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2 luglio 2003

Quale libertà d’informazione?

Giovedì 14 novembre, all’interno dell’iniziativa Mediterraneamente, si è tenuto presso l’aula magna della nostra università il convegno “GlobalizzazioGiovedì 14 novembre, all’interno dell’iniziativa Mediterraneamente, si è tenuto presso l’aula magna della nostra università il convegno “Globalizzazione e libertà di informazione” con l’intervento dell’illustre professore Jeremy Rifkin, presidente della “Foundation on economic trends”.
Intervento che come si poteva aspettare dal noto carisma del relatore ha brillato per intelligenza e capacità espositiva.
Purtrppo posso dirvi soltanto che questi ha riguardato il rapporto tra economia, nuovi media e società andando ad analizzare alcuni aspetti distorti delle nuove tecnologie.
Purtroppo non posso parlarvi più dettagliatamente di questo intervento in quanto, naturalmente è stato esposto in inglese, e Jeremy Rifkin ha rifiutato la differita e in sala non erano disponibili una trentina al massimo di cuffie per la traduzione.
Questa grave inefficienza organizzativa ha completamente dissolto l’importanza e la risonanza dell’evento, lasciando in una platea all’inizio gremita non più di una cinquantina di irriducibili spettatori. Una vera vergogna per un convegno che voleva trattare di informazione e che ha lasciato che un’inconveniente tecnico facilmente risolvibile ed evitabile, vanificasse tutti gli sforzi per portare nella nostra università un ospite di così grande fama internazionale.
Inoltre come ha fatto notare nello spazio lasciato destinato agli interventi dei presenti in sala (quelli superstiti s’intende!) la professoressa Antonietta Mardulli del Liceo Colletta di Avellino, che come altri professori di licei invitati all’Expo’, aveva accompagnato i propri alunni al convegno, questa iniziativa avrebbe dovuto avere come referente principale proprio gli studenti, e per dirla in termini economici e pubblicitari ha quindi completamente mancato il suo target, risultando sostanzialmente inutile per gli scopi che si era preposta.
Ma la professoressa non si è fermata a questa considerazione accusando lo stesso Rifkin di globalizzazione linguistica, in quanto conoscendo la situazione avrebbe potuto accettare comunque la differita anche se contraria alle proprie modalità di esposizione, il quale ha però dichiarato di non sentirsi responsabile per l’accaduto.
Rimane però molta perplessità di fronte a un così abile comunicatore che preferisce preservare la sua performance espositiva alla possibilità di farsi capire.

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