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2 luglio 2003

“ Progetto Egialea”, innovazioni nel campo della ricerca.

Ha preso il via alla fine del mese di settembre, per concludersi a metà ottobre, la prima fase di quello che è stato denominato “Progetto Egialea”, coHa preso il via alla fine del mese di settembre, per concludersi a metà ottobre, la prima fase di quello che è stato denominato “Progetto Egialea”, consistente in una serie di ricognizioni archeologiche in una delle regioni più antiche e, nel contempo, meno esplorate della Grecia: l’Acaia orientale. Tale progetto, che deve a tutti gli effetti rappresentare motivo d’orgoglio per l’Ateneo di Fisciano, è stato ideato, congiuntamente, da tre organi: la Soprintendenza Archeologica di Patrasso, il CNR Ellenico con la Scuola Archeologica Italiana di Atene e le cattedre di archeologia del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Salerno. Coordinati dalla Prof.A.Pontrandolfo, coadiuvata dal Prof.M.Menichetti, dalla Dott.sa Cipriani, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, dal Dott.A.Santoriello e dal Dott.F.Longo, un gruppo di lavoro composto da specializzati e specializzandi della Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica e Medievale dell’Ateneo salernitano, ha avviato una serie di studi in una di quelle regioni alla base del movimento coloniale in età arcaica, al fine di comprenderne i meccanismi ed instaurare un confronto con le poleis della Magna Grecia. I risultati di quello che potrebbe essere “un importante primo passo per la futura ricerca”, non sono da trascurare: quello che innanzitutto conta, è che questa iniziativa apre la strada ad una proficua cooperazione tra l’Università e le istituzioni greche. Questo progetto potrebbe, infatti, avere una continuazione, con conseguenti, positivi sviluppi non solo per quanti s’impegneranno a sostenerlo. E’ovvio che non è di secondaria importanza l’onore che da un’iniziativa di tale portata può scaturire per l’intera Università, trovandosi quest’ultima a rappresentare l’archeologia italiana, in quella che è da tutti considerata “la culla della civiltà”. Infine, ma forse punto cruciale della questione, questo tipo di ricerca, può rappresentare un eccellente terreno di prova per la messa a punto di metodi e tecniche d’indagine innovativi, fornendo nuove conoscenze , da utilizzare come punto di partenza per ricerche future.

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