 20lines sorprende, inoltre, i suoi lettori e scrittori con Bigjump: un contest tutto nuovo che vede la collaborazione di 20lines con importanti partner quali Rizzoli editore e Amazon.

Pasqualina Scalea


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