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2 febbraio 2015

Tess Holliday, modella obesa XXL: ecco chi è Tess Holliday

Tess Holliday

Ultimamente c’è una notizia che sta destando particolare scalpore: si tratta di una modella, Tess Holliday, modella obesa XXL assunta dalla famosissima rivista di moda “Vogue” per un servizio fotografico di lingerie

Tess Holliday

Tess Holliday

Il dettaglio capace di fare così tanto rumore è la taglia della persona in questione: la modella Tess Holliday è presumibilmente una XXL.

Tess Holliday giunta al successo tramite Instagram, la ragazza è stata scritturata dalla model manager della rivista in questione, che da sempre promuove lo stereotipo della figura filiforme e che ha voluto diventare, almeno per un numero, portavoce della campagna opposta: quella a sostegno delle curvy girls, ragazze “formose”.

Perché la storia di Tess Holliday stupisce

Le foto non hanno tardato a fare il giro del mondo: probabilmente perché non si era mai vista una modella di una taglia del genere posare per un giornale che di solito promuove ben altri standard ai quali attenersi.  

Ciò che è certo è che sembra proprio che il modello proposto sia stato ancora una volta sbagliato, perché lontano dalla realtà e da ciò a cui si dovrebbe auspicare.

Il modello che sarebbe preferibile proporre è infatti un modello salutare, né eccessivamente snello né, come nel caso di Tess Holliday, obeso.

Infatti, la reazione delle persone che hanno potuto scorrere le foto del servizio di Tess Holliday è stata quella di perplessità o di stupore in quanto non si parla di una modella “curvy” – termine utilizzato impropriamente in questo caso – ma di vera e propria obesità. Probabilmente, prima di bollare Tess Holliday come “modella curvy”, anche a Vogue si  sono fatti due conti e hanno pensato bene di ritoccare selvaggiamente  le foto del servizio fotografico: la modella sarebbe obesa ma non avrebbe cellulite, smagliature e “rotolini” poco armoniosi con la sua figura.

Tess Holliday Tess Holliday

A questo punto gli spettatori di tutto il mondo concordano che l’accaduto sia stato pressappoco questo: la manager ha visto che la modella aveva seguito e per assicurare ulteriore seguito alla rivista ha ben pensato di spacciare questa manovra per apertura ad altri canoni di bellezza che non siano quelli proposti fino ad ora.

Il discorso è sempre lo stesso: chi è al vertice dei mezzi di informazione propone standard di bellezza difficili da raggiungere. Da una decina d’anni a questa parte, anche a causa dell’incrementarsi del numero di persone affette da disturbi alimentari, le regole che impongono di proporre modelli che siano più “normali”, realistici ev impediscono di abusare del fotoritocco aumentano sempre di più.

Parallelamente, non sono poco frequenti i marchi che vogliono accrescere il numero di potenziali acquirenti strizzando l’occhio ai difetti che tutte le donne hanno. È il caso delle ultime campagne pubblicitarie dove donne diverse sottolineano l’efficacia del prodotto che non serve a diventare qualcosa di più di ciò che si è.

Tess Holliday: Bellezza – non “bellezza”

La bellezza che secondo le più grandi riviste di moda dovrebbero rincorrere le ragazze di tutto il mondo, infatti, non è di un tipo che ogni donna può avere a modo suo ma è molto più stereotipato. È “bellezza”, un  marchio, una scatoletta ideale di cui ogni donna deve prendere la forma – che se prima era slanciata, magra, tonica e con alcune forme al “punto giusto”, ora vorrebbero far credere potrebbe iniziare ad essere una forma che, se può essere bella per certi versi, di salutare ha ugualmente poco.

Perché rifletterci su. La storia di Tess Holliday costituisce uno spunto di riflessione per vari motivi. Per molte donne, probabilmente questa storia rappresenta la speranza di sentirsi finalmente “accettate” e non messe perennemente in paragone con taglie davvero troppo strette, proposte e riproposte dai media più disparati.

L’altra domanda che fa sorgere la vicenda è poi la seguente: perché si tende a plasmare il modello al quale auspicare in base alle riviste e non ci si confronta con tutti i canoni di bellezza proposti dal passato, come dimostra la storia dell’arte?

Gli errori dei media – soprattutto quando c’è interesse a vendere – ci sono: nessuno mette in dubbio che si potrebbe fare di più per ottenere un’immagine delle cose più realistica. Eppure la soluzione potrebbe essere più immediata e consistere nel ricordare che la saggezza popolare ci dice che “la bellezza è negli occhi di chi guarda” e “certe cose lasciano il tempo che trovano“.

Ambra Benvenuto


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