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2 luglio 2003

Page & Plant (Led Zeppelin), “No Quarter”

Lo storico gruppo rock inglese incontra e sposa arrangiamenti dal sapore orientale, generando una miscela di suggestioni di cui pochi sono stati capacLo storico gruppo rock inglese incontra e sposa arrangiamenti dal sapore orientale, generando una miscela di suggestioni di cui pochi sono stati capaci. Registrato nel 1994, “No Quarter” rappresenta la volontà di una musica di viaggiare, lasciando i lidi dove é nata dirigendosi verso terre lontane ad Oriente, inseguendo la via della seta e delle spezie. “Nobody’s fault but mine”, “Thank You”, l’amara “Since I’ve been loving You”, “That’s the way”, “Gallows Pole” sono solo alcuni dei brani che hanno reso popolari i Led Zeppelin; in questo album sono stati arricchiti dagli arrangiamenti e dagli arabeschi di un’orchestra egiziana. Plant dà un’ottima prestazione vocale, dimostrandosi di non intimidirsi in una veste insolita per il suo canto: in momenti come “Yallah” e “City don’t cry” padroneggia vocalizzi orientali duettando con le voci del coro arabo. Jimi Page non é da meno, confermando la sua raffinatezza nelle ritmiche, supportate dall’ottima sezione percussiva dell’orchestra, nonché la capacità di emozionare negli assoli. L’esperienza creativa dei due Zeppelin é stata immortalata anche in un video concerto, nel quale si può assistere all’energia che mostrano d’avere ancora, a dispetto dei trent’anni di carriera che possono vantare. Il viaggio nelle affascinanti melodie d’Oriente si conclude con la splendida e maestosa “Kashmir”, dove nell’intermezzo fiati, archi e percussioni arabe ricreano l’atmosfera sabbiosa della casba, in una moltitudine di colori che solo la musica riesce a rendere così vividi.

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