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2 luglio 2003

Università e comune di fisciano! due isole separate

Secondo quanto prescrive l’ordinamento giuridico, l’università è un’ istituzione avente personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomSecondo quanto prescrive l’ordinamento giuridico, l’università è un’ istituzione avente personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia didattica, scientifica, organizzativa, finanziaria e contabile.
L’università, rappresenta l’istruzione superiore. Ma quando parliamo di istruzione superiore, dobbiamo chiederci se è giusto che tale primato resti un fatto isolato. L’università non può e non deve chiudersi a riccio ma deve tener conto del fattore cultura legata al territorio che la circonda, cercando di creare un legame, una sinergia secondo quanto ci dice l’assessore alla cultura di Fisciano Francesco di Geronimo. ed è proprio l’assessore alla cultura di Fisciano ad illustrarci il rapporto tra università degli studi di Salerno e territorio, sin dalla sua nascita.

“Perché l’università degli studi di Salerno è stata edificata nella zona della Valle dell’Irno? che impatto ha avuto sul territorio?”
“Questa scelta, risale agli anni 70’. Sulla questione ci fu all’epoca un dibattito politico-culturale-scientifico.
Furono sollevate due ipotesi. La prima portata avanti dall’urbanista Paolo Portoghesi, che voleva l’Università degli studi di Salerno d’entro le mura della città, l’altra sostenuta dall’urbanista Beghinò e da un accesa forza politica .
Il motivo che spinse la costruzione del campus nella valle d’Irno, fu quella di non voler creare un esamificio, un’università frammentata così come si prospettava in vari palazzi, ma di costruire una struttura dipartimentale, con un’interconnessione di saperi che permettesse l’interscambio fra le varie branche di sapere.
Una volta scelta la collocazione, si passava al problema di come questa dovesse calarsi nella realtà preesistente. Si pensava che accanto all’università dovessero sorgere e svilupparsi strutture ed edifici in armonia con la stessa.
La stessa collocazione degli studenti, veniva immaginata diffusa sul territorio di zone limitrofe all’ateneo, con lo sviluppo di 167, aree edilizie economiche e popolari.
Fatto sta che quell’integrazione piena dell’università sul territorio, oggi non si è ancora avuta. Si assiste ad un fenomeno bipolare, come se ci fossero due comunità da un lato c’è quella degli studenti, quei ragazzi che riempiono la vita del paese dal lunedì al venerdì, dall’altra parte c’è la comunità dei residenti.”

“Pensa che il territorio si sia culturalmente sviluppato con l’avvento dell’Università ?”
“Uno sviluppo culturale, sicuramente si è avuto. In particolare negli ultimi anni con la nuova amministrazione comunale di Fisciano e con la nuova direzione dell’Università con il rettore Raimondo Pasquino, si è lavorato in modo più produttivo rispetto al passato, e questo può essere un esempio per mostrare come lavorando insieme ed integrando le due realtà si possano ottenere risultati più soddisfacenti.”

“Qual è la sua idea di campus dell’Università degli Studi di Salerno?”
Oggi si usa il termine campus in modo disinvolto, e con un eccezione positiva. E’ necessario ricordare che negli anni 70’ si accese una discussione proprio sul termine campus, si escludeva l’idea di campus nel senso anglosassone, cioè di un luogo nel quale gli studenti, i professori e tutti gli addetti al sapere trovassero collocazione fisica. Eravamo contrari a quest’ idea, proprio perché pensavamo che ci dovesse essere un’integrazione, e quella gente che vive di giorno l’università dovesse disseminarsi sul territorio creando uno sviluppo urbanistico ordinato. Come del resto gli stessi abitanti del territorio, si sarebbero potuti portare all’interno del campus per partecipare così a momenti d’incontri universitari, come nel caso del campus in festa.”

“Ci sono progetti da parte del comune di Fisciano volti all’edificazione, per offrire alloggi, biblioteche e servizi a studenti fuori sede?”
L’amministrazione comunale di Fisciano, ha ricevuto un finanziamento di 17 miliardi di vecchie lire dalla regione Campania per lo smantellamento delle strutture prefabbricate, e per la costruzione di alloggi veri e propri. Inoltre c’è un’ iniziativa del sindaco di Fisciano Gaetano Sessa, che prevede la costruzione di alloggi che godranno di un finanziamento regionale a fondo perduto e di vantaggi per coloro che li acquisteranno.
Per quanto riguarda le strutture d’interesse culturale come ad esempio una biblioteche, l’amministrazione comunale, non ritiene opportuno fare un doppione di tale struttura, dato che un servizio del genere è già presente nel campus. Sarebbe più opportuno utilizzare questa, facendo rimanere aperta la stessa università anche il fine settimana.
Penso che per una cultura d’integrazione sia innanzitutto necessario abbattere i possibili limiti di fruibilità dei servizi. Come scrissi nel 89’ in un articolo molto critico contro il rettore allora in carica, che aveva fatto murare una struttura universitaria, così mi ripeto oggi: con i muri non si risolvono i problemi. E’ necessario che l’università cammini di pari passo con il territorio circostante, abbattendo così quel concetto di isole separate, rendendole comunicanti.”

Oggi l’università sta attraversando un momento molto delicato e di rinnovamento, dove la riforma universitaria può rappresentare l’occasione per rivedere il ruolo dell’università nella nostra società, affinché questo significhi crescita.
L’Università oltre a svolgere una funzione quale è quella dell’istruzione, può al tempo stesso svolgere un ruolo di guida, educativo. Dunque un’Università che diffonda i valori fondanti della società civile e delle comunità locali.

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