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2 luglio 2003

Ex masseria: un’ oasi deserta

Porte aperte all’ex Masseria o meglio Centrocampus, il nome che il responsabile della struttura, il Dott. Zirpoli, aveva pensato di dare a questo centPorte aperte all’ex Masseria o meglio Centrocampus, il nome che il responsabile della struttura, il Dott. Zirpoli, aveva pensato di dare a questo centro. Ora dopo circa sei mesi di funzionamento, possiamo valutare i primi risultati. Nato come centro creativo e di socializzazione all’interno del Campus, ha iniziato a dare i suoi frutti. E’ una piccola oasi che però, vede il coinvolgimento ancora di pochi studenti. Ampliarla? Impossibile: si perderebbe il clima di confidenza che regna al suo interno. Forse sarebbe meglio creare più strutture del genere dove ritrovarsi e lasciarsi distrarre almeno per un po’ da tutto ciò che è università: vale a dire da corsi e studio per gli esami.
Ma ognuna delle due soluzioni sembrano a dir poco utopiche. Il direttore dell’E.DI.SU, il Dott. Barbuto è stato chiaro in riferimento al mantenimento di questa unica struttura: “ Mancano le risorse umane”. Nel senso che il personale interessato a trasferirsi in quella struttura è davvero esiguo. Non sono stati rispettati i patti. Inizialmente l’Edisu, dal canto suo, doveva stanziare una somma per il mantenimento economico della struttura, mentre l’Università doveva provvedere ad “arruolare” tre addetti per lavorarvi all’interno. Così non è stato, l’Università non è riuscita a trovare molte persone disposte ad accettare il lavoro e così l’Edisu si è trovato a dover risolvere in parte anche questo problema. Figuriamoci quindi, ad avanzare la proposta di una nuova struttura. Beh! Possiamo anche accontentarci dopo tutto. Le proposte dei ragazzi “fioccano” sul tavolo del Dott. Zirpoli. Per fare qualche esempio, è nata l’idea di un corso di grafica, fotografia di teatro e cosi via. Ora bisogna solo attendere e vedere cosa riuscirà ad andare in porto. Ma chi frequenta quel luogo lo sa bene, ed è fiducioso. In fondo come ha dichiarato Zirpoli “ Ho accettato questa sfida perché ci credo. Come me, anche gli altri devono farlo”.

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