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28 ottobre 2003

I rossoneri si riscattano dopo la sconfitta con il Bruges

La gara di Marassi serviva, anzitutto, per capire se la sconfitta europea è stato solo un passo falso o l’inizio di un periodo negativo. Al di la del La gara di Marassi serviva, anzitutto, per capire se la sconfitta europea è stato solo un passo falso o l’inizio di un periodo negativo. Al di la del 3-0 finale, è stato il gioco espresso dai ragazzi di Ancelotti a dimostrare che il Milan c’è e il gol di Mendoza ha rappresentato nient’altro che l’estrema punizione in una serata storta. Il turnover (o “avvicendamento, come patriottisticamente Giampiero Mughini ha preteso che lo si chiamasse nella serata domenicale di “Controcampo”) è arrivato con gli inserimenti di Simic, Serginho, Rui Costa e Tomasson; e i presunti panchinari hanno risposto alla grande: il danese ha realizzato la prima rete su assist del croato ed è entrato nelle azioni delle altre due marcature, il brasiliano è stato magistrale nel volare sulla sinistra e servire l’assist per il 2-0, il fantasista portoghese ha orchestrato come si conviene a centrocampo, sfiorando a più riprese il tanto agognato primo gol in SerieA con la casacca rossonera. E poi c’è Shevchenko, implacabile nel realizzare le due reti che lo portano solitario in testa ai bomber del Campionato. Il tutto condito dal sottofondo di una gara in cui la povera Sampdoria è stata sovrastata e, in certi momenti, umiliata dal miglior Milan della stagione. Quella composta da Nesta e Maldini è la miglior coppia centrale del mondo; se finalizzato al gioco offensivo e attuato con calma e lucidità, il palleggio di Pirlo & compagni non lascia scampo a nessuno; le punte, da Superpippo Inzaghi a Sheva a Tomasson, sono in grado di buttarla dentro in qualsiasi momento della gara. Ciò che ha stupito è stata la continuità. Escluso il veemente inizio degli uomini di Novellino, i rossoneri hanno dominato la gara in tutte le zone del campo (perché il “Ferraris” è un campo, altro che “San Siro”), giocando in velocità, coprendo tutti gli spazi e punendo i blucerchiati anche nei minuti di recupero, quando pure Kakà (subentrato nel finale a Seedorf) ha deciso di partecipare alla festa, servendo a Sheva la palla dell’ultima segnatura. La classifica sorride: il pari della Roma in casa della nuova Inter dell’ex Zaccheroni, permette al Milan di volare lontano dalle inseguitrici, a braccetto con la Juventus (2-0 col Brescia) , che ora devono approfittare dello scontro diretto di sabato sera al “Meazza”. Il match-clou dell’ottava giornata sarà uno scontro tra titani; l’imbattibile Juve di questo inizio di stagione opposta al narcisista Milan di Ancelotti. Sarà anche Maldini contro Nedved, principali candidati al Pallone d’oro che “France Football” assegnerà a dicembre. Lo spettacolo non è assicurato, ma sulla suspance che questa gara ci regalerà non ci sono dubbi.
Mario Cipriano

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