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2 luglio 2003

Contemporaneamente

Figure di donne si liberano violentemente da simbolici imballaggi di carta, vagano anonimamente tra la gente. Fredde, assenti, difese da un corpo avvoFigure di donne si liberano violentemente da simbolici imballaggi di carta, vagano anonimamente tra la gente. Fredde, assenti, difese da un corpo avvolto di nero e lamine d’argento, alla ricerca di una identità… Questa performance “Abiti scultura” della giovane artista napoletana Flavia Saracino ha inaugurato mercoledì 30 ottobre la mostra “Campi Magnetici”, ospitata nella Galleria dei Frati e nelle Antiche cantine del Convento Francescano S.S.Trinità di Baronissi sino al 15 dicembre 2002. L’evento rientra in una singolare iniziativa culturale quale “Nuovi tracciati dell’arte in Campania” che vedrà una notevole attività espositiva, che vanta la cura di Massimo Bignardi, noto critico d’arte e docente all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Con “Campi Magnetici” muove i suoi primi passi il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea, un progetto realizzato dal Comune di Baronissi con Regione Campania e Provincia di Salerno. Una notevole soddisfazione per tutti gli amanti dell’arte contemporanea campana. L’artefice ed ideatore Bignardi va soprattutto apprezzato per il continuo interessamento rivolto a giovani talentuosi prima sconosciuti ed ora innovativi artisti dell’ultima generazione. I creativi in questione, undici emergenti tra i quali A. Scannapieco, F. Saracino e G. Santulli, hanno intessuto un curioso telaio intorno all’Io, tematica interpretata da ognuno in toccante modo, creando una sorta di campi magnetici, esposti non solo come opere d’arte, ma come tangibili testimonianze della creatività e della vitalità artistica , pulsanti nella Napoli dell’Accademia e non solo. Ma Bignardi non si ferma qui. Il suo impegno segna quella che si prospetta da tempo una prestigiosa prima volta internazionale dell’arte a Salerno. Difatti dal 16 novembre 2002 al 16 gennaio 2003, la ciudad salernitana apre le porte al “Mediterraneo Mirò”, mostra dedicata al grande Artista spagnolo. In pieno centro storico, saranno culla dell’esposizione il complesso architettonico del Santa Sofia e la Chiesa della S.S. Addolorata, dove vi sarà un reale contatto con circa cento opere di Mirò tra disegni, dipinti, grafiche, sculture e ceramiche provenienti dalle Fonfaciò Mirò di Barcellona, Maiorca e Galiffa. Le notizie diffuse contano la presenza di incisioni degli anni settanta mai viste, alcuni dei capolavori più famosi e ricercatissime ceramiche. Dilungarsi nei particolari è superfluo, Mirò è tutto da vedere e da vivere come una grande esperienza. Contemporaneamente anche l’importante Galleria Paola Verrengia ha aperto il suo carnet di appuntamenti salernitani con l’arte, dove fino al 9 dicembre 2002 ospita la mostra “Il sutra del Diamante”, di Omar Galliani. Staremo a guardare la risposta della città e degli studenti.

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