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2 luglio 2003

Raccolti in Campus

Come nella celebre canzone della Berti: “Finché la barca va lasciamola andare”. Non volevamo un giornale statico, fine a se stesso, destinato alla facCome nella celebre canzone della Berti: “Finché la barca va lasciamola andare”. Non volevamo un giornale statico, fine a se stesso, destinato alla facile usura. Controcampus, come un bastimento sulla marea dei nostri pensieri, puntuale ritorna. Altre otto pagine di nuove idee, pescate in Campus. Al “timone”di questa barca, sento il dovere di portare l’equipaggio verso nuovi orizzonti, nuovi linguaggi da scoprire, diversi incontri con cui cavalcare le onde del silenzio. L’informazione dello studente, per lo studente. Partecipazione, unico strumento che abbiamo per un obbiettivo in comune. Ma spesso sguizzando nei meandri dei corridoi del sapere, si rischia di essere preda di associazioni, pesci più grossi affamati di un fallace potere. Ciò che appare è l’indifferenza, la disaffezione degli studenti verso la politica (vedi pag. 4). E’ comodo per molti crederlo, per timore che il buon senso possa cambiare le cose. Essi preferiscono l’idealità, l’astensionismo dei molti al bruto attaccamento dei pochi e agli interessi di parte. A poppa un’informazione verticale, alla quale non vogliamo essere sostitutivi, ma di essi agenti. Era necessario per questo nostro giornale, dare voce al docente (vedi pag. 5). Buon pretesto, per un momento d’interazione, finalmente in Campus scende anche Baronissi (vedi pag. 8). Controcampus non vuole riserve, ma tenaci atleti che si preparano per saltare gli ostacoli, magari allenandosi nell’attrezzato palazzetto di cui anche la nostra università dispone (vedi pag. 9). Ogni preparazione atletica necessita di sudati sforzi; in questi giorni ci troviamo tra le righe, i numeri, le pagine…il gran peso della cultura che dobbiamo sollevare. Ma quel che pesa di più: è un gravoso sguardo, il non confronto, un mancato sorriso da chi prima di te, forse proprio un mese prima, studiava sullo stesso libro (vedi pag. 16). Insomma un Campus di “emozioni”: ansia, paura passione…Note di uno spartito (la nostra università), che “Raccolte in Campus”, ogni giorno regalano una musica. Con un sorriso Mario

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