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29 ottobre 2015

Riforma della pensione: ultime notizie su pensioni, Inps ed esodati

Poletti e Iocca sulla riforma della pensione

Le ultime novità sulla riforma della pensione riguardano i conti in rosso dell’Inps, la settima salvaguardia insufficiente per 20 mila esodati e il blocco delle perequazioni sulle pensioni

Poletti e Iocca sulla riforma della pensione

Poletti e Iocca sulla riforma della pensione

Le ultime notizie sulle pensioni confermano che la riforma della pensione difficilmente prevederà grossi cambiamenti.

Il problema delle coperture ha di fatto limitato gli interventi a su 7° salvaguardia ed opzione donne, lasciando scoperti oltre 20 mila esodati.

Il blocco dell’indicizzazione Istat determinerà una perdita perenne per le pensioni che superano i 2.000 euro, e intanto i conti dell’Inps riportano una perdita di oltre 10 miliardi di euro l’anno.

Sembra sempre più difficile che si possa giungere ad un compromesso soddisfacente con l’attuale riforma delle pensioni: le ultime notizie sui conti in rosso dell’Inps lasciano presagire che la situazione sarà sempre più difficile.

La riforma pensioni, l’ultima e decisiva che lo stesso Tito Boeri sperava di trovare già all’interno della Legge di Stabilità, non arriverà per il momento, e per l’Istituto di Previdenza Nazionale bisognerà aspettare il 2025 per non vedere più una perdita di oltre 10 miliardi l’anno.

Il presente è sempre più difficile: l’attuale riforma pensione 2015 ha confermato il blocco della perequazione delle pensioni, che il governo Renzi ha esteso fino al 2018, mentre arriva da Cesare Damiano la conferma che la settima salvaguardia non conterrà tutti gli esodati della Legge Fornero.

Anche questa volta ci saranno degli esclusi, i quali probabilmente verranno tutelati solo a partire dal 2016, quando il capitolo delle pensioni sarà affrontato nuovamente per introdurre misure di flessibilità in uscita in grado di tutelare anche precoci e quanti desiderano chiedere la pensione anticipata.

Riforma della pensione: oltre 20 mila esodati esclusi dalla 7° salvaguardia

Il Presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, è tornato a parlare della riforma pensione, in particolare sulle misure previste dal Governo per fronteggiare quanti hanno perso il diritto a chiedere la pensione, pur avendo maturato i requisiti prima della Legge Fornero.

Nella Legge di Stabilita’ la settima salvaguardia riguarda 26.300 lavoratori. Vengono inclusi gli edili in mobilità e i lavoratori di aziende fallite. La data di riferimento per le tutele delle 6 salvaguardie precedenti viene spostata di un anno, al 6 gennaio del 2017″. “Per arrivare al numero di salvaguardati indicato dal ministro Poletti, cioe’ oltre 31.000 – continua Damiano– bisogna includere anche circa 5.000 lavoratori che sono familiari di disabili ai quali hanno prestato assistenza nel 2011.”.

Queste le ultime dichiarazioni di Damiano sulla riforma della pensione, cha ha così concluso: “Nonostante questo primo e positivo risultato raggiunto nella legge di Stabilità, non scontato e frutto della battaglia costante e unitaria della Commissione Lavoro della Camera, non bisogna dimenticare che, secondo le stime dell’Inps, restano ancora da tutelare altri 20.000 esodati”.

Blocco delle perequazioni: la nuova “tassa” della riforma della pensione

Le risorse e le coperture per le novità apportate nella nuova Finanziaria 2016 sono state racimolate applicando tagli e limitazioni al limite della legalità. Ma lo Stato, stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, di fatti questa volta ha anche applicato una tassa aggiuntiva che si chiama “non perequazione”, mascherata da “non tassa”.

Secondo quanto riportato sulla riforma della pensione, il blocco della perequazione delle pensioni è a tutti gli effetti una tassa, con l’aggravante di non poter neppure essere abolita in futuro. Infatti la perdita di potere di acquisto reale delle pensioni al di sopra dei 2.000 euro lordi mese è perenne: una tassa che verrà pagata per tutta la vita e che per alcuni che hanno subìto tutti gli interventi rapaci dal 2000 a oggi, ha già significato una riduzione perenne della pensione nell’ordine del 15-20%.

L’estensione di opzione donna e l’innalzamento della no tax area sono stati finanziati dai risparmi ottenuti dai tagli alle pensioni, i quali, però, superano di molto la spesa necessaria per fronteggiare le coperture.

Conti dell’Inps in rosso: è allarme per la riforma della pensione

Il sistema previdenziale italiano dovrà essere costantemente monitorato, in quanto i bilanci dell’Inps hanno evidenziato che la situazione sarà, per i prossimi 10 anni, piuttosto rischiosa. Le ultime dichiarazioni del presidente del Civ dell’Istituto di previdenza, Pietro Iocca sulla riforma della pensione, in audizione alla Camera sono allarmanti.

Pietro Iocca

Pietro Iocca

Le proiezioni sui bilanci Inps non sono rassicuranti. È una situazione che va attenzionata e monitorata!.

“Dalle previsioni effettuate dai bilanci tecnici attuariali al primo gennaio 2014 si vede che l’istituto nei prossimi 10 anni realizzerà sistematicamente dei risultati di esercizio negativo nell’ordine di 10 miliardi l’anno“.

Le cause che hanno determinato questa situazione così precaria sono da ricercare nel progressivo invecchiamento della popolazione; nelle difficoltà per i più giovani di trovare un lavoro stabile e, dunque, pagare i contributi; ed infine il peso delle vecchie pensioni legate al sistema retributivo.


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