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4 luglio 2003

“Ok Computer”, l’innovazione dei Radiohead

Un critico musicale, uno di quei tanti che “sanno come si fa, ma non sanno farlo”, etichettò Tommy Yorke e soci come una band simile agli U2, riferendUn critico musicale, uno di quei tanti che “sanno come si fa, ma non sanno farlo”, etichettò Tommy Yorke e soci come una band simile agli U2, riferendosi probabilmente ad album come Pablo Honey o The Bends. Indispettiti di questa critica, nel ’97 i Radiohead pubblicarono “Ok Computer”, un vero giro di boa stilistico che in embrione già faceva presagire l’evoluzione post rock avvenuta con Kid A e Amnesiac. Un lavoro eclettico, variegato, denso di emozioni, coraggioso, capace di imporsi come uno dei migliori album della storia del rock fra le diverse classifiche di fine millennio. Potrebbe sembrare un’affermazione un po’ azzardata, ma canzoni come “Paranoid Android” (che non posso fare a meno di ascoltare almeno una volta al giorno), la fluida “Subterranean Home Sick Alien”, “Exit Music”, “Let Down”, “Karma Police”, insomma tutta la track list, fanno pendere favorevolmente l’ascoltatore verso questo giudizio. Atmosfere rarefatte e malinconiche, chitarre evanescenti, arrangiamenti intelligenti, una sperimentazione sonora mai superflua rendono questo un album realmente innovativo ed intelligente. Se ascoltate buona musica, dovete averlo!

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