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7 ottobre 2003

Caro prezzi: la voce degli studenti

Forse è vero, i soldi non fanno la felicità, di sicuro non la nostra! Tra affitto, bollette, spese varie per i beni di prima necessità, se volessimo cForse è vero, i soldi non fanno la felicità, di sicuro non la nostra! Tra affitto, bollette, spese varie per i beni di prima necessità, se volessimo calcolare la nostra felicità con i soldi che ci restano in tasca, avremmo ben poco da sorridere!!
Eppure qualcuno felice per i soldi, i nostri, da queste parti ci sta! Un esempio? Prendiamo i commercianti. Quante volte ti è capitato di uscire da un supermercato con una spesa “ricca” per le tasche ma povera di contenuti? E poi, non hai mai notato il trucco dei prezzi, che ti sembrano abbastanza ragionevoli fin quando restano sugli scaffali, e che invece all’improvviso alla cassa lievitano come per magia? (M. S. caffè kosè euro 1.38 scaffale, euro 1.51 cassa). Il rapporto con i commercianti è il tema di uno dei questionari di questo mese.
Alla prima domanda:” sei solito usufruire delle attività commerciali del posto?” Ben il 40% ha affermato di farlo solo ogni tanto, e di preferire, fin quando può, portare la roba direttamente da casa propria, cosa che fa sempre il 10% degli intervistati che affermano di non recarsi mai dai commercianti del posto perché poco conveniente. Solo il 20% per l’eccessiva distanza da casa propria è costretto a far spesa sempre qui, e sono proprio le loro le lamentele maggiori, credono che ad approfittarne di più siano gli alimentari dove i beni di prima necessità, hanno dei prezzi esagerati e che da una settimana all’altra subiscono rincari immotivati di dieci, venti centesimi (es. acqua da 1.90 euro a 2.00 euro in una settimana). Più del 60% crede che venga fatta differenza tra gli studenti e la gente del posto e che approfittare degli studenti sia una cosa molto frequente, oltre che molto naturale.
Ma non finisce qui, la cosa peggiore, è che dopo tanto tempo solo il 5% dice di essere riuscito a trovare un commerciante di fiducia, che è sempre molto cordiale e disponibile, per ben il 75% invece un supermercato vale l’altro, tanto i prezzi pressappoco sono gli stessi, e i commercianti sono totalmente indifferenti, raramente ti fanno un sorriso, e ancora più raramente ti fanno sentire delle persone. Spessissimo invece ti guardano come se l’ oggetto di scambio (i soldi) fosse qualcosa da disprezzare, eppure se pensiamo che molti di loro devono la loro fortuna proprio a noi studenti, non credo che ci sia poi tanto da disprezzare!!!

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