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2 luglio 2003

Next september 11

Sul mio letto mi ritrovo sommerso da articoli commemorativi, reportage fotografici, clamorosi dossier e rivelazioni inquietanti. In televisione i dibaSul mio letto mi ritrovo sommerso da articoli commemorativi, reportage fotografici, clamorosi dossier e rivelazioni inquietanti. In televisione i dibattiti con tutte le loro parole superflue che, parafrasando Kundera, renderanno quanto accaduto una valanga di discussioni e teorie, più leggero dell’aria, incapace di suscitare autentiche azioni ed emozioni. Il ripetersi senza fine dell’immagine dei due Boeing che si schiantano sul Trade World Center. La macchina del memorial ha inghiottito l’attacco alle torri gemelle e ce l’ha vomitato in uno show che però non interessa più a nessuno, non è più la stessa cosa, l’evento storico più importante degli ultimi decenni è diventato semplicemente carne di palinsesti.
Mi viene in mente Mario qualche giorno fa quando al tavolo di un bar mi chiede se avrei scritto un articolo sull’ undici settembre, la mia faccia contrariata, “no sto già preparando qualcos’altro”. Poi qualcosa mi cova dentro per giorni, l’impressione che c’è qualcosa che non diranno, forse l’unica cosa fondamentale, ciò che conserva il senso di quanto accaduto…
Questo articolo è per i prossimi 11 settembre, perché mi aspetto che accadano altre cose simili. La grande occasione per incominciare a pensare in modo veramente globale, per capire che non c’è sicurezza e benessere se non c’è rispetto della dignità umana e si lasciano focolari di guerra disperazione e fame ad alimentare il fuoco dell’odio, della violenza, del terrorismo, questa grande occasione è passata, è sprecata. Quanti dovranno essere i morti la prossima volta per suscitare un sussulto della nostra coscienza?

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